gentile signorina

Gentile signorina Sherrington, scrivo questa mia dopo essere arrivato in questa isola in cui mi sono rifugiato nel tentativo di sfuggire alla mia malattia. L’isola , come mi aspettavo, è fredda e inospitale: le strade sono deserte e scarsamente illuminate e di notte non si vede un’anima viva che le percorra, mentre non potrei dire altrettanto di quelle morte. Immagino però che dietro le finestre, mentre cammino infreddolito e stretto nel mio cappotto, ci sia sempre qualcuno che osserva questa forestiero che, giunto qui con la nave in un ventoso pomeriggio d’inverno, non si sa bene che cosa sia venuto a fare. Allontanarmi dal mondo e dai suoi abitanti per cercare qui in questo strano posto un motivo della mia esistenza è stata una scelta che ho meditato a lungo e non sapete certo quanto mi sia pesato lasciarvi senza una spiegazione. Ma non avrei potuto agire diversamente e il pensiero di voi che avrete adesso di me una ben strana considerazione turba più di una delle mie notti. Posso solo sperare che accettiate questa mia lettera e le altre che seguiranno e che saprò dirvi con esse quello che non ho potuto quando vi avevo davanti.

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10 Comments on “gentile signorina”

  1. parergon Says:

    auguri sinceri anche a te /
    quest’anno frugali e un po’ faticosi, per una serie di ragioni, tra cui, ma forse la più lieve, una connessione a singhiozzo che non consente continuità /

  2. swann Says:

    Alessandra, avrei voluto farti auguri personali e personalizzati perchè quando mi rivolgo ad un persona cerco di dire qualcosa a quella persona e non a tutte le altre, ma non mi è possibile. Allora faccio a te lo stesso augurio che rivolgo ai miei amici (e non solo) e a me stesso: di avere una vita (non solo un anno) piena di sorprese e di avere la capacità di sorprenderti. Mi sembra di capire dai tuoi post (dove ti mostri e ti nascondi) che sei alla ricerca di sorprese (anche se allo stesso tempo ne hai paura). Spero che stavolta tu non mi fraintenda.
    un caro saluto
    maurizio


  3. Non ti fraintendo, Maurizio, anzi apprezzo la tua capacità di vedere oltre. Spero anche io che sia un anno buono, con un po’ di felicità. Un caro abbraccio anche a te.
    E anche a Parergon, frugali come lei vuole.

  4. ferrugnonudo Says:

    Sono qui per fare gli auguri a te, cara Alessandra. Un abbraccio anche da parte mia e buone cose a te!


  5. Grazie Sara. All’anno prossimo.

  6. CalMa Says:

    Confesso. Ho fatto una ricerca su google. L’incipit della lettera porta esattamente da te. Sherrington invece porta costà. I miei auguri vanno, oltre che a te, al mittente di questa lettera. Li merita, li stramerita. Indubbiamente. Considero difatti un’illusione il rifugiarsi su un’isola per sfuggire ad una malattia. Mi piace questo sfiocchettare sullo schermo (benché a volte dìa un po’ quella sensazione come sotto un attacco di scotomi scintillanti).

  7. parergon Says:

    …perchè nella tua pagina si vedono i fiocchi di neve?
    si depositano piano piano sul fondo… che bello

  8. parergon Says:

    …ho capito! > sono bellissimi i fiocchetti, così mi son permessa di adottare una piccola nevicata anche da me, spero non ti dispiaccia / un saluto – domani torno a udine ed allora niente più internèt fino al 31 almeno…


  9. Un saluto a voi tutti. E buon anno. Sì, in effetti dopo un po’ i fiocchi di neve danno noia alla vista (ma solo se uno li fissa, dai… e poi tra un po’ di giorni se ne vanno o se non se ne vanno li tolgo io)

  10. swann Says:

    Un saluto anche a te e a Parergon
    Come ogni anno si stanno preparando i chiassosi festeggiamenti per la notte di San Silvestro. Questa festa per la fine dell’anno (e l’inizio di quello nuovo) è una delle tante invenzioni dell’ uomo per esorcizzare la morte. In molte città (soprattutto nel centro e nel sud ) si buttano dalla finestra mobili o stoviglie che appartengono ad un passato che ci si vuole lasciare alle spalle e in questo modo si fa spazio al futuro con tutte le sue promesse. Anche a noi capita di congedarci via via da persone care e da parti di noi che ci lasciamo alle spalle per prepararci a qualcosa di nuovo. Moriamo e nasciamo ogni volta. L ‘importante è tenere a mente che lasciare andare non significa perdere.
    Vi auguro di rinascere un’ infinità di volte ancora

    Maurizio


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