ciao /
…sono quasi contenta di non postare sul mio blog in questi ultimi giorni, perchè le cose che vorrei scrivere in merito alla scuola ed a certi insegnanti sono davvero molto cattive! / nel frattempo ho cercato “crolli” in libreria per ascoltare il tuo consiglio, ma purtroppo senza successo / così ho comperato “il pasto nudo”, letto da ragazza, ma la traduzione di adelphi mi trova un po’ diffidente… / e poi un tomo notevole preso a prestito dalla biblioteca, un titolo citato sabato scorso su alias, nella traduzione italiana di gianni vattimo: “verità e metodo” > dal poco che ho visto sfogliando in velocità le circa 500 pagine, potrebbe darmi una mano con alcuni dubbi di estetica che mi tormentano da un po’ e di cui avevo scritto ultimamente sul blog /
dopo questo aggiornamento veloce ti saluto / alla prossima / POPLIFE
Il bello del tuo sito, cara Ale, e’ che mi ritrovo sempre a casa (a parte i restylings del layout). Anche se manco ormai da precchio dalla rete -e credo la cosa perdurera’ ancora qualche settimana-.
So di non essere off topic, pero’ il desiderio di darti un bacione e’ stato grande.
Abbraccio
Fubar / 07.04.26(th)
Solidale, anche a nome di Nariné, la mia amica armena che qualche giorno fa mi ha mandato uno splendido duduk da Yerevan (perché gli armeni non sono solo i reduci di un genocidio, graziaddio).
Bentornato a chi è tornato e buona lettura a chi deve affrontate le cinquecento pagine. Benvenuto a chi è arrivato fresco fresco, ma subito una domanda: io non conosco quasi niente degli armeni, cosa è un duduk?
come? cosa e’ un duduk? un flauto (non traverso ma non so altra parola che ”piffero” in italiano). mai stata in paese della ex URSS?
fubar / 070428(th)
ciao /
…sono quasi contenta di non postare sul mio blog in questi ultimi giorni, perchè le cose che vorrei scrivere in merito alla scuola ed a certi insegnanti sono davvero molto cattive! / nel frattempo ho cercato “crolli” in libreria per ascoltare il tuo consiglio, ma purtroppo senza successo / così ho comperato “il pasto nudo”, letto da ragazza, ma la traduzione di adelphi mi trova un po’ diffidente… / e poi un tomo notevole preso a prestito dalla biblioteca, un titolo citato sabato scorso su alias, nella traduzione italiana di gianni vattimo: “verità e metodo” > dal poco che ho visto sfogliando in velocità le circa 500 pagine, potrebbe darmi una mano con alcuni dubbi di estetica che mi tormentano da un po’ e di cui avevo scritto ultimamente sul blog /
dopo questo aggiornamento veloce ti saluto / alla prossima / POPLIFE
Il bello del tuo sito, cara Ale, e’ che mi ritrovo sempre a casa (a parte i restylings del layout). Anche se manco ormai da precchio dalla rete -e credo la cosa perdurera’ ancora qualche settimana-.
So di non essere off topic, pero’ il desiderio di darti un bacione e’ stato grande.
Abbraccio
Fubar / 07.04.26(th)
Solidale, anche a nome di Nariné, la mia amica armena che qualche giorno fa mi ha mandato uno splendido duduk da Yerevan (perché gli armeni non sono solo i reduci di un genocidio, graziaddio).
Bentornato a chi è tornato e buona lettura a chi deve affrontate le cinquecento pagine. Benvenuto a chi è arrivato fresco fresco, ma subito una domanda: io non conosco quasi niente degli armeni, cosa è un duduk?
come? cosa e’ un duduk? un flauto (non traverso ma non so altra parola che ”piffero” in italiano). mai stata in paese della ex URSS?
fubar / 070428(th)
Flauto dolce, allora. Mai stata in un paese dell’ex URSS. Non è obbligatorio, vero?
pessimiesempio, se davvero vuoi sapere qualcosa di più su cosa è, come è fatto e come suona un duduk, butta un occhio sul mio ultimo post
Lo farò. Grazie.