teatro

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CONTEMPLARE E DIVENIRE.

RICHIEDONO IL PRIMO UN ATTO CHE SOSTA, CHE STA, E IL SECONDO IL MASSIMO DI MOBILITA’.

ENTRAMBI IMPONGONO UN ESSERCI AL PRESENTE, ATTENTI, RACCOLTI E SOLI COME PREDATORI.

LA CONTEMPLAZIONE E’ L’ESERCIZIO DELL’ASCOLTO E DELLA VISIONE: VA PROTETTA DALLA FRETTA GENERALE, DALLA VELOCITA’, DAL GIOGO DEL FARE IN FUNZIONE DI UN ESITO. LA SI ABITA SONTUOSAMENTE, REGALMENTE.

LA CONTEMPLAZIONE E’ ESERCIZIO NECESSARIO A QUALUNQUE CONOSCENZA VERA. A QUALUNQUE INNAMORAMENTO, A QUALUNQUE ARTE

MA QUESTO STARE DELLA CONTEMPLAZIONE SOFFRE DI UNA SEDENTARIETA’ CHE SE NON VIENE ROTTA CONGELA OGNI AZIONE. LI’ GIA’ TUTTO DIVIENE, MA CON UNA SORTA DI RISERVA, DI CORNICE, CHE RIPARA DALLA INVASIONE FURIOSA DEL MONDO.

SPACCARE QUESTA RISERVA, SMONTARE LA CORNICE, SIGNIFICA ACCOGLIERE IL DIVENIRE IN PIENO, COL SUO DeSERTO E POPOLI E ANIMALI, CON TUTTE LE PORTE APERTE E UN VIA VAI SREGOLATO, MAI PREVEDIBILE, MAI FERMO, MAI VISTO PRIMA.

IL DIVENIRE E’ SEMPRE CON URTI, SCOSSE. NON C’E’ METODO CHE LO FRONTEGGI, NE’ REGOLA CHE LO ORDINI. IMPONE UN ESSERCI IN PIENA VISPEZZA DI SENSI E dI INTUITO, IN UNO STATO DI ALL’ERTA GIOIOSO, NON ANNODATO, ANONIMO.

2

Uno spettacolo non incrina il cuore di nessuno. Non ha il potere di agire sull’essenza sottile dei suoi spettatori, non ha la forza rivoluzionaria del silenzio, dell’amore, del dolore, della mente tesa a disfarsi di se stessa, dello stare soli. C’è una verità che non è qui, che non potrà mai riguardare la scena, malgrado la piena sincerità di un autore.

Riferimenti

1 Comunicato diffuso dal Teatro Valdoca a Bologna, Milano, Firenze e Cesena durante le fasi aperte di lavoro chiamate Lengua Cavàla, romagnolo di Lingua Cavalla, in Mariangela Gualtieri, Nei leoni e nei lupi, I Quaderni del battello ebbro, 1997.

2 Dai quaderni di prova di Nei leoni e nei lupi

Mariangela Gualtieri

mariangela-gualtieri.jpg

4 Risposte a “teatro”


  1. 1 POP LIFE Gennaio 23, 2007 alle 8:11 am

    non so bene / c’è qualche cosa al punto 2 che mi lascia perplessa / non sono del tutto convinta che lo spettacolo non possa contenere una forza dirompente e trascinare con sè brandelli significativi dell’autore / soprattutto ci sarebbe da disquisire sull’accezione esatta della parola spettacolo /
    sempre più, infatti, mi rendo conto che tutto [o quasi] è possibile, all’interno del discorso / a seconda di come vengano considerate le varie parole e le frasi che lo compongono /
    meno sono le possibilità di navigazione del senso, più profondo lo sforzo dello scrittore / credo
    ora vado a scuola

  2. 2 Ecate Gennaio 23, 2007 alle 7:14 pm

    Contemplazione come azione – come mi sono congeniali queste righe. Leggere (e scrivere) come atto performativo. E dinamico. Un saluto.

  3. 3 pessimesempio Gennaio 24, 2007 alle 3:44 pm

    Un saluto anche a te e grazie per le tue visite. Anche per me contemplazione e azione sono un binomio importante, che tra l’altro è anche confermato, mi sembra, sul piano etimologico, visto che la prima parola comprende anche l’altra in sè. A presto, quando ho tempo verrò a trovarti.

  4. 4 pessimesempio Gennaio 24, 2007 alle 3:47 pm

    Per Pop Life: scusami se ancora non ti rispondo ma ho poco tempo in questi giorni e vorrei rispondere in modo un po’ meditato a quello che proponi come riflessione. Non è per noncuranza, insomma. A presto anche a te.


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