Signor Sarsi, la cosa non istà così. La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a li occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto.
(Galileo Galilei, Il saggiatore, in Opere, edizione nazionale diretta da A. Favero, Barbera, Firenze, 1890-1909, ristampata nel 1968)
A partire da questo.
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Ottobre 29, 2007 alle 9:10 pm |
a volte mi soffermo a riflettere, e tento vanamente di trametterlo anche ai ragazzi durante le lezioni, in merito all’incredibile creatività ed al fermento incontenibilie delle grandi menti matematiche che ci hanno fornito le tracce per raffigurare il mondo e per riprodurre la realtà [che significa sempre prendere posizione sulla base di un delirio più o meno evidente, in un incessante quanto visionario tentativo di superamento della condizione umana] /
basterebbe solo pensare alle differenti interpretazioni che le varie scuole di pensiero hanno sviluppato in merito alla natura dello spazio, ed alla sua misurabilità…
un’altra cosa riguarda il fatto che misurare il mondo significa in certo modo esistere, partecipare di quella stessa misura, della cosa misurata / a suo tempo rimasi assai affascinata da una performance di orlan, che misurò una porzione di città utilizzando il suo corpo come strumento unitario /
le frontiere dell’astrazione e della rappresentazione sono pressochè illimitate, soggetto di un’incessante processo inventivo – e il margine tra matematico e “letterario” si rivela ambiguo e permeabile / …affascinante, non trovi?
grazie per la citazione in merito ai linguaggi e all’universo /
… universo … basta solo la parola a far partire l’immaginazione!
un saluto /P