educare oggi

(Scusate se insisto)

L’educazione dovrà essere chiamata a uno sforzo di responsabilità e di giudizio non banale. Dal punto di vista delle macchine banali, prevedibili, determinabili, il fatto che a ogni domanda illegittima* corrisponda una risposta corretta produce e riproduce un certo tipo di valutazione, docimologica, classica, quantitativa, binaria, bancaria (basti pensare al sistema crediti/debiti)…… Una valutazione che sarà sempre sostenuta da domande alle quali è  già data una risposta, classificata in modo da confermare quel che si sa già di quella domanda. Orientare verso un altro tipo di valiutazione, non banale, non prevedibile, non determinabile in partenza, qualitativa: c’è una differenza profonda tra un giudizio orientato ad ottenere risposte corrette e un giudizio che tenta di comprendere la fatica stessa del comprendere attraverso la capacità di provare ad imparare dall’opposto o dal non corretto, dal punto di vista del difetto….. La seconda  è una valutazione molto diversa perchè sa accogliere al suo interno gli elementi qualitativi che fuoriescono da questo compromesso banale – domande illegittime/risposte corrette- per accettare una sfida più complessa, quella che collega le domande che cercano legittimità……

Ciò che conta davvero non si può contare.

(Paolo Perticari, L’educazione impensabile)

*Una domanda illegittima è quella di cui ci si aspetta già una risposta determinata e definita come corretta.

le puntate precedenti qui e qui e qui.

1 Risposta a “educare oggi”


  1. 1 nadia Marzo 7, 2008 alle 6:30 pm

    Bellissimo testo. Grazie. Ho sempre pensato che il migliore insegnante fosse colui/colei che sa porre le domande ai suoi allievi, non quello che da risposte conclusive. Le risposte possono chiudere il problema con una formula astratta e cancellare la curiosità. La conoscenza, però, dovrebbe rimanere sempre aperta se vuole svilupparsi. L’insegnamento dovrebbe stimolare a ricercare, a capire che il problema non è chiuso, che il problema aspetta un contributo personale. Se uno/una sa insegnare sapendo come porre delle questioni, riceverà tante risposte, una per ognuno dei suoi allievi e imparerà forse più di loro. Gli si schiuderanno diverse interpretazioni del tema analizzato. Questa è la magia di insegnare dialogando con chi si ha di fronte.
    Nadia


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