Vecchiaia

By pessima

Mi scrive un a-nonimo carino a commento di un (mio) commento su un (mio) post (sì, va bene non si fa così- forse- non ci si autocita, ma è per aiutarvi a capire. Ok?)

Insomma, dice rifiuto quell’invecchiare, sai?
se lo dici invecchi per davvero.
mio padre x per esempio fa 80 anni. è arzillo, ancora forte, sta alla larga dai medici (sono 10 anni che deve essere operato di prostata; va a fare gli esami del sangue e poi, se vede che ci sono troppi asterischi, butta via, altrimenti il suo dottore… si preoccupa).
bene, ogni tanto mi dice: avessi 10 anni di meno, sapessi quante cose in più farei.
e quando mia madre lo rimprovera, “ma ti rendi conto che non sei più un ragazzino”, lui la guarda di traverso.
non si sente vecchio.
credimi: non lo è.

Allora mi fa pensare a come è cambiato nel tempo il mio rapporto con la vecchiaia. Quando avevo trent’anni ne avevo sempre diciotto. Ho avuto diciott’anni fino a quarant’anni. Mi sembrava di essere – cioè mi sentivo- la prima persona al mondo a essere stata destinata all’immortalità e all’eterna giovinezza. Facevo e disfacevo, la morte, la malattia mi facevano un baffo: tutti eventi lontani da me, il mio corpo – forte, asciutto- non mi avrebbe mai abbandonato, la mia mente -sveglia, attenta, curiosa- sarebbe stata sempre attiva.

A quarant’anni ho cominciato ad avere cinquant’anni, a cercare di abituarmi all’idea di un corpo che contrariamente a quello che avevo sempre pensato stava dando leggeri segni di cedimento: ingrassava lentamente ma inesorabilmente, gli occhi si facevano -lo erano diventati di colpo, una mattina allo specchio? -più spenti, lo sguardo non era più quello e si vedeva un po’ di stanchezza. Ma -bando alle tristezze!- c’era ancora energia e si poteva pensare forse di vivere non eternamente ma sicuramente fino a novant’anni o forse più, viste le tradizioni familiari che mi davano la possibilità di sperare in un DNA favorevole ad una vita prolungata.

Ho cinquant’anni. Ci sono giorni in cui mi sento vecchia, giorni in cui non ci penso neanche. La morte mi sembra qualcosa di concreto, so che prima o poi arriverà per tutti. La temo, l’aspetto, so che c’è. Come la vecchiaia, a cui cerco di prepararmi. Che cerco di immaginare, senza riuscirci molto, ovviamente. Il mio corpo spesso se ne va per conto suo, non risponde più come prima alle sollecitazioni- una corsa, una bella nuotata al largo, una camminata in montagna verso un rifugio-, in maniera naturale invecchia anche lui. Come la mente, d’altronde, che ancora vorrebbe fare tanto e fa tanto, ma a volte è stanca e ha bisogno di staccare e non regge più i ritmi di prima.

Ma la cosa che più mi meraviglia è che ci sono giorni in cui la vecchiaia e la morte non mi fanno più paura. Vivo, semplicemente e sono i giorni migliori.

L’altra sera mi è capitato di sentire in televisione una trasmissione di Gad Lerner – a volte fa cose interessanti- dove si parlava di cancro e di come i malati si pongono davanti alla malattia. C’era una filosofa americana, compagna di Ivan Illich, che ha scritto un libro – credo interessante per chi si occupa di questioni come queste – su come viene oggi medicalizzato il corpo delle donne, sia in relazione alla maternità sia in relazione alla salute. [Il libro si intitola I geni in testa e il feto nel grembo, Bollati Boringhieri. Qui ]. Mi ha colpito molto quello che ha detto questa donna, che la paura per la nostra salute, paura generata anche dalla eccessiva invadenza della medicina -controlli periodici, diagnosi prenatali, prevenzione-, proiettando tutte le nostre ansie nel futuro, ci impedisce di vivere il presente.

In fondo ho pensato è quello che succede anche in riferimento ad altro: la paura degli attentati, ad esempio, la paura delle malattie come la Sars, di quelle pandemie assolutamente inesistenti, che sembrano create apposta – come notizie- per alzare il nostro livello di ansia.

Mio padre è medico. Non si è mai fatto un’analisi del sangue. Anche lui come il padre di a-nonimo, non crede nella medicina e mi dice che se vai dal medico scopri sempre qualcosa che non va anche se stai benissimo.

Mi sa che anche io strapperò le analisi da qui in poi.

