la percezione delle cose

By pessima

Parliamoci chiaro: lo sapevamo e facevamo anche una certa fatica a immaginare che alla fine non sarebbe accaduto niente. Perchè ci voleva davvero un bel coraggio, con questi chiari di luna, a mettere una croce sul nome Francesco Rutelli. Comodo, per chi non è di Roma, dire che la sinistra doveva reagire: ” Speravo che, come nel 2001, dopo la sconfitta alle elezioni nazionali, ci sarebbe stata una reazione positiva alle amministrative di Roma. “, scrive Valentino Parlato nell’editoriale del Manifesto di oggi. Ma mi chiedo in nome di chi.

In nome di un signore che è passato negli anni dalla segreteria del partito radicale alle udienze nelle sale del Vaticano? Di un signore che nella campagna elettorale ha avuto la genialata di proporre un braccialetto per le donne che girano di notte per le stazioni metropolitane di Roma? Oppure in nome del “buon ragazzo con gli occhiali” le cui guance si stanno afflosciando sempre di più col passare dei giorni ( e lo capisco) fino a farlo somigliare sempre più ad un mastino napoletano ?

Di un “buon ragazzo con gli occhiali” che quindici giorni fa girava per le piazze d’Italia pensando di essere il sosia di Obama? Di un “buon ragazzo con gli occhiali” che dopo due mandati due ha lasciato dietro di sè il deserto?

Hai voglia a far vedere in televisione, nei salotti buoni di raitre le foto dei cantieri di Roma visti dall’alto a vanto di quello che l’amministrazione di centro sinistra avrebbe fatto, hai voglia a mostrare crateri e ruspe in azione. Se fosse andato da Vespa avrebbe portato il plastico, che si capiva meglio il grande lavorio che c’era dietro.

Ha ragione chi dice- l’ho sentito ieri pomeriggio su La7- che Veltroni si è occupato troppo di fare salotto nei quartieri del centro, che manco l’hanno premiato, pare, e poco, troppo poco delle periferie, e questo discorso mi sembra che calzi a pennello, in genere, per l’atteggiamento di una bella fetta della nostra defunta sinistra che davvero si è più preoccupata di tenere il culo ben saldo sulle poltrone, fossero quelle di Montecitorio e quelle dei vari salottini televisivi.

Parliamoci chiaro: lo sapevamo già.

Ciò non toglie che siamo preoccupati per quello che potrebbe accadere adesso: a Ostia, ieri sera, è già stata spaccata una lapide in ricordo delle Fosse Ardeatine e sopra, con pennello e vernice, hanno scritto: “Il popolo di Ostia inneggia al Duce”. E non è che l’inizio, lo sappiamo.

Per questo siamo preoccupati. Nelle scuole, i rappresentanti di libri stanno già proponendo i libri di storia riformati, dove al posto della storia dell’Italia, puoi scegliere di far studiare ai tuoi alunni la storia della tua regione. Sei delle Marche? leggiti la storia delle Marche. Sei della Toscana? eccoti la storia della tua regione. Alla faccia della nazione liberata.

Siamo preoccupati perchè ci pare che il compito che ci attende sia lungo e difficile e richieda pazienza e determinazione. Necessarie per contrastare le “verità” che passeranno sugli schermi.

Hanno già cominciato da diverso tempo in verità a parlare di percezione: PERCEZIONE DELL’ INSICUREZZA; PERCEZIONE DEL TASSO DI CRIMINALITA’; persino percezione del tasso di umidità nell’aria e della temperatura. Repubblica, sempre prima fra i primi della classe, riporta anche i dati insieme nella pagina meteo, temperatura reale e percepita. Va da sè che la percezione deve essere la stessa per tutti.

Da un lato la realtà delle cose e dall’altro la percezione, quello che il cittadino, questa entità immateriale già entrata in odore di leggenda, sente sulla sua pelle, manco fosse un vento di ponente.

