ma dove la prendo l’ispirazione?

Mi chiamano a fare un gioco. E’ la prima volta, quasi mi emoziono, saprò reggere alla prova a cui vengo sottoposta mio malgrado?

Dunque, a cosa mi ispiro per scrivere? dipende, anche per me: Quando sono innamorata – una volta ogni tanto capita anche a me- dal pensiero del mio amore: scrivo lettere bellissime, che i miei amori conservano, sono sicura, per tutta la loro vita. Impossibile che le buttino, le mie lettere. Io non lo farei mai.

I miei amori mi ispirano anche per scrivere racconti: mi immagino in isole deserte e solitarie, tra nebbie e nevi, in mezzo a gente inospitale o indifferente, con orche che si arenano su spiagge gelate, stanze buie illuminate dalla luce di candele gialle e segose, mentre cammino per strade silenziose e buie in mezzo a tempeste di neve (era un amore molto freddo, quello), oppure in mezzo a boschi con giovani cerbiatti che arrivano a un passo da dove io e il mio amore ci stiamo baciando e la loro presenza mi sembra un segno dell’armonia e del favore della natura nei confronti di questo giovane amore che sta nascendo tra così tante difficoltà.

La lista della spesa la faccio anche se non sono innamorata: scrivo pensando alla disposizione dei banchi del supermercato, in una smania incredibile di ottimizzare i tempi, in modo da non dover girare tra gli scaffali e da non dover comprare tutto quello che non mi serve e anche di più. L’ispirazione nasce dalla disposizione o meno a cucinare: se non ho voglia anche la lista è stitica, non riesce ad espandersi e a volare alto, ma si ferma a: detersivo piatti- pane- latte- terra gatto- limoni- carne- verdura- verdura cotta- frutta, con assai poca fantasia descrittiva.

Gli sms non ci vedo più quando li guardo e li scrivo, la vista mi è calata, credo anche per colpa del cellulare medesimo o forse del computer. E allora l’ispirazione non mi viene perchè ho sempre paura di sbagliare a scrivere qualche parola e non mi va di cercare gli occhiali nella borsa. Quindi basta ispirazione, solo quelli di servizio, torno presto, hai comprato tu il giornale, non vengo a pranzo.

Per i post, l’ispirazione è ovunque, a volte quasi ossessiva. Ascolto, mi guardo intorno, leggo e mi dico questa cosa la voglio scrivere sul mio blog, mi piacerebbe davvero parlarne. Però l’ispirazione si ferma lì in questi casi, nel senso che mi viene l’idea e poi comincio a scrivere e in genere non so quasi mai cosa scriverò. E qui credo che scatti davvero quella che finora ho chiamato ispirazione, comincio a scrivere senza sapere cosa scrivere e magicamente scrivo come sto facendo adesso e le parole che mi vengono in testa non le penso prima, ma c’è quasi una contemporaneità tra quello che penso e quello che scrivo e il mio scivere scrivere mi sembra così scorrevole e fluido che rinuncio a controllare la correttezza ortografica (su quello ci torno dopo) e vado senza segni di inetrpunzione interpunzione lascio scorrere il pensiero. A me pare che questa sia l’ispirazione migliore. Non so cosa ne pensino gli altri, francamente, ho solo il riscontro delle mie bellisisime bellissime lettere d’amore scritte ai tutti i miei amori che non verranno mai buttate via perchèsono perché sono state scritte nelo nello stesso modo e ciò le rende bellissime. Non so cosa ne pensino gli altri, ma i post che scrivo in questo modo a me sono quelli che piacciono di più, perché ci sento dentro la mia voce vera.

Il gioco lo affido a caracaterina filosofessa e omnia ficta.

Ciao ciao.

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4 Comments on “ma dove la prendo l’ispirazione?”


  1. [...] Ecco qua. Non ho potuto fare a meno di seguire un pessimesempio. [...]


  2. [...] L’i(n)spirazione Pessimesempio mi passa un altro meme (fa più chic dire meme invece che catena di S. Antonio…): Da dove prendi l’ispirazione per scrivere. [...]

  3. omniaficta Says:

    Parli di gioco ma trattasi di cosa drammatica. Perchè della vera ispirazione, a sentire quelli che ne hanno, non si sa nulla. Lei domina, governa, abbraccia, fugge. Fa tutto lei. Non tutto. Ti dà una spinta e tu o corri o cadi.
    Non so se, date le premesse, seguirò il tuo gioco. Preferisco quasi non pensarci. Preferisco non illudermi di sapere.


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