Ho finito ieri sera di leggere Hornby e devo ammettere che l’iniziale entusiasmo è andato gradualmente scemando. Non che il libro non resti piacevole, ma è per forza di cose un po’ ripetitivo, dal momento che raccoglie una serie di recensioni pubblicate sul Believer (rivista in inglese, quindi per me purtroppo illeggibile). Finisce che di mese in mese (e di capitolo in capitolo) la vena di Hornby si inaridisce un po’. Comunque la prima parte è davvero piacevole e soprattutto è stato per me un libro ricco di stimoli (all’acquisto di altri libri, il che non so quanto sia un bene per le mie finanze). Lo stile di Hornby, poi, è notevolmente appiccicoso, nel senso che dopo un po’ che lo leggi, quando parli di libri parli come lui. Guarirò.
Adesso invece, in attesa di comprarmi Reduce di Giovanni Lindo Ferretti, credo che passerò ad una lettura, diciamo, impegnata: Gomorra di Saviano per il quale rimando a questo interessante articolo su Wu Ming, da Nadropausa. Vedremo quanto dura questo slancio di passione civica da cui è nato l’ acquisto. Spero almeno fino alla fine del libro.
Novembre 30, 2006 alle 1:00 pm |
ciao,
solo per dirti che internazionale traduce ogni mese gli articoli di honrby sulla lettura pubblicati da believer.
_L
Novembre 30, 2006 alle 1:23 pm |
Grazie dell’indicazione. [adesso mi toccherà comprare anche internazionale!]
Gennaio 4, 2007 alle 5:19 pm |
Io probabilmente ho sbagliato in quanto l’ho letto in un giorno. E’ uno di quei libri da assaporare un capitolo alla volta.
Senz’altro da tenere sullo scaffale buono per periodiche consultazioni.
Condivido le impressioni sullo stile di Hornby e, lui, l’ho trovato molto vicino al mio modo di vivere la lettura, con slanci di entusiasmo e libri che chiamano altri libri (che poi sarà probabilmente quello che fanno tutti). Per non parlare delle cataste degli acquistati e “da leggere”.
L’internazionale l’ho appena scoperta. Son qua in bilico, per ora non mi abbono.