Poesia

By pessima

For Memory

Vecchie parole: fiducia fedeltà

e ancora nulla di nuovo in sostituzione.

Io rastrello foglie, rassetto il prato, erba d’ottobre

dolorosamente verde sotto l’oro

e in questo lavoro silenzioso sorgono

pensieri di te

sento la tua voce: sfiducia tradimento

che punge i fili.

Io riempio sacchi con le vecchie foglie

e ancora cadono e ancora

vedo il mio lavoro disfatto

Un pomeriggio gelido di pioggia

e l’intero lavoro tutto da rifare

Non posso sapere ciò che sai

se non me lodici

ci sono ferite nella nostra comprensione di questo mondo

Ci siamo incontrate in una identica

furia di destinazione

menzionando a mala pena la differenza

(che cosa attirava i nostri bei capelli

nel fuoco

i profondi, ardui abbeveratoi

taciuti)

Sono caduta scavalcando la ringhiera di un seminterrato

il primo giorno di scuola e mi sono ferita la fronte-

te l’ho mai raccontato? Più di quarant’anni

e ricordo ancora che ho annusato il mio sangue

come l’odore di un nuovo libro di testo

E mi hai mai raccontato

come ti richiamava dal gioco tua madre?

e da chi? Per cosa? Questi atomi ricoperti di polvere

comune

quella vita normale dalla quale ognuna e tutte fuggivamo

fuori orbita

alla quale dobbiamo ritornare semplicemente per dire

questo è il mio luogo d’origine

questo è ciò che conoscevo

Il passato non è un guscio tuttavia il cambiamento

continua

Libertà. Non è una volta, camminare fuori

sotto la Via Lattea, sentendo i fiumi

di luce, i campi di buio-

la libertà è un continuo, prosastico ricordare

quotidiano. Mettere insieme, pezzo dopo pezzo

i mondi stellati. Da tutte le collezioni perdute.

1979 Adrienne Rich in Cartografie del silenzio, Crocetti Editore 2000

(anche qui qualche notizia su di lei)

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