Non c’entra niente, ma mi è venuto in mente Boltanski e mi piace troppo per rinunciare a metterlo nel blog.
E poi ancora, per oggi: La politica della speranza non significa sperare che le cose vadano meglio: è la politica del credere in cose che ancora non si vedono ( Barak Obama)
E poi ancora: Chi non vota si arrende a se stesso, specchio delle cose esistenti. Domenica non si sceglie ” il candidato che mi rappresenta”, la conferma di identità forti, ma la propria capacità di interagire, di spostare, modificare, essere dentro e non fuori il work in progress della politica. Sta a noi dare forma alle “cose che ancora non si vedono” . (Mariuccia Ciotta, sul Manifesto di oggi)
Tag: elezioni

Aprile 12, 2008 alle 3:27 pm |
“Sei solo chiacchere e distintivo, solo chiacchere e distintivo” Robert De Niro che interpreta Al Capone…
Aprile 12, 2008 alle 4:09 pm |
sai, credo che quelle della ciotta siano le classiche parole di responsabilizzazione che vengono indirizzate ai non votanti in occasione delle elezioni – in tempi diversi le avrei senz’altro sottoscritte / ma questa volta è diverso, questa volta [almeno per me] da questo continuo ribadire e tentare di spingere i cittadini verso le urne emerge un urgenza che è più quella dei politici stessi di non perdere la sedia che hanno sotto al culo che quella di non far cadere i cittadini dalla padella nella brace /
il problema per me non è certo quello di essere rappresentati in prima persona / la maggior parte noi che scriviamo qui per esempio ce la caveremo comunque, e forse non ci accorgeremo nemmeno del cambio di governo / abbiamo chi più chi meno condizioni socioeconomiche del tutto privilegiate rispetto ad altri – lo testimoniano il tempo che abbiamo a disposizione e gli strumenti che adoperiamo [anche se so che è un discorso più complesso di così] /
il problema sono gli invisibili, quelli che non sono stati finora mai rappresentati e difesi da quei politici che continuano a riproporsi di volta in volta senza cambiare / il problema sono le scelte etiche mai compiute /
trovo tutto questo molto poco serio e molto poco condivisibile, anche turandomi il naso / altro che autoreferenziazione e capricci – sono stanca di chi dice che chi non vota si arrende – a me pare esattamente il contrario! /
un saluto e buona domenica
Aprile 12, 2008 alle 9:08 pm |
” la maggior parte noi che scriviamo qui per esempio ce la caveremo comunque, e forse non ci accorgeremo nemmeno del cambio di governo / abbiamo chi più chi meno condizioni socioeconomiche del tutto privilegiate rispetto ad altri – lo testimoniano il tempo che abbiamo a disposizione e gli strumenti che adoperiamo [anche se so che è un discorso più complesso di così] ”
Non è più complesso, è proprio sbagliato. Ma di grosso.
Aprile 13, 2008 alle 10:23 am |
mauro /
chi ha problemi seri di visibilità sociale [e dunque di rappresentabilità politica], difficilmente potrebbe permettersi il tempo e il modo per scrivere su un blog / e difficilmente ha avuto accesso agli strumenti formativi che conducono fino a qui /
il vittimismo “ingiustificato” [o sproporzionato, se vuoi] di certi strati sociali che sono di fatto prvilegiati rispetto ad altri conduce ed ha già condotto alla cecità politica / una cecità del tutto volontaria /
questo è il mio modo di vedere le cose – anche di fronte ad esponenti autorevoli di parti politiche che non si sono mai fatti più di tanti problemi a trascurare le frange più deboli in ragione di una logica che potrei definire commerciale [parti politiche negli anni sostanzialmente confluite tutte nei ds]
un saluto /
Aprile 13, 2008 alle 10:24 am |
nota /
intendevo parti politiche di sinistra [nel senso che ve ne sono altre dichiaratamente estranee al problema]
Aprile 13, 2008 alle 11:53 am |
Noi ce la caveremo. Ma ne siete sicure/i?
