E poi invece dei giorni l’anima è felice e ride e tutto sembra bello e possibile. Senza un perché, un motivo esterno a te stessa. E’ uno stare bene, uno dei tanti modi di stare bene, questa euforia che prende e fa guardare le cose, gli uomini, gli alberi e le case con occhi che quasi brillano e tirano su le labbra in un sorriso gioioso. Bello, questo è l’aggettivo giusto, semplicemente bello.
In giorni come questi tutte le nebbie si sono dissolte e la mente, come dice il poeta, accorda indaga disunisce , è viva, insomma.
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a Iole
Che cosa sono i fiori?
non senti in loro come una vittoria?
la forza di chi torna
da un altro mondo e canta
la visione. L’aver visto qualcosa
che trasforma
per vicinanza, per adesione a una legge
che si impara cantando, si impara profumando.
Che cosa sono i fiori se non qualcosa d’amore
che da sotto la terra viene
fino alla mia mano
a fare la festa generosa.
Che cosa sono se non
leggere ombre a dire
che la bellezza non si incatena
ma viene gratis e poi scema, sfuma
e poi ritorna quando le pare.
Chi li ha pensati i fiori,
prima, prima dei fiori.
( Mariangela Gualtieri, da So dare ferite perfette, in Senza polvere, senza peso, Einaudi, 2006 )
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Osservo con timore Bolormaa la Contorta
concetto fatto carne nervi viscere legamenti
sinuoso movimento
monito terrorista che la retta è per chi ha fretta
non conosce pendenze smottamenti rimonte
densamente spopolata è la felicità
preziosa
la felicità è senza limite e viene e va
viene
e poi se ne va
splendida Bolormaa arresa all’amore
fluida contorta molle resistente
lascia fluire il doloreche la felicità è senza limite
e va e viene.
( C.S.I. consorzio suonatori indipendenti , tabula rasa elettrificata, 1997)

….e poi all’improvviso arrivano i giorni in cui l’anima è contenta, serena, viva.
Sono giorni del tutto inattesi ma quanto ci scaldano il cuore.
SI vive e si partecipa della bellezza della Vita. Così semplicemente.
S.
per ciò che scrivi mi permetto di segnalarti i blog: divagazioni semipoetiche, metanoie e melogrande.
Sì ci sono anche questi giorni… e speriamo chesiano sempre più… Giulia
Questi giorni ci sorprendono piacevolmente. Bellissime poesie, Ciao Costanza
che bello ciò che scrivi / mi fa piacere, davvero
un saluto
“Non so se finirò col cadere, e neanche se avrò la forza necessaria alla mano per teminare la frase, ma la volontà implacabile vince: il relitto che a questo tavolo sono, quando ho perduto tutto e un silenzio di eternità regna nella casa, rimane come una scheggia di luce, che forse cade in rovina, ma splende.”
“Non mi rinchiudo nell’idea della sventura. Immagino la libertà di una nuvola che rompe il cielo, facendosi e disfacendosi con una rapidità senza fretta, traendo dall’inconsistenza e dalla lacerazione il potere d’invadere. Così, della mia dolorosa riflessione, che senza l’estrema angoscia sarebbe stata grave, posso dirmi che mi concede, nel momento in cui sto per soccombere, il dominio.”
Ieri ho letto queste frasi, e ho pensato che anche il dolore ha i suoi momenti di felicità.
Grazie, Nadia
Sono proprio convinta che nella vita di ognuno di noi si alternino momenti felici e momenti tristi e che questa in fondo sia l’essenza della vita stessa. Sappiamo tutti benissimo che senza dolore non ci sarebbe la felicità e che la vita sarebbe piatta e monocorde. Sto parlando da una posizione privilegiata, lo so, dalla posizione di chi in fondo non ha sofferto molto nella sua esistenza, almeno non dal punto di vista materiale.O forse è solo una botta d’ottimismo. Saluti a tutti e grazie delle visite.
Io, al contrario, ho vissuto momenti di grande sofferenza,ma mi sono reso conto recentemente che nel corso della mia vita sono sempre stato accompagnato da una specie di gioia. giaceva, anche se nascosta, sul fondo persino nei momenti più bui. ci ho pensato e credo che questo abbia a che fare con un’ altra cosa che mi porto dentro: la curiosità.
buona domenica
maurizio
Grazie a chi ha segnalato il mio blog. Sono capitata qui per caso ed è stata una piacevolissima sopresa.