extra-vagante

By pessima
Les enfants de Dijon (dettaglio)

Les enfants de Dijon (dettaglio)

Non c’entra niente, ma mi è venuto in mente Boltanski e mi piace troppo per rinunciare a metterlo nel blog.

E poi ancora, per oggi: La politica della speranza non significa sperare che le cose vadano meglio: è la politica del credere in cose che ancora non si vedono ( Barak Obama)

E poi ancora: Chi non vota si arrende a se stesso, specchio delle cose esistenti. Domenica non si sceglie ” il candidato che mi rappresenta”, la conferma di identità forti, ma la propria capacità di interagire, di spostare, modificare, essere dentro e non fuori il work in progress della politica. Sta a noi dare forma alle “cose che ancora non si vedono” . (Mariuccia Ciotta, sul Manifesto di oggi)

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11 Risposte a “extra-vagante”

  1. LoStudente Dice:

    “Sei solo chiacchere e distintivo, solo chiacchere e distintivo” Robert De Niro che interpreta Al Capone…

  2. parergon Dice:

    sai, credo che quelle della ciotta siano le classiche parole di responsabilizzazione che vengono indirizzate ai non votanti in occasione delle elezioni – in tempi diversi le avrei senz’altro sottoscritte / ma questa volta è diverso, questa volta [almeno per me] da questo continuo ribadire e tentare di spingere i cittadini verso le urne emerge un urgenza che è più quella dei politici stessi di non perdere la sedia che hanno sotto al culo che quella di non far cadere i cittadini dalla padella nella brace /
    il problema per me non è certo quello di essere rappresentati in prima persona / la maggior parte noi che scriviamo qui per esempio ce la caveremo comunque, e forse non ci accorgeremo nemmeno del cambio di governo / abbiamo chi più chi meno condizioni socioeconomiche del tutto privilegiate rispetto ad altri – lo testimoniano il tempo che abbiamo a disposizione e gli strumenti che adoperiamo [anche se so che è un discorso più complesso di così] /
    il problema sono gli invisibili, quelli che non sono stati finora mai rappresentati e difesi da quei politici che continuano a riproporsi di volta in volta senza cambiare / il problema sono le scelte etiche mai compiute /
    trovo tutto questo molto poco serio e molto poco condivisibile, anche turandomi il naso / altro che autoreferenziazione e capricci – sono stanca di chi dice che chi non vota si arrende – a me pare esattamente il contrario! /
    un saluto e buona domenica

  3. mauro Dice:

    ” la maggior parte noi che scriviamo qui per esempio ce la caveremo comunque, e forse non ci accorgeremo nemmeno del cambio di governo / abbiamo chi più chi meno condizioni socioeconomiche del tutto privilegiate rispetto ad altri – lo testimoniano il tempo che abbiamo a disposizione e gli strumenti che adoperiamo [anche se so che è un discorso più complesso di così] ”
    Non è più complesso, è proprio sbagliato. Ma di grosso.

  4. parergon Dice:

    mauro /
    chi ha problemi seri di visibilità sociale [e dunque di rappresentabilità politica], difficilmente potrebbe permettersi il tempo e il modo per scrivere su un blog / e difficilmente ha avuto accesso agli strumenti formativi che conducono fino a qui /
    il vittimismo “ingiustificato” [o sproporzionato, se vuoi] di certi strati sociali che sono di fatto prvilegiati rispetto ad altri conduce ed ha già condotto alla cecità politica / una cecità del tutto volontaria /
    questo è il mio modo di vedere le cose – anche di fronte ad esponenti autorevoli di parti politiche che non si sono mai fatti più di tanti problemi a trascurare le frange più deboli in ragione di una logica che potrei definire commerciale [parti politiche negli anni sostanzialmente confluite tutte nei ds]
    un saluto /

  5. parergon Dice:

    nota /
    intendevo parti politiche di sinistra [nel senso che ve ne sono altre dichiaratamente estranee al problema]