E dopo che avremo “accontentato” il nostro “vittimismo” proporrei di tornare nella nostra Utopia, ma di chiudere bene le porte.
Perchè gli invisibili (mica tanto, se tornano, puntuali, a votare ad ogni scadenza) ci sono intorno, ci incalzano e forse, sono già entrati nel nostro Olimpo di privilegiati.
@Stu, appropriata e tempestiva, la citazione di Al Capone
Aprile 13, 2008 alle 12:15 pm |
angela
gli invisibili, in questo paese tanto civile, spesso non hanno nemmeno i documenti – gli invisibili cui faccio riferimento / gli invisibili non votano quasi mai, a volte non sanno nemmeno leggere e scrivere / e molto spesso non hanno tempo e modo per accorgersi di quello che capita a questo [nostro] paese tanto civile – quest’ultimo aspetto può anche essere visto come una colpa o una mancanza di responsabilità – ma da chi?
chissà – cosa pensavi tu /
Aprile 13, 2008 alle 12:26 pm |
[Io penso a tutti quegli altri "invisibili", molti di più. ]
Ci è stata cecità. E’ vero.
Ad iniziare da noi, per primi, che non abbiamo saputo vedere un orizzonte possibile e lasciarlo vedere agli altri. Li abbiamo solo spaventati. Siamo solo riusciti a rafforzare la loro identità invisibile, mediocre (?) dell’accontentarsi. Al punto da farla diventare dominante. Oggi ci schiaccia le coscienze e i portafogli.
Io, diversamente da te, non vedo questo benessere se non i pochissimi. E ci aspetta una lunga (speriamo) stagione della vita, nella quale torneremo a dipendere dagli invisibili.
Sere fa, un compagno deluso mi ha detto che la scuola italiana è irriformabile. Ma chi se ne frega, io non dovevo preoccuparmi, tanto a mio figlio ci penso io.
Sicuramente, ma dove vive mio figlio? In mezzo a chi?
Facciamo una fatica, mettiamo in campo tanta forza ideale e psichica quotidiana per salvaguardarci la coscienza, noi e questi ragazzi. La coscienza di accorgersi di chi sta peggio di te, di un contesto non assoluto.
Questo mi spinge a votare, come a fare qualsiasi altro gesto di “presenza”.
(Perché conosco, perfettamente, il funzionamento del consenso).
a.
Aprile 13, 2008 alle 6:04 pm |
Personalmente non credo che le cose non cambieranno neanche per noi. Fermo restando che concordo in parte sul fatto che la destra e il centro-sinistr(in)a sono molto simili per quanto riguarda le azioni di governo, almeno certe azioni di governo. Ma sono anche convinta che certe differenze ci siano e che sia da sciocchi convincersi del contrario, pur con tutta la rabbia che possiamo avere dentro per come va il mondo. E soprattutto sono convinta che il rischio grosso che corriamo è proprio quello di diventare invisibili anche noi o meglio quello che, come dice Marco Revelli, da una democrazia rappresentativa si passi ad una democrazia dispotica, una sorta di oligarchia, in cui la base non conta niente e chi decide sono solo le oligarchie, vale a dire quelli che nella democrazia così come è nata, dovrebbero rappresentare, essere la voce della base. Questo è già accaduto, e si confermerà a maggior ragione se stravincerà berlusconi. E aumentare con l’aumentare delle persone che sceglieranno di chiudersi in un silenzio che è comprensibile, ma che va forse ostacolato. Lo dico nel pieno rispetto di tutte le scelte.
Sugli invisibili sono d’accordo, nel senso che so bene che esistono e che sono sempre di più e non sono solo immigrati. Non mi piacciono però gli atteggiamenti di buonismo nei confronti di nessuno. E’ un problema grosso senza dubbio, ma qualcosa va smosso. Non siamo eterni e non possiamo sempre rimandare o vivere tanto per vivere.
Aprile 14, 2008 alle 10:54 am |
comunque: l’immagine e il di suo pavimento in legno sono bellissimi…
Aprile 14, 2008 alle 6:35 pm |
più che extra-vagante, penso a extra-terrestre, portami via