delicatamente

Sono un po’ triste, oggi. Lo so che in un blog queste cose non si dicono, è autoreferenzialità e non sta tanto bene, pare. Non si può essere tristi nei blog, né allegri. Neutri, che va bene a tutti e nessuno si sente da meno. Non posso dire che guardo il cielo dalla finestra della mia stanza ascoltando alla radio Claudio Lolli che canta Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia non so dire se fai più rabbia pena schifo o malinconia. Posso solo trascrivere una poesia e allora tutto cambia: è letteratura.

Marco tu non le sai le mie parole

che se ne stanno zitte sulla soglia

ad un passo da te che resti fuori-

archi d’amore sono sulle piazze

dei miei ragionamenti, come bimbe

che si fanno belle per affacciarsi

e non scendere mai: così ti penso

e m’ingegno a sfiorare un po’ la vita

senza chiamarvi più, Marco, parole-

stringo il mio tempo in un cerchietto scuro

come lego i capelli la mattina.

(Silvia Bre, Le barricate misteriose, Einaudi, 2001)

Io ti racconto la mia vita il mio passato il mio presente…..

6 Risposte a “delicatamente”


  1. 1 caracaterina Ottobre 15, 2007 alle 11:50 pm

    epperò…
    si riuscisse a non nascondersi più dietro i libri di letteratura. si riuscisse a scrivere davvero della propria tristezza. qual è lo sguardo che lo impedisce? chi/cosa si rischia di turbare tanto da dover avanzare piano piano, con delicatezza?

  2. 2 pessimesempio Ottobre 16, 2007 alle 9:03 am

    Epperò… che domande che fai. Lo sguardo che lo impedisce è quello della Medusa.

  3. 3 parergon Ottobre 16, 2007 alle 9:56 am

    leggendo, quando scrivi di autoreferenzialità, penso che allora – forse – dovrei chiuder bottega :)
    eppure, questo sibi scribere a cuore aperto ogni tanto trasporta con sè sfumature impreviste, sbocchi letterari che alla fine servono a capire meglio, a capir-si, ed anche a “pulirsi” / ed a volte offrono a chi legge un momento di intimità, di condivisione e di com-passione [leggi immediatezza? forse] /
    la tristezza è fonte di tante sfumature del pensiero, perchè negarle il suo spazio, anche qui, sul tuo bel blog? poi passa :)
    un caro saluto / P

  4. 4 Filosoffessa Ottobre 16, 2007 alle 12:05 pm

    Sarà che è letteratura.
    Sarà che non è autoreferenziale.
    Ma mi emoziona come se lo fosse.
    ;)
    Un abbraccio, Laura

  5. 5 pessimesempio Ottobre 16, 2007 alle 6:27 pm

    Ma, Medusa a parte (è che mi era venuto in mente-ancora!- un libro di Teresa De Lauretis in cui si parla di cinema e di pubblicità e di “cosa provò Medusa nel vedersi uccisa e appesa a schermi, muri,tabelloni pubblicitari” e blog, aggiungo io, ma mi rendo conto che il discorso è complesso, anche se un giorno mi piacerebbe farlo) a chi mi chiede perchè non mettere anche la tristezza sulle pagine del blog, rispondo: è che ho sempre paura- per l’appunto- di far letteratura.

  6. 6 manginobrioches Ottobre 17, 2007 alle 10:05 am

    ma così l’hai fatto lo stesso. hai messo in scena la tristezza che-non-si-dice ma si fa dire dalla letteratura: il che è due cose, che – mistero – possono persino andare assieme: letteratura e tristezza (o qualsiasi sentimento ci piaccia o ci dispiaccia, persino gioia)(è che la gioia è per sua natura un poco afasica).
    il bello del blog è di essere lievemente spudorato, perché qui si può. noi può.


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