Stiano tranquilli quelli che non conoscono la storia dell’arte. Se abitano in una città frequentata da piccioni, come molte delle nostre città italiane, possono farsi aiutare nell’individuare l’appartenenza di un artista ad una corrente pittorica piuttosto che ad un’altra. Solerti ricercatori dell’Università di Tokio hanno infatti stabilito che i piccioni sono in grado di distinguere se un pittore appartiene al movimento cubista piuttosto che all’impressionismo. Come hanno fatto? [si domanda Luigi Bignami, autore dell'articolo a pag. 25 di Repubblica di ieri, 7 gennaio. E in effetti me lo domando anche io] Elementare Watson : “Hanno mostrato loro – scrive Bignami- un Monet e un Picasso e poi li hanno posti davanti ad un Renoir: nessun dubbio, secondo i piccioni era da inserire tra gli espressionisti”
Semplice, no? D’ora in avanti, al museo con il piccione legato al polso. Resta il dubbio di quale sia il segnale: un’alzata d’ala o piuttosto la testa che si sposta da un lato o da un altro?
In compenso i corvi, molto più pratici e poco acculturati, “usano il passaggio delle auto per schiacciare noccioline” (americane?).

Simpatico post.
Grazie per essere passata da me lasciando un commento (anche perché così ho potuto arrivare fin qui e conoscere questo tuo bel blog). Ciao.