Grande fermento in sala docenti all’intervallo per un articolo di Repubblica sui corsi di recupero. Non l’ho letto e ancora non mi esprimo. Per chi non vivesse in questo (angusto) casamento che è la scuola, dicesi corso di recupero quell’attività della durata varia dalle 10 alle 15 ore che si svolge in genere in orario extracurricolare ed è rivolta agli studenti che hanno un’insufficienza più o meno grave in alcune materie per far loro recuperare (appunto) le carenze. Non mi addentro per il momento sulla questione, che altrimenti non mi fermerei più. Magari un’altra volta, ha dei risvolti anche interessanti. Magari dopo che ho letto l’articolo.
Volevo solo far notare, con un po’ di tristezza, come gli insegnanti (alcuni insegnanti) si scaldino solo se si parla del casamento e degli inquilini. Non ho mai sentito grandi discussioni in questa sala. Non si parla mai di politica, ad esempio. Insegnante asetticus. E il giornale lo leggono solo perchè arriva gratis in certi giorni. Altrimenti sono solo io ( non per vantarmi, ma è davvero così) che lo spiego sul tavolo la mattina prima di entrare in classe.

Che discutano di politica, chisenè…
Che parlassero, almeno, di ciò che insegnano (in classe, magari)
a.
Non gli bastava l’offerta di salire sul pulman, voleva i posti davanti, quelli dai quali meglio si osserva il panorama. Adesso non beve più.
Gli studenti, invece, si sa, preferirebbero i posti giù al fondo, ma neppure tutti e sempre. L’importante, per molti di loro, è che il pulman vada avanti.
E per noi?
Silenzio/assenso quando caddero gli esami di riparazione. Barricate a mo’ di controllori di volo quando Berlinguer pronunciò la parola valutazione (ma se errato era il metodo, giusta la sostanza), sorrisini d’intesa (sul mai pacificato lato destro del Collegio docenti) quando Fioroni si pronunciò sui debiti.
Per carità, i debiti vanno estinti, non fosse che per un problema di educazione civica, ma forse è utopia pretendere di estinguerli tutti, in particolare quelli accumulati nelle classi del triennio.
Si può stabilire un limite oltre il quale non vai all’esame, ma è assolutamente ipocrita pensare che tutti possano accedere all’esame con zero debiti.
Anche perchè: i famosi corsi di recupero come li organizziamo (per il 70% degli allievi)? Il famoso lato destro del Collegio docenti (la mozione Mastrocola, per dire) ripeterà indefettibilmente la stessa lezione tenuta in classe un mese prima (ma cambiando i numeri), gli altri un po’ si sbatteranno a suddividere i reprobi in fasce di livello, inevitabilmente deludendo quelli che si aspettano l’improvviso accendersi della lampadina.
Ai ragazzi va ripetuto quel che scrive Marco Lodoli: bisogna studiare. E’ innegabile, ma noi dobbiamo dimostrare quanto sia ancora fascinoso saper dire e saper fare.
E per far ciò dovremmo interrogarci (dala destra alla sinistra del Collegio docenti) su quanta voglia abbiamo ancora di intervenire sull’immiserimento culturale del quale scrivevi nel precedente post.
Perchè non vieni una volta a trovarci. Noi stiamo cercando di parlare insieme di scuola, di ragazzi, di cultura… Costanza