8 Risposte a “Vecchiaia”

  1. Fubar Dice:

    Cara Alessandra, avrei voluto indicare la mia semplice rabbia a questo articolo.
    Io, la mia eta’ purtroppo tu la sai gia’, non condivido molte della tue affermazioni. Ho 50yrs! E chi se ne fotte (posso scriverelo duramente?). Io ho avuto amies ben oltre la tua eta’ fisiologica. E la “dannata” voglia di vivere l’avevono. Mess amies/amis sono importanti (il francese aiuta ma e’ tanto che non lo utilizzo in scrittutura ed errori sono ammessi). Io che ho circa 18 anni (i miei calcoli vanno a stimare la tuà età in 53 anni) meno di te, la voglia di andare avanti si perdura in un ora al giorno. Quante volte ho rigirato la mia 45? Non lo so. Qualcosa mi spinge ad andare oltre. A sopprimere ogni viurtu’ ed ogni vilta’ ogni giorno in mezzo a due sconosciuti genitori con i quali ho solo rapporti di lavoro di PS.
    Io trovo in te una inguaribile “romantica”. Mi affascina, mi stimola. Non posso conoscerti nella realta extra-virtuale. Ma se potessi essere accanto a te ti offrirei una spalla sulla qualla piangere le lagrime amare della tua “insolenza” e ti dier chiaro: ” Cosa dici, imbecille? Hai accumulato molti punti per essere madre, moglie, docente, blogger. E te li giochi ad una stupida e vile partita contro te stessa?”. Scusa. Io son nessun altro che ha potuto condividere con te qualche articolo. Non ammetto alla mia persona di poterti giudicare. Pero’, Alessandra -cara Alessandra- mi fai imbestialire.
    Non aggiungo altro e mi si perdoni gli errori ortografici e sintattici. L’ho pensata in inglese; l’ho permutata in italiano.

    Sincerely yours
    Fubar / 070308

  2. pessimesempio Dice:

    Caro Fubarino, io non mi lamento affatto dei miei cinquant’anni, non più di tanto, almeno. Ho i miei momenti di scoramento perchè a me piace molto, mamolto vivere e mi dispiace invecchiare e poi alla fine-per forza- morire, proprio perchè amo la vita e vorrei fare tante di quelle cose che tu non ti immagini neanche e neanche io ne le immagino, a dire il vero. Ma come tutti, ho i miei momenti negativi e anche io ho pensato molte volte a sparire. Questa idea, però, mi passava per la testa quando ero più giovane, poi ho imparato ad apprezzarmi, ad avere stima di me (devo dire che ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno molto aiutato in questa ricerca). Quindi non ti arrabbiare, non sto piangendo nessuna lacrima amara, non in questo momento. Il mio post voleva solo dire che ho trovato una specie di pace e di equilibrio che mi consente di vedere la vita per quello che è e di accettare che la vita è anche vecchiaia e morte, sperando che sia il più lontana possibile. Tutto qui. Non è che nel leggerlo hai pensato troppo a te stesso? Quanto alla tua 45 fammi un piacere: buttala nei Navigli. (se stai a milano, come credo, oppure in un laghetto, o in qualsiasi altro fiume).

  3. Fubar Dice:

    Credo tu abbia ragione su molti punti, Alessandra. Scusami dal profondo. I miei commenti sono sempre inopportuni.
    krgrds
    Fubar / 070309

  4. pessimesempio Dice:

    Non sarai mica del gruppo del cilicio,fubar? :-)

  5. Fubar Dice:

    Il cilicio viene dato/offerto ai coscienziosi. Tu ebbi a leggerlo. Io sono ateo ed agnostico. Non ho bisogno di un dio superiore su come criticarmi. Mi spiace solo che le mie parole non siano mai in linea con i tuoi pensieri e con i tuoi sentori. Ho errato. Ben Venga. Io ti stimo, come ebbi a dire in varie occasioni, per tante -troppe- qualità che tu vieni a possedere.
    tuo, affettuosomente,
    Fubar / 070309
    PS
    Mi spiace averti dato 3 anni di piu’. Ma tu stessa ti dichiarasti vetusta. Io, nel mio intimo, credo che una persona sia “vecchia” nel momento in cui i sogni sostituisacano i desideri. Avrai, mia cara amica, il tempo e l’orgoglio di non considerarti tale?
    Mi confuti pensieri ed opinioni ma, vado credendo, tu scriva la verità. Io soffro, stupendamente soffro, quando scrivi. Ma, come essere virtuale, non posso donarti una spalla di sostegno. Mi sembri, al fine, contradditoria come il tuo continuar cambiare aspetto/layout al tuo blog.
    Non me ne volere. La mia stima nei tuoi confronti non decade.
    Ed insegnami tutte le stupidate e le realtà di questo mondo. Io sono io. Tu sei tu.
    Krgrds
    Fubar / 070309

  6. Fubar Dice:

    ’bout the piece, my honey love
    An officer never relinquishes his sidearm. Never!
    (a te tradurlo, per quanto sia gia’ quasi italiano)
    Con affetto
    Krgrds / Fubar / 070309

  7. pessimesempio Dice:

    Sono contraddittoria, è la mia natura, fino in fondo. Un bacio -ma hai bisogno di qualche lezione di italiano oppure di un traduttore simultaneo :-)

  8. Fubar Dice:

    Ale, credo ti riferisca a me nel tuo ultimo. Anche io ti dono un bacio ma non capisco la questione sulle lezioni di italiano. Lo scrivo tanto male? Nonrispondermi. La mia domanda e’ tautologica.
    Ed ivi chiudo.
    con affetto
    Sinceramente tuo,
    Fubar / 070312

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