notti

By pessima

Vi sono casi in cui accettare la solitudine può significare attingere Dio. Ma v’è una stoica accettazione più nobile ancora: la solitudine senza Dio. Irrespirabile per i più. Dura e incolore come un quarzo. Nera e trasparente ( e tagliente) come l’ossidiana. L’allegria ch’essa può dare è indicibile. E’ l’adito- troncata netta ogni speranza- a tutte le libertà possibili. Compresa quella (la serpe che si morde la coda) di credere in Dio, pur sapendo- definitivamente- che Dio non c’è e non esiste.

( Giorgio Caproni, Inserto, in Res Amissa, 1991)

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Non c’è fedeltà che nel tradimento.

Nascondi la chiave nel buio

e fai di te la notte

ADAM KASEV

(citazione in apertura di Fai di te la notte, di Giorgio Scianna, Einaudi)

Di Adam Kasev, non riesco a trovare nulla, non so chi sia, ma so che il libro di Scianna è davvero bello, emozionante come pochi di quelli che ho ultimamente letto. Non si tratta di emozioni forti, di storie che ti prendono alla gola, di avventure spettacolari. Tutto si svolge dentro: dentro una casa, dentro una stanza, dentro una piscina, dentro un’automobile.  Tutto , o quasi tutto, si svolge al buio: di notte o in luoghi dove la luce è scarsa, le tapparelle abbassate, l’illuminazione artificiale. Clara, la protagonista femminile, non riesce più a vedere con chiarezza quelli che ha intorno,il marito, i figli, i colleghi di lavoro. Ha paura di non capire, di accettare quello che non sa ma che immagina sia, ha paura di suo marito, un uomo apparentemente dolcissimo che forse le nasconde un segreto. Non è l’entità del segreto a spaventarla: quello che le brucia è di aver vissuto accanto ad un uomo, di averlo amato e di aver ricevuto in cambio un silenzio che le nasconde parte della sua vita. La storia di Clara è anche la storia di papà Giò, malato terminale, anche lui custode di segreti. Un uomo che sa tante cose, che parla, che racconta storie di Pigafetta e Colombo e Caboto, storie della Reconquista spagnola, di infedeli e di marrani, che fin dall’inizio, forse, si mostra a Clara -e a noi-  per quello che non è, ma è solo un vecchio, è solo malato, è solo nella sua grande casa con le persiane abbassate.  Le storie si intrecciano tra di loro, fino a che un vento fortissimo che alza le vele e le strappa non si porta, forse, via tutto.

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Vecchie parole:      fiducia            fedeltà

E ancora nulla di nuovo in sostituzione.

(Adrienne Rich, For Memory, in Cartografie del silenzio, Crocetti, 2000)

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3 Risposte a “notti”

  1. Giulia Dice:

    Mi piace quello che hai scritto e quindi pensao che il libro debba essere bello, grazie per la segnalazione, Giulia

  2. parergon Dice:

    mi piace davvero il modo che hai di commentare i testi che leggi, e di offrirli a schegge, socchiudendo delle porte, appena appena / [forse questo l'ho già detto un'altra volta, non importa, è così che la vedo]
    e quel parlare di qualcosa che succede dentro, come rende bene l’idea di quel che andiamo a leggere / così semplici le parole e chiare e definite /

    avevo un’amica a venezia, tanti anni fa, che mi offriva le letture più speciali / a volte mi regalava dei libri, altre volte me li prestava, altre ancora me ne parlava con entusiasmo e concludeva dicendo “dovresti proprio leggerlo, ti piacerebbe molto” / questo spesso era sufficiente a motivare l’acquisto e credo non abbia mai sbagliato – cosa che non capitava invece con la musica od i film consigliati da lei / solo con i libri – come una magia /
    anche il tuo modo di parlare di altre scritture è un po’ magico e sorprende, perchè si schiude sempre all’improvviso /

    un saluto / stai bene

  3. CalMa Dice:

    Mi è congeniale costui perché tutto è dentro.
    Lo cercherò.
    Un saluto

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