meduse

By pessima

Dalla finestra, oggi, un’immagine talmente bella che vorrei quasi avere una macchina digitale per metterla qui . Davanti un albero senza foglie: si vedono solo, anche da lontano, i ributti dei nuovi rami che verranno. L’albero è grande ed aperto, non so bene che albero sia. Ricorda i quadri di Mondrian.
mondrian1.jpg

Alle sue spalle, quasi attaccato allo stesso tronco, come uno sfondo su cui il primo si poggia, un olivo e ancora più lontano cipressi e querce e aceri , dai colori d’autunno.

Ieri sera un film bellissimo e intenso: Meduse. Di quelli che poi lasciano un segno, che colpiscono dentro.

Stanotte sogno che ho perso la strada, i cartelli sono coperti di neve e non riconosco più il sentiero per tornare, nè riesco a capire la direzione dal paesaggio che vedo in fondovalle. Non ricordo da dove sono venuta.

Mi chiedo dove inizia il dolore, in quali momenti delle vita si trovino le sue origini, cosa dobbiamo riportare in superficie per vedere la faccia di Medusa e non rimanere più di sale.

Catalogo libri credendo di mettere in ordine il mondo.

10 Risposte a “meduse”

  1. giulia Dice:

    Davvero non saprei dare una risposta… Forse il dolore è nato con noi e a noi non è dato sapere quale neè l’origine… bel post, come semre, Gilia

  2. swann Dice:

    Leggendo nei tuoi ultimi post ho notato un filo conduttore che li accomuna: il senso trascorrere del tempo. Per questo ho scritto della ‘nostalgia’ Ho però l’impressione che in te ci sia più un ‘pre-sentimento’ che un sentimento a questo riguardo, che tu stia ancora nella fase di chi stia iniziando a prendere confidenza con una nuova realtà non interamente acquisita. La vita, in un certo senso, è una progressiva presa di confidenza col la morte.
    Ho letto da un’ altra parte una poesia della Dickinson:

    Presentimento è quell’ombra lunga sul prato
    che annuncia il calare dei soli.
    Avvertimento dell’erba trasalita
    che sta per giungere la tenebra.

    Ecco, avverto in te in questo momento un trasalimento. Commentando la poesia ho scritto anche che il trasalimento altro non è che una nostalgia anticipata.
    Parli di alberi senza foglie e di ributti. Mi è accaduto poche settimane fa di fermarmi a guardare lo spettacolo del vento che strappava via dagli alberi ormai spogli le ultime foglie. Queste andavano a posarsi sulle altre ammassate nel parco. Ho pensato: “ora dalla decomposizione di queste foglie questa nascerà nuovo humus che servirà a dare vita a nuovi alberi e a un’ infinità di altre foglie”
    Dalla morte nasce la vita e viceversa.
    Buona domenica
    maurizio

  3. swann Dice:

    “Il verde dell’ estate raccolto in covoni”
    Shackespeare

    Ciao
    Maurizio

  4. pessimesempio Dice:

    LO so,dalla morte nasce la vita. E’ così, non c’è dubbio. Non mi spaventa la morte, in sè, mi dispiace lasciare la vita.

  5. ferrugnonudo Dice:

    Mi fanno trasalire certi discorsi a volte, ma il problema è solo mio lo so.

  6. pessimesempio Dice:

    Anche a me fanno trasalire, a volte. Altre invece mi va di parlarne, perchè fin da bambina ho sempre avuto insieme paura della morte e curiosità, chiamiamola così, di sapere perchè fosse così da temere. E allora da grande mi sono detta che è un tema da esplorare. Grazie del passaggio, bella la foto. Un saluto.

  7. ferrugnonudo Dice:

    Io invece continuo ad averne un cupo orrore e basta ma cambierà lo so. fa piacere però pensare di potere arrivare a parlarne prima o poi e smettere di farsi prendere dal panico. questa è la vita, anche.

  8. pessimesempio Dice:

    Suvvia, uno come lei che ha paura della morte. Con quella faccia lì, con quei denti, è la morte che deve aver paura.

  9. swann Dice:

    a me è capitato di avere in qualche modo sperimentato la morte.Ulisse nel suo viaggio ha dovuto confrontarsi con il regno dei morti per trovare poi la strada del ritorno: credo che questo valga un po’ per tutti. ma anche la morte è un ritorno…
    maurizio

  10. ferrugnonudo Dice:

    Dice a me? Si riferisce a quella faccia là? Mah io ho paura uguale. Magari a volte cerco di esorcizzirla un po’ (è vero facendo) le facce brutte, ma è solo fumo. Mi creda.

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