e amalgamare bene tutti gli ingredienti

In certi momenti mi sorprendo a pensare in quanto poco tempo mi sia affezionata a persone di cui ho visto solo parole scritte sullo schermo luminoso del mio portatile, disegni, qualche foto, oggetti frammentati e sparsi, senza un filo, con cui cerco- me ne accorgo a volte- di ricostruire la loro vita, quasi senza volerlo. Persone di cui penso quasi di riconoscere umori, caratteri, desideri, passioni. Quella un po’ ombrosa, taciturna, immersa nei suoi libri, che passeggia in giardino e si siede sulle panchine guardando i tramonti sul lago, lei invece a volte nervosa, piena di passione e attenta alle cose che ha intorno, che non si scoraggia mai e insegue, insegue e si ostina sulle cose, l’altra che si nasconde, che non vuole parlare ma dice, una che scatta, una che si chiude nelle sue tristezze, una che vorrebbe aprirsi al mondo ma ha paura, una un po’ frivola, giovane, vecchia, capelli lunghi o biondi, dorme la notte, si agita nel letto, abbraccia un uomo, una donna, un bambino, si sveglia la mattina, guarda dalla finestra mentre sul gas, nella macchinetta, sale il caffè e pensa a quello che farà durante il giorno. Parla di sè, del mondo, degli altri, raccoglie sassi sulla spiaggia e pezzi di legno, cammina da sola. Piange, ride, sorride, pensa.

Davvero, come dice caraterina, è come allargare una sfoglia, espandersi, allungare le mani e cercare di spingere il bordo più in là, quasi a sentirsi senza confini. Credo di aver letto da qualche parte (Chatwin?) che gli aborigeni in Australia si parlano a chilometri di distanza con la telepatia. Io credo nella telepatia: credo che sia quando si pensa alla stessa cosa e ci pensa per tanto tempo ed è un pensiero comune attorno a cui ruotano tante persone.

Quello che volevo dire è che a volte mi pare di essere in contatto con queste persone. Pensarle sedute alle loro scrivania, al tavolo di cucina, in ufficio, a scuola mentre come me stanno scrivendo e magari stanno pensando a me che sono seduta al tavolo di cucina, alla mia scrivania, in ufficio, a scuola mentre come loro sto scrivendo. E magari tutti pensiamo a qualcosa che qualcuna ha scritto. Energia, anche questa.

Mi prende, a furia di pensare a queste cose, una malinconia strana, una come nostalgia di un mondo remoto, una voglia di cucine fumose d’inverno e bicchieri di vino e camini e bambini di là, nelle stanze di sopra, e un cane sdraiato per terra, le zampe fangose, gente che torna con fascine di legna, le sciarpe intorno alla gola, fa freddo fuori, esce il vapore di bocca. La cucina è grande, c’è posto. E stasera, cosa si mangia ?

Mi chiedo se esista ancora, da qualche parte nel mondo, un posto così, se un altro mondo, qui, sia ancora possibile e dove e con chi. Se la gente che sento vicina è davvero vicina, se invece è solo illusoria questa comunanza di cose che comunanza non è. Mi chiedo che spazi abbiamo noi e anche i nostri figli, cosa ci è dato sognare, quale calore ci sarà concesso. Mi chiedo cosa dobbiamo dire a quelli che la mattina ci troviamo davanti, di quale bellezza dobbiamo parlare. Perchè a me pare che in fondo sia la bellezza a mancare.

In questo mondo libero…

6 Risposte a “e amalgamare bene tutti gli ingredienti”


  1. 1 parergon Ottobre 17, 2007 alle 8:07 pm

    sono appena tornata a casa dopo tre ore di collegio docenti / mentre la minestra si cucina di là, accendo il computer e trovo questo post / così semplice e vero, affettuoso e familiare / mi ha fatta ritornare alle sere invernali di tanti anni fa, alla s-perduta intimità della cucina di casa, che non so dimenticare /
    bellezza ha tante forme, anche quella magica di un cerchio di luce che r-accoglie più persone intorno a un tavolo… e adesso intorno a tanti tavoli diversi, tutti insieme nel pensiero /
    grazie / P

  2. 2 Filosoffessa Ottobre 18, 2007 alle 10:21 am

    La mia risposta, se così si può definire, qui: http://filosoffessa.tumblr.com/post/15997396
    (Ci ho provato con il trackback ma non ha funzionato, oppure ha tempi da era geologica, chissà.)
    Un caro saluto,
    Laura

  3. 3 pessimesempio Ottobre 20, 2007 alle 10:52 pm

    Semplicemente l’avevo segnalato come spam. Che ci vuoi fare?

  4. 4 pessimesempio Ottobre 20, 2007 alle 10:54 pm

    Non l’avevo, l’avevA, lui, la macchina, l’intelligenza artificiale (già, perchè maschile?)


  1. 1 Filosoffessa Trackback su Ottobre 17, 2007 alle 10:00 pm
  2. 2 Nelle maglie della rete « Filosoffessa Trackback su Novembre 20, 2007 alle 12:12 pm

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