in risposta (2)
La seconda parte della mia risposta ai superluoghi ha a che fare invece con quello che sta succedendo in giro in questi giorni, con le teste rasate, con le espulsioni, la caccia al rumeno o al rom che tanto è lo stesso, no?
Mi sono spaventata, non lo nego, per la sproporzione che ho avvertito, immediatamente, tra l’accaduto e la reazione. Intendiamoci bene, non voglio dire con questo che la morte della donna romana non sia un fatto grave, che non sia grave che una donna che sta tornando a casa sua la sera in una periferia di una grande città venga aggredita, derubata, stuprata e poi muoia. E’ un fatto grave, come tutti gli altri fatti del genere che accadono in forme più o meno simili in Italia, per i quali invito caldamente tutti ad andare a leggersi le statistiche e il documento presentati a questo proposito dall’ Istat il 21 febbraio di quest’anno. E’ grave e fa parte, mi pare, di una cultura che vede le donne, i bambini, gli anziani, quelli che normalmente si chiamano “soggetti deboli”, come non-persone, come qualcosa di cui si può far uso a proprio piacere e secondo le proprie esigenze.
Quello che mi ha colpito, come dicevo, è la reazione delle forze politiche e dei mass media, televisioni e giornali, con qualche eccezione. E’ ovvio che non parlo delle reazioni della destra: quelle mi spaventano per la violenza che mostrano, violenza di parole e di fatti. Parlo invece delle reazioni delle forze cosiddette di sinistra, delle forze di governo, che di fronte all’accaduto non hanno trovato niente di meglio da fare che spingere l’acceleratore su un decreto anti-immigrati che certamente strizza l’occhio alla parte più moderata degli elettori, tanto che persino il truce Gianfranco ha esitato un po’ prima di dichiarare che non lo avrebbe votato.
Ma la cosa che più mi ha spaventato e sulla quale ho trovato annullata di un solo colpo- se ce ne fosse stato ancora bisogno- qualsiasi possibile differenza tra destra e sinistra in Italia, la cosa sulla quale ho avvertito il silenzio figlio di una immotivata vergogna, un silenzio che tarda a finire, di quelle persone che su questo hanno qualcosa di diverso da dire, questa cosa, insomma, è stato che nessuno abbia distinto in maniera chiara e inequivoca tra chi delinque e chi, immigrato in Italia, vive e lavora- come può, si sa- in questo paese. Questa mancanza di chiarezza e di coraggio, aggiungo, nell’affrontare il problema, ha fatto sì che in molte città italiane si sia scatenata una caccia al rom, al rumeno e indistintamente all’emigrato. E soprattutto ha fatto sì che si sia dato alimento ad una cultura- per altro già diffusa, più o meno apertamente- della paura, del sospetto, dell’intolleranza verso chi non è del tuo paese.
Mio figlio, quindici anni, mediamente attento ai fatti del mondo, lettore di quotidiani, che ascolta i telegiornali, mi ha chiesto se l’espulsione è prevista anche per gli italiani che commettono atti del genere. Non è una domanda ingenua, mi pare: sottolinea chiaramente come la legge in questi casi non sia affatto uguale per tutti, anche se mi rendo conto che questa mia affermazione può essere contestata sotto il profilo giuridico con molta facilità (tanto che potrei farlo io stessa). Ma è una specie di paradosso, che mostra, però, come il problema non sia solo nel delinquere, ma anche nella nazionalità e nella provenienza.
Cosa c’entrano i super-luoghi? Bhe, a me sembra che la periferia romana dove i rumeni, i rom, gli albanesi, gli slavi in genere, sono costretti a vivere accampati, quella periferia dove manca il lampione, dove mancano spesso servizi elementari, sia proprio il correlato del super-luogo, sia un luogo dove non c’è bellezza, anzi mi sembra quasi osceno usare questa parola anche per negarne la presenza. Un luogo dove si vive una vita che non è vita, mentre dall’altra parte della strada o poco lontano sfavillano in mezzo alla piana le luci del centro commerciale I Gigli.
Questo è quanto. I libri, ancora rimandati alla prossima.
Tags: educazione, tolleranza, violenza
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Novembre 7, 2007 at 6:29 pm
Sono d’accordissimo con te. Quello che manca oggi è il coraggio, il coraggio delle idee per inseguire il pensiero di chi pensiero non ha perchè non ha vuto mai occasione di farselo se non sentendo la televisione. Inseguirlo per cercae il loro voto…Un circolo vizioso che ci porta all’imbarbarimento, che a sua volta accentua pregiudizi, e distorsioni quali l’accettazione della “giustizia fai da te” e delle ronde. Poi ci svegliamo il giorno dopo e vediamo quanto un delitto ancora più efferato se si può è stato commesso da chi ha “un volto d’angelo”… Ho scritto anch’io due post su questo, ma che siamo noi…Non so. Ciao Giulia
Novembre 7, 2007 at 6:31 pm
Ciao, sono molto d’accordo… ed è bello il commento di tuo figlio. Non so se sai che abbiamo rimesso in piedi il blog sulla scuola che adesso è su Splinder, perchè quest’estate l’altro è sparito.
L’indirizzo è:
http://lisolasconosciuta.splinder.com/
Novembre 7, 2007 at 7:10 pm
Ho letto l’ultimo dei tuoi post sull’argomento, Giulia: ogni tanto ti vengo a trovare, anche se in silenzio, perchè c’è sempre molta gente da te e non voglio disturbare più di tanto. Su questa storia sto ascoltando “le peggio cose” ( l’ultimo ieri sera Panebianco da Ferrara) e temo che la cosa non si fermerà qui: il NPSUPS ( Nascente Partito della Sinistra(?)Unita per Sempre) chiederà altre leggi e altre rinunce e altri voti.
Per Isola08: ho visto il nuovo blog( e credo di aver lasciato un commento).