Non c’è cosa ch’io dico che non dica
ch’io vivo un’altra vita che è più viva
di questa stessa mia che vivo e dico.
E’ come fosse un palmo sottoterra,
tra semi che magari fioriranno-
un po’ più sotto dove stanno i morti
a scalciare in eterno oltre la vita.
E io me ne sto lì muta: aspetto,
continuo ad aspettare, aspetto ancora,
non mi fermano il sole né la luna,
fino a che arrivi il verde e copra tutto
fino al mio cuore aperto alla gran vista.
Pare che sia così la gioia dura
d’un eremita in cima a una colonna
nel deserto.
(Silvia Bre, Marmo)
Insomma, è andata così: volevo scrivere una poesia sul blog, ho pensato a Silvia Bre, ho aperto il libro e ho trovato questa. L’ho scritta e mentre la scrivevo ho pensato che l’avevo già scritta una volta. Ho controllato ed era vero, ma l’ho lasciata lo stesso, perchè ho pensato che un motivo ci deve essere se mi piace così tanto. E allora tanto vale assecondare la mente. Tutto questo in uno stanco pomeriggio d’agosto, intorno il silenzio della città deserta.
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