L’altro giorno guardavo il tg2. Non lo sopporto, di solito evito di guardarlo. Non lo sopporto per il modo di parlare di una notizia ( e che notizie, di solito!) e far scorrere contemporaneamente i titoli dei fatti del giorni a piè di pagina, mi verrebbe da dire. Comunque sia l’altro giorno lo guardavo e vedevo scorrere i titoli e non ascoltavo le notizie , perchè è ovvio che l’occhio cade su quello che si muove. E i titoli che scorrevano erano questi : CONIUGI UCCISI IN VENETO: ARRESTATO UN RUMENO- RAGAZZA VIOLENTATA A ROMA: ARRESTATO UN RUMENO-TENTA UNA RAPINA IN BANCA: ARRESTATO UN RUMENO- PEGGIORA IL CLIMA: (ARRESTIAMO UN RUMENO?).

Questa è la percezione, ragazzi. La percezione delle cose che fa credere che dietro ogni donna violentata, stuprata, uccisa, ci sia un rumeno o un extracomunitario e che queste siano le minacce per la nostra vita, la percezione che fa comprare le porte blindate e le camere di sicurezza che così questi entrano in casa e rubano, ma almeno tu sei al sicuro. Anche Riki Tognazzi e Simona Izzo se la sono fatta fare, che diamine! A Roma. Sono di sinistra, loro.

Invece Amnesty international ci dice che la maggioranza delle violenze su donne, nel mondo occidentale e non, avviene in casa, ad opera di parenti: mariti, zii, cugini, vicini di casa. Questa è la realtà, quella la percezione.
Non è certo una novità, questa, ma ho l’impressione che negli anni a venire dovremo lavorare molto per contrastare la percezione con dati di fatto, con la concretezza delle cose.

Ecco, forse in questo abbiamo sbagliato: nel pensare che non fosse necessario più legare tutto solidamente alla realtà, che non fosse necessario ricordare sempre e comunque e con chiunque ( sto pensando al lavoro che non è stato fatto nelle scuole) che la storia di questo paese era stata una storia ben precisa, come se certi valori nostri fossero per natura stabili e immutabili nel tempo.

Non è stato così, non è così e da qui forse , anche da qui, si deve ripartire.

Un’ultima cosa: siamo preoccupati, ma siamo anche incazzati con chi ci ha accompagnato fino a questo punto morto. E a ragione c’è chi dice: hai perso? vai a casa.

26 Risposte a “la percezione delle cose”

  1. bri Dice:

    sono d’accordo con te, pessima. Ma la percezione del tempo in cui viviamo ci viene data molto spesso, se non quasi sempre, dai mass-media e sappiamo come stanno le cose lì e sappiamo, anche, quanto poco sia stato fatto.
    Al tempo di Dalema presidente del Consiglio il Massimo stesso, insofferente, diceva, a noi che gli contestavamo di non aver fatto nulla al riguardo,”credete che questo sia il problema degli italiani?” dimostrando, ancora una volta un vuoto pauroso di percezione della realtà. Non era questo il problema principale, sicuramente, ma era UN PROBLEMA grosso come una casa. Vi state accorgendo sicuramente che mentre prima, il problema dei rifiuti di Napoli era costantemente monitorato su tutti i telegiornali ora non se ne parla quasi più. E così per come vengono presentati gli stupri, appunto come dici tu, e le violenze …
    E Prodi, al riguardo, che ha fatto? dicono che la legge era quasi pronta, ma quante resistenze e distinguo e ritardi anche da parte “nostra”.
    c’è da vergognarsi
    E queste cose si pagano e il timore è che il prezzo sia molto duro.
    temo l’intolleranza, temo l’indifferenza, temo la radicalizzazione di un conflitto che non si è sanato, temo “il mostrare i muscoli” stolidamente, presuntuosamente.
    Eppure, se vi può un po’ consolare a Vicenza, in controtendenza, questa volta è stato eletto un sindaco candidato del centrosinistra: Achille Variati che, già anni fa, aveva dato una buona prova e che ha dimostrato di non essere legato a nessuna cordata di industriali e neppure troppo strettamente legato a maggioranze di partito.
    Ha vinto con un vantaggio di 527. A volte basta poco.
    E allora, magar,i c’è ancora speranza.

  2. bri Dice:

    527 voti, intendo.

