desideri

By pessima

Mi piacerebbe parlare di come sto invecchiando. Perché – è innegabile- sto invecchiando. Ma vorrei riuscire a dire cosa è invecchiare, cosa cambia in noi quando capiamo che stiamo invecchiando. Perchè è qualche giorno che questa storia della vecchiaia, dell’essere vecchi, mi gira intorno. Lei che dice mi guardo meno negli specchi, mi guardo invece nelle facce degli altri e non mi piaccio granché, non mi convinco. Non sono più capace di sedurre e questo mi manda in bestia. E non ho più energia per far niente, e anche se non parla della vecchiaia – non la cita in realtà, va detto e non è questo l’argomento del commento (sì, quello che ho già citato qui )- mi accorgo subito che queste cose me le sono dette e me le dico ancora nei giorni e anche io a volte vado in bestia perché non sono più capace di sedurre. Lui che mi cita Hillman e La forza del carattere, lei che lo cita e si/ci pone domande, ancora lei che risponde.

Stiamo tutti invecchiando? Diciamolo.

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7 Risposte a “desideri”

  1. caracaterina Dice:

    Eh, io sono già invecchiata e la trovo una liberazione.
    Un decennio come quello fra i 40 e i 50 mi è stato meraviglioso. Quando stava per finire ho cominciato a preoccuparmi perchè la meraviglia, mi dicevo, stava per finire e quando non hai più tutto quel futuro davanti, ti tormenti meno di quando cadevi in cupe depressioni da giovane ma in modo più sottile, continuo. Rugoso. Appunto.
    Poi: giri la boa dei 50, tutta tremolante e a nsiosa e un po’ ad occhi chiusi per la vertigine, e scopri che sei libera. Di fare che? Oh, anche assolutamente niente.

  2. caracaterina Dice:

    Ho inviato troppo presto. Credevo di aver finito.
    Mah, niente. Non che tutta questa libertà si veda granchè da fuori. E’ una faccenda tutta interiore. Di fuori succede che devi cambiare la foto sulla carta d’identità (ma sulla patente, a proposito, perchè non si può? mi sento davvero ridicola, chi è quella ventenne?)
    Però, ecco, la faccenda interiore. A me sembra che si vedrà bene anche di fuori, fra pochi anni, come se si accendesse una luce.
    C’è il paginone finale dell’inserto della domenica di repubblica, hai presente? quello con l’intervista lunga a qualche personaggio famoso, spesso d’età, a volte di lunga età. Hanno avuto quest’idea di mettere nel titolone la foto del dettaglio degli occhi e, a volte, io m’incanto proprio a guardare quegli sguardi. Di certi mi innamoro.

  3. Matteo Dice:

    Ma quand’è che si inizia ad invecchiare? Teorie biologiche (appena si viene al mondo?) o psicologiche, o antropologiche, o sociali? Cioè, invecchiare, e quindi il concetto di “vecchiaia” è un prodotto culturale, o cultural-biologico?

    Mia nonna è totalmente allettata, con ossigeno 24 ore su 24, ma pienamente lucida, cosciente ed ottimista. Un giorno, poco tempo fa ha detto: “Eh, che vecchiaia faticosa che mi aspetta”. Mia nonna ha compiuto 101 anni nel luglio scorso. Eppure, nella sue percezione, ha una “vecchiaia” davanti a sé.

    Ecco, credo che per ognuno la vecchiaia inizi in un punto diverso, in un’auto-percezione (di sé e del concetto di vecchiaia) differente.

  4. pessimesempio Dice:

    Non so cosa sia di preciso la vecchiaia. Mi accorgo che fisicamente tante cose sono cambiate: il corpo risponde con più lentezza, ci metto molto di più a guarire dai piccoli acciacchi che prima passavano in un giorno e adesso si trascinano a volte per settimane intere, ingrasso e non riesco più a dimagrire durante l’estate come accadeva prima, sul collo si formano rughe che sembrano scavi per l’alta velocità. All’inizio sono stati gli occhi che non erano più quelli di prima: non riuscire più a sedurre è partito da lì, che forse non era neanche così, ma l’impressione era che non avessero più luce. Non credo poi sia vero, è solo una luce diversa.
    Ma a parte questo, mi piace l’altro aspetto della vecchiaia: la mente, che è certo migliorata con il tempo: più lucida, meno incasinata. E forse anche una certa felicità interiore, che non sempre si esprime in gesti o atteggiamenti, ma c’è e consiste nel ritrovare la tranquillità rapidamente dopo momenti difficili. Una maggiore capacità di “perdonare”, di ammettere gli errori, propri e altrui, di chiedere scusa: il tempo è quello che è e non va sprecato.

  5. pessimesempio Dice:

    Ma è difficile scrivere di vecchiaia. Non credevo.

  6. swann Dice:

    Ciao, certo che invecchiamo tutti, e aggiungerei anche che moriamo. Ogni giorno. ma è anche vero che ogni giorno rinasciamo. Sto leggendo un libro molto bello sulla “nostalgia”. Questa parola, che deriva da nòstos (ritorno) e àlgos (dolore) è comparsa per la prima volta verso la fine del 1600 e si riferiva ad una malattia che colpiva soldati svizzeri costretti a vivere lontani dal loro paese di origine. Con il tempo la nostalgia ha assunto una connotazione diversa: il sentimento della nostalgia ha cominciato ad essere non tanto qualcosa di legato alla lontananza geografica, ma alla consapevolezza della ‘finitudine’ dell’esistenza e della irreversibilità dello scorrere del tempo. La nostalgia è molto affine alla malinconia.
    Ti auguro una buona serata
    Maurizio

  7. pessimesempio Dice:

    Travolta dai casi della vita, ho dimenticato di commentare il tuo commento. Non che sia obbligatorio, ma tu vai a toccare sempre argomenti che in qualche modo toccano qualche nervo. Nostalgia e malinconia hanno sfumature a volte diverse tra loro a volte sono affini. Altre volte, la nostalgia cammina insieme alla sofferenza. Grazie, comunque, nonostante.

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