Ci sono panchine
tavolini
punti precisi di strade
che collegati in un reticolo
formano il disegno di un’altra vita
in cui potremmo amarci
Fu il primo gioco della Settimana Enigmistica
cui sono stato ammesso da bambino
e non sapevo
che era il più importante
(Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Einaudi,2007)
Dove sono le vite che non viviamo ma di cui abbiamo visto il disegno? in quale numero della Settimana Enigmistica le abbiamo intraviste? e perchè buttiamo sempre via la carta dopo qualche giorno?
Le mie vite le vedo solo in sogno.
Ottobre 9, 2007 alle 10:32 pm |
Io le mie le vedo nei sogni che faccio mentre dormo ed anche in quelli ad occhi aperti.
Ma meglio sarebbe visitarle soltanto la notte.
Ciao, Laura
Ottobre 10, 2007 alle 8:03 am |
alle vite sognate preferisco non affezionarmi, troppo distanti dalla mia probabilmente [o troppo vicine, così vicine da averne paura?] / così s-collo quelle traiettorie esistenziali dalla mia persona e le trasformo in altro / o almeno ci provo
Ottobre 10, 2007 alle 7:17 pm |
Anche io sogno la notte e il giorno, con più difficoltà per una questione di tempo e di spazi. Ma quelli che mi piacciono di più sono i sogni notturni che mi parlano di me così chiaramente, a volte, da lasciarmi persino stupita di quanto sia chiaro e facile vivere la propria vita. Anche io vorrei non affezionarmi troppo alle vite sognate la cui visione lascia a volte qualche strascico di umor nero dietro di sé, ma quelle ritornano a visitarmi, mi parlano ancora. E poi ci sono sogni di vite bellissime e dolci e felici a cui non posso rinunciare. Non voglio aver paura di traiettorie troppo vicine, voglio continuare a credere che prima o poi mi potrei spostare su un altro binario. Perchè poi in fondo penso che forse la vita è sogno.
Dicembre 9, 2007 alle 3:20 pm |
perché tutta la vita è sogno e i sogni sogni son (dice sigismondo ne La vita è sogno, di Calderon de la barca; in spagnolo – certo – è tutto un altro sentire).
e poi pascoli:
il sogno è l’infinita ombra del vero…
ti son venuto dietro, un po’, rileggendoti a ritroso
ciao
Dicembre 9, 2007 alle 3:41 pm |
Ciao, grazie. Chissà com’è, leggere a ritroso.
Dicembre 12, 2007 alle 3:50 am |
è una ricerca nella memoria, anche.
un riscoprire, un rivedere.