  3. giulia Dice:

    Mi trovo d’accordo con te… Bisogna ripartire dalle cose concrete, ritornare a parlare di dati reali, a ribadirli, a insegnarli, ritornare a quella militanza che io chiamo “dei diritti” che non è la militanza di partito. Dei diritti, ma anche dei doveri… Basta con gli slogan che fanno sognare, ma portano nulla… Giulia

  4. Angela Dice:

    Mbà.
    Vado con ordine.
    Rutelli è stato sindaco di Roma, un buon giovane sindaco per Roma, e le udienze in vaticano, mi pare c’entrino poco.
    Lo è stato anche Veltroni, sicuramente non negli ultimi anni.
    A tutti e due e anche alla sinistra, in genere, è cascata la tegola della “sicurezza” un frame costruito ad hoc dalla destra, che il centro sinistra è stato costretto ad inseguire, con quel che ne consegue.
    Tutto il centro sinistra è carente di comprensione della realtà del territorio (non l’ha neppure più considerato) prediligendo il centro alla periferia.
    I passaggi in televisione, e tutta la paccottiglia, per piacere, appartengono al livore. Sino a quando dobbiamo tenercelo? guardate che avvelena noi e non sposta di una centimetro la realtà.
    Mandare Alemanno a Roma e Bossi e Berlusconi migliora lo stato del governo di Roma o dell’Italia?
    Serve veramente a fare crescere una classe antagonista?
    Stiamo attenti perchè ci siamo bruciati da soli in questi quindici anni a rincorrere Berlusconi e a dimenticare CHI votava Berlusconi.
    Ed ora eccolo là di fronte, il popolo sovrano che ha sempre amato la destra e ora può dirlo forte.
    Finalmente ci può mandare a casa, perchè gli rompiamo le palle con la nostra puzza sotto il naso a ripetere che siamo i migliori, senza dimostrarlo.
    Ci lamentiamo di Veltroni, Rutelli e compagnia di giro. Ma guardiamoci in giro, abbiamo altri nomi da proporre, che cavolo di classe dirigente e di figli abbiamo cresciuto?
    Io sono incazzata con quelli che ci hanno accompagnato, ma ne vedo in piazza di “noi” a cacciare Bassolino, Pecoraro da Napoli, ne vedo in giro io ad applicare “il merito”.
    Io non mi faccio mettere in casa da nessuno, ho sempre distinto tra il voto, le istituzioni (strette) e il cambiamento reale.
    Ma avessi trovato qualcuno, tutto è fermo a trent’anni fa, quando ci ricacciarono nel privato.
    Penso che è durato abbastanza ed è pure finito!
    Da costruire futuro ce n’è, a patto che questa volta sia reale e non solo culturale.
    Dovremmo smetterla con l’antifascismo preventivo (alt, non partite in quarta! non accaniamoci solo su questo, voglio dire, perchè già li vedo i Caruso e compagni, cadere nella trappola) e con il livore e la ricerca di teste da far cadere.
    In questo abbiamo dato dimostrazione, da secoli, di essere maestri.
    L’ho fatta lunga…

  5. bri Dice:

