piove

Piove. E’ mercoledì. Sono a Cesena

Anche qui piove, anche se è sabato. Piove da stamani e non accenna a smettere. Cielo grigissimo e chiuso, vento che fa muovere tutte le gale di quelle povere tende da sole piazzate alle finestre per pararsi dalle calure d’agosto. Lampi, a volte, qualche tuono. Le gocce che rimangono sospese ai fili per stendere i panni in terrazza. Giornata da polenta e spezzatino. Domani, forse. Giornata da rintanarsi in casa. Infatti è così, senza tanti rimpianti. Davanti a casa, nel palazzo di fronte, hanno tirato via i coppi dal tetto per risistemarlo e ora si prendono tutta l’acqua in testa, mi immagino. Che poi il rumore della pioggia non è per niente brutto. Lui infatti si è infilato sotto una coperta, sul letto, e non sembra avere intenzione di schiodarsi di lì fino a nuovo ordine.

Tutto però era partito dalla domanda che mi sono posta all’inizio di questo post, vale a dire come mai nella vita ho sempre dei riferimenti letterari. A volte mi sembra che la mia vita sia il tentativo di un libro che non viene mai scritto, come se tutto quello che faccio (no, dai, tutto no. Tutto no, ma tanto sì) fosse immediatamente riportato ad una dimensione pubblica, vale a dire letteraria. Da cui discende che molte delle cose che ho fatto, detto, pensato, appartengono anche ad una dimensione sottostante ( o sovrastante? ) di finzione.

Discorsi da pioggia, lo ammetto. Saluti.

Un’ultima cosa: sto leggendo, via Akatalepsìa, questo articolo qua . C’è di che pensare.

4 Risposte a “piove”


  1. 1 caracaterina Gennaio 12, 2008 alle 8:29 pm

    Me lo leggo con calma, il luperini, dopo cena (se riesco a cenare). Per adesso gli ho solo dato un’occhiata e ho riconosciuto il discorso che fa ormai da anni e che avevo ascoltato quando era venuto qui a Genova a presentare il manuale che ormai adottiamo nel triennio da quando è uscito (via via nelle sue edizioni sempre più contratte ) Il vecchietto continua a convincermi perchè continua a toccarmi.
    Quanto ai vezzi letterari, mia cara, si tratta di un vizio professionale, credo. Basta non farci caso e provare a resistere, ricordandosi che, almeno a una certa età, varrebbe la pena di essere citati, oltre che di citare ;) )

  2. 2 swann Gennaio 13, 2008 alle 10:44 am

    mica male, polenta e spezzatino!
    lui è un cane o un gatto?
    con questa descrizione sei riuscita a comunicarmi un’ atmosfera
    Per quello che riguarda lo scrivere ‘letterariamente’ credo che nel tuo caso sia anche un’ espediente per rimanere un poco più nascosta. Qualcuno sostiene che scrivere serva sempre perchè è uno strumento che permette di oggettivizzare. io credo che questo valga quando si scrive per sè stessi.
    ciao
    maurizio

  3. 3 pessimesempio Gennaio 13, 2008 alle 7:23 pm

    Perchè escludi a priori esseri umani, maurizio?

  4. 4 swann Gennaio 14, 2008 alle 8:01 am

    mi sembrava da come hai scritto: “fino a nuovo ordine” e altri particolari. è solo una ulteriore riconferma della potenziale ambiguità del linguaggio delle parole. comunque, di solito, tendo a non escludere mai niente. ma mi interessava di più l’altro argomento di cui parlavo nel commento (e tu nel post)
    buona giornata
    maurizio


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