In una delle vostre ultime
30 12 2007In una delle vostre ultime lettere, mi scrivete che il nostro è uno di quegli amori che non avranno mai tanto spazio per essere vissuti pubblicamente e che questo secondo voi non ha importanza, perché l’amore vive dentro di noi ed è ciò che conta. Mi ribello ad un’idea così romantica e poco realista della vita e dei sentimenti, forse perché ho un’età in cui non si può più vivere di sogni e di illusioni. Voi invece ne avete una in cui l’essere continua a vedere davanti a sé così tanto spazio da credere che i propri sogni prima o poi arriveranno a prendere forma. Io no ed è per questo che mi trovo qui. Mi scrivete anche che devo cercare di uscire da questo stato d’animo e mentre leggo le parole che avete così generosamente tracciato sulla carta mi accorgo di quanto mi stia immedesimando in voi, di quanto con questi fogli in mano, dentro questa stanza, io in realtà sono con voi, nella vostra stanza, accanto a voi che scrivete, e respiro il vostro odore e parlo al vostro orecchio.
Nella mia testa
c’è sempre stata una stanza vuota per te
quante volte ci ho portato dei fiori
quante volte l’ho difesa dai mostri
Adesso ci abito io
e i mostri sono entrati con me
( Michele Mari, Cento poesie d’amore a LadyHawke, Einaudi, 2007)
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