    no Angela, non si tratta di livore, almeno a parte mia, parlo per me.
    Dico che se la realtà con tutte le sue complessità è filtrata dal controllore, allora dove possiamo trovare un minimo di coerenza e di obiettività? La scelta delle cose da dire e da mostrare a tutti noi, indipendentemente dal fatto che sia imposta o no, è cmq condizionata, anche indirettamente, da chi possiede gran parte dei mezzi di comunicazione (e parlo di tv, perchè, come ben sapete, l’Italia è il paese dove si leggono meno quotidiani) Ma da quanti anni si parla di questo senza che le cose cambino? sono stanca sinceramente e di parlarne e di leggerle.
    Non voglio ridurre tutto a questo, naturalmente, i problemi sono molteplici e gravi, ma la cultura(?) dei nostri tempi, lungi dall’essere veicolata dalla scuola (nonostante gli sforzi) è la cultura veicolata dalla tv, che lo vogliamo o no e che ci piaccia o meno.
    Quanto a Bassolino e la Jervolino …l’ho detto tante volte qui e altrove e la colpa di Veltroni, per esempio, è stata quelle di non pretendere le loro dimissioni, visto che non venivano date spontaneamente.
    Inoltre come mai noi insegnanti abbiamo sempre e solo scioperato per lo stipendio (giustissimo!”) ma MAI, dico, mai, o almeno in in una proporzione assolutamente irrisoria, perchè la scuola non funzionava?
    e Berlinguer, Ministro dell’istruzione, quanti errori ha fatto pure lui?
    Poi l’inseguire il centro, la non chiarezza sui temi laici, la scarsa attenzione alle problematiche del lavoro, la condiscendenza verso le gerarchie ecclesiastiche, hanno allontanato moltissimi dal voto.
    beh, si potrebbe scrivere per ore, ma mi pare di dire sempre le stesse cose.
    e quindi, basta.
    Magari Alemanno sarà un buon sindaco.
    ma noi in pratica, ora, cosa facciamo, intanto, per dare ai “nostri” dei segnali di malessere?

  6. untitled io Dice:

    sapete a che pensavo? alla “percezione di rutelli”. In base alla diffusa “percezione di rutelli” mi dico che hanno sbagliato tutto a farlo correre come sindaco, perché le candidature devono tener conto della “percezione diffusa”, è inutile che ce la stiamo a menare. Quando mi hanno chiesto: e chi avresti fatto correre a roma? ho risposto: potevano metterci zingaretti, a roma, e alla provincia chissà chi. Perché certo, c’è pure la “percezione zingaretti”: che cazzo, oltre ad essere più di sinistra, più dirigente classico e tutto d’un pezzo, meno compromesso dai media eccetera, somiglia pure a montalbano! Per questi motivi, questi e non altri, hanno fatto una scelta strategica sbagliata. Ma siamo ancora alle strategie di campagna. Il fatto brutto non è che rutelli abbia le guanciotte appese o le udienze vaticane o la poca simpatia della signora palombelli, il fatto brutto è che nonostante tutto ciò non fosse un belvedere, e cioè nonostante la “percezione rutelli” fosse manifestamente pessima, per rutelli quella era la “poltrona spettante”. Quello di cui non si rende conto la dirigenza pd è che oggi, in italia, la “percezione della poltrona spettante” è uno dei motivi più forti per non votare uno – di fronte a questo, veramente, non sanno fare un passo indietro né uno avanti, e si paralizzano. Perché non c’è nessun sistema in italia che riesca a sostituire quello della “poltrona spettante”.E mica solo in politica. Pure all’università, se da ricercatore devi passare a ordinario devi aspettare il tuo turno, cioè che ti dicano “è arrivato il tuo momento”. E perché nessuno ne parla? perché se entri all’università, implicitamente accetti il fatto che funzioni in questo modo. Così avviene in politica, con buona pace di tutti noi. Quindi la vera domanda non è “chi ci mettevi al posto di rutelli” ma “dove lo mettevi rutelli”.
    Sì sì lo so che tutto questo è terribile a pensarci. Ma affrontare questa realtà non è semplice come pensano i grillini, né come pensano quelli che hanno votato alemanno a roma e zingaretti alla provincia per “lanciare un messaggio” (che mi fanno orrore punto e basta). Affrontare questa realtà significa inventarsi un altro sistema di regolazione delle gerarchie interne. “Dal basso” poteva essere una risposta: facciamo le primarie per qualsiasi candidatura! (per dire). Non lo so – d’altronde solo il centrosinistra ha iniziato a farle, le primarie. Veltroni sta lì anche perché ci sono state le primarie, non dimentichiamocelo: è stata solo una prova, un timido approccio a un sistema nuovo, ma comunque le primarie ci sono state e veltroni le ha vinte (veltroni, come prodi. NON rutelli, NON franceschini…). Insomma , bisogna studiare un sistema che riesca a sosttuire quell’altro. Rendersi conto che il sistema vigente non funziona più perché ti fa perdere le partite, e di fronte al disastro esterno non c’è efficacia interna che tenga. Il sistema della consultazione popolare (cioè delle primarie), resta una strada percorribile, quantunque complicata e rischiosa, perché si fonda appunto, largamente, sulla “percezione diffusa” del valore di una persona, della sua presentabilità, della sua candidabilità. Certo, c’è una linea sottile che differenzia le primarie da un sondaggio: beh, quella linea sottile è veramente da studiare, ed è inutile che ci scandalizziamo alla parola “sondaggio”, che tanto ci fa venire in mente berlusconi: non avreste voluto, voi, essere interpellati riguardo alla candidabilità di rutelli? e in base a cosa avreste deciso, se non in base alla vostra “percezione” di lui, sia pure solo in base alla valutazione delle sue guanciotte, del suo odore di sagrestia, della poca simpatia di sua moglie eccetera? e torno a dire: qualcuno di noi sa, nel dettaglio, che cosa ha fatto o non ha fatto rutelli quando è stato sindaco di roma? e pure a sapere che ha fatto buone cose, avrebbe avuto per noi più importanza di quella pessima “percezione”? io non credo.

