Pochi metri più in qua e sono sola, nel terribile
spazio, nel terribile tempo. Allora un corpo, tolto dai
suoni simbolici del ciao e del come stai è sbalzato
molto lontano. Dobbiamo chiamarci continuamente. [1994-1995]
Mariangela Gualtieri, da Fuoco centrale, Ossicine.
Non è bella questa poesia? Non ci dice come siamo soli se ci allontaniamo molto gli uni dagli altri? Rimanda ad uno spazio infinito nel quale gli esseri umani si cercano, quasi senza vedersi e le loro voci risuonano nel vuoto e nel silenzio, ma sono i soli suoni attraverso i quali ci si può trovare. Un po’ come in rete, forse.
Maggio 24, 2007 alle 12:45 pm |
Tutta la mia filosofia di vita in 4 righe.
Mica male.
Maggio 27, 2007 alle 11:03 am |
ho appena iniziato la mia tesi di laurea, su MG
Maggio 27, 2007 alle 5:16 pm |
Bello.:-) Su cosa di preciso? Mi piacerebbe sapere qualcosa di più.
Giugno 1, 2007 alle 4:04 pm |
non solo se ci allontaniamo gli uni dagli altri. (”tolto dai suoni simbolici del ciao e del come stai”…ma ci può essere una frase più bella e conturbante di questa, nella sua semplicità?).
Ottobre 12, 2007 alle 10:24 pm |
le mie ossicine vanno a fuoco quando certe parole mi vivono dentro, complimenti.
Dicembre 6, 2007 alle 1:36 pm |
Io sono di Lettere (fuori corso…). A rileggere adesso la mia sorridente frase di inizio tesi su Mariangela Gualtieri.. mmm… difficoltà e delusioni nel tragitto. Tragitto ancora comunque lungo.
So che rispondere dopo tutti questi mesi è piuttosto inutile, ma..
Non ho una formazione teatrale e mi concentrerò sulla poesia, sull’importanza dell’oralità. Tratterò comunque tutta l’opera di M.G.
Dicembre 6, 2007 alle 1:37 pm |
ops: sono la Sara del 27 maggio :p
Gennaio 19, 2008 alle 9:26 am |
gioiello