  6. Angela Dice:

    Noi ce la caveremo. Ma ne siete sicure/i?
    E dopo che avremo “accontentato” il nostro “vittimismo” proporrei di tornare nella nostra Utopia, ma di chiudere bene le porte.
    Perchè gli invisibili (mica tanto, se tornano, puntuali, a votare ad ogni scadenza) ci sono intorno, ci incalzano e forse, sono già entrati nel nostro Olimpo di privilegiati.
    @Stu, appropriata e tempestiva, la citazione di Al Capone ;)

  7. parergon Dice:

    angela
    gli invisibili, in questo paese tanto civile, spesso non hanno nemmeno i documenti – gli invisibili cui faccio riferimento / gli invisibili non votano quasi mai, a volte non sanno nemmeno leggere e scrivere / e molto spesso non hanno tempo e modo per accorgersi di quello che capita a questo [nostro] paese tanto civile – quest’ultimo aspetto può anche essere visto come una colpa o una mancanza di responsabilità – ma da chi?
    chissà – cosa pensavi tu /

  8. Angela Dice:

    [Io penso a tutti quegli altri "invisibili", molti di più. ]
    Ci è stata cecità. E’ vero.
    Ad iniziare da noi, per primi, che non abbiamo saputo vedere un orizzonte possibile e lasciarlo vedere agli altri. Li abbiamo solo spaventati. Siamo solo riusciti a rafforzare la loro identità invisibile, mediocre (?) dell’accontentarsi. Al punto da farla diventare dominante. Oggi ci schiaccia le coscienze e i portafogli.
    Io, diversamente da te, non vedo questo benessere se non i pochissimi. E ci aspetta una lunga (speriamo) stagione della vita, nella quale torneremo a dipendere dagli invisibili.
    Sere fa, un compagno deluso mi ha detto che la scuola italiana è irriformabile. Ma chi se ne frega, io non dovevo preoccuparmi, tanto a mio figlio ci penso io.
    Sicuramente, ma dove vive mio figlio? In mezzo a chi?
    Facciamo una fatica, mettiamo in campo tanta forza ideale e psichica quotidiana per salvaguardarci la coscienza, noi e questi ragazzi. La coscienza di accorgersi di chi sta peggio di te, di un contesto non assoluto.
    Questo mi spinge a votare, come a fare qualsiasi altro gesto di “presenza”.
    (Perché conosco, perfettamente, il funzionamento del consenso).
    a.

  9. pessimesempio Dice:

    Personalmente non credo che le cose non cambieranno neanche per noi. Fermo restando che concordo in parte sul fatto che la destra e il centro-sinistr(in)a sono molto simili per quanto riguarda le azioni di governo, almeno certe azioni di governo. Ma sono anche convinta che certe differenze ci siano e che sia da sciocchi convincersi del contrario, pur con tutta la rabbia che possiamo avere dentro per come va il mondo. E soprattutto sono convinta che il rischio grosso che corriamo è proprio quello di diventare invisibili anche noi o meglio quello che, come dice Marco Revelli, da una democrazia rappresentativa si passi ad una democrazia dispotica, una sorta di oligarchia, in cui la base non conta niente e chi decide sono solo le oligarchie, vale a dire quelli che nella democrazia così come è nata, dovrebbero rappresentare, essere la voce della base. Questo è già accaduto, e si confermerà a maggior ragione se stravincerà berlusconi. E aumentare con l’aumentare delle persone che sceglieranno di chiudersi in un silenzio che è comprensibile, ma che va forse ostacolato. Lo dico nel pieno rispetto di tutte le scelte.
    Sugli invisibili sono d’accordo, nel senso che so bene che esistono e che sono sempre di più e non sono solo immigrati. Non mi piacciono però gli atteggiamenti di buonismo nei confronti di nessuno. E’ un problema grosso senza dubbio, ma qualcosa va smosso. Non siamo eterni e non possiamo sempre rimandare o vivere tanto per vivere.

  10. LoStudente Dice:

    comunque: l’immagine e il di suo pavimento in legno sono bellissimi… :)

  11. Angela Dice:

    più che extra-vagante, penso a extra-terrestre, portami via :(

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