automatismi

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Mi chiedo: che cosa pensano queste creature generate in questo modo automatico per via d’incanto? ossia, questo gigante che si reduplica, cos’hanno in mente tutti gli altri suoi duplicati? tutti ricordano la stessa infanzia? E in seguito? non soffrirebbero di vuoto interiore? Ché già a essere unici ci si sente fin troppo preconfezionati, anche nei pensieri, e si scalpita, per distinguersi. Gli esseri artificiali a maggior ragione (viene da dire) saranno degli sbandati, insofferenti del buonsenso. Oppure no. I regimi totalitari…………prediligono gli esseri artificiali perchè non hanno crisi, ripensamenti, non fanno comunella tra loro, sono prevedibili, e se li metti davanti alla televisione ci stanno, sono contenti, e si esauriscono. E se hanno un maestro teorico, a quel punto non c’è bisogno d’altro, lo ripetono per tutta quella loro onesta vita fasulla. I regimi totalitari non c’è bisogno di andare nel ventesimo secolo…. ;qui, adesso, ci sono persone che hanno in genere un moroso o una morosa, che tengono tutta la vita e che è come loro, ossia due fotocopie, stesso lavoro, stesso credo teorico, col quale o con la quale cenano e parlano della teoria, quella che li accomuna, e con la quale spiegano tutto, anche il fatto che si deve essere dei duplicati.

(Ermanno Cavazzoni, Storia naturale dei giganti, Guanda)

4 Risposte a “automatismi”


  1. 1 omniaficta Ottobre 27, 2007 alle 10:35 pm

    Cavoli! I libri che segnali e citi ultimamente sono proprio quelli che vorrei leggere o che ho cominciato a leggere. Questo di Cavazzoni vorrei leggerlo; per sentito dire e per un mio intuito (a volte fallace, tuttavia) mi sembra che meriti.

  2. 2 pessimesempio Ottobre 28, 2007 alle 8:13 pm

    Sì, è da leggere, ma con parsimonia, direi. Il rischio è che stucchi un pochino. Io lo intervallo con altri libri (più seri o seriosi, se vuoi). Però è comunque divertente. Grazie del passaggio.

  3. 3 manginobrioches Ottobre 29, 2007 alle 11:07 am

    ma quasi tutti, prima o poi, cercano un duplicato. o lo fanno. è un’illusione necessaria.

  4. 4 pessimesempio Ottobre 29, 2007 alle 7:24 pm

    Eh, già. Che sia un’illusione, d’accordo, ma veramente così necessaria da condividere tinelli, tubetti del dentifricio, taglia-unghie e capelli impigliati nei pettini? E la beata solitudine, isola benedetta?


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