  7. bri Dice:

    meno male che ne parliamo ancora. Bene.
    Allora, panna, sulle primarie ho già detto e ora mi ripeto. Va benissimo che le abbiano fatte, ma Veltroni, era il solo e unico candidato dei DS. Un candidato “Voluto” da chi, non si sa. Quindi ce la menano anche alle primarie. Io che non amo molto la Margherita ho apprezzato che abbia schierato più persone, Bindi, Letta e…
    Di fronte a questo diktat le candidature di Bersani e Finocchiaro sono immediatamente state ritirate. Praticamente non hanno nemmeno gareggiato.
    in nome di che?
    Io, per esempio, avrei gradito sia Bersani che la Finocchiaro.
    Ma sono spariti. La Finocchiaro sacrificata in Sicilia e Bersani non so. Quanto alla percezione, sono perfettamente d’accordo con te. E’ inutile che ce la meniamo.
    Che sappiamo veramente di loro se non quello che loro stessi dicono sui giornali e in tivvù e come potremmo saperne di più, dico, tutti noi che non pratichiamo la politica, di/da lei non ci nutriamo ma che la seguiamo solo nei limiti del nostro tempo possibile anche se con passione?
    E come potremmo?
    dovremmo leggere tutti gli atti parlamentari, le delibere comunali, le presenze…forse dovremmo magari divulgare i dati.
    forse è un’idea, potremmo proprio fare questo, rendere visibili con i fatti accertati tutte queste persone. Forse è una strada.
    Mi accorgo adesso che, prima, ho storpiato il nome di D’Alema.
    Freud?
    ;) )
    Mi viene in mente un tuo pezzo di poco tempo fa, panna, su una sparatoria sotto casa tua e che riguardava un’agenzia funebre.
    Pochi giorni fa in tv hanno parlato del racket delle agenzie funebri dalle tua parti, e, mi è venuto in mente questo, magari ci potresti dare delle informazioni utili o io potrei parlarvi del No Dal Molin che si batte contro l’ampliamento della base americana. non so,
    magari è un’utopia,, un’ingenuità, una cosa che non interessa a nessuno.
    Vorrei parlarne con voi, però, se vi va.
    (solo che spesso la mia sensazione qui è che ciascuno parli della sua idea e che raramente ci siano agganci con i contributi delle parole altrui, ma spero sia una mia idea balzana e basta e punto)
    ogni tanto mi butta così. Ma non voglio polemizzare eh! solo mettere a fuoco qualcosa a cui tengo e un difetto o una mancanza che magari è anche mia.
    E’ un richiamo che faccio a me stessa e a voi se e nel caso vi riconosciate anche solo in parte.
    l’attenzione verso le parole altrui, quelle del post e quelle dei commenti che seguono.
    se no che ci stiamo a fare qui?
    un abbraccio

  8. pessimesempio Dice:

    Credo che ci sia bisogna di distinguere. Da una parte il livore, che mi pare in questa occasione sacrosanto, almeno per me, che mi sono sentita presa un po’ per il culo. O forse è davvero la sindrome da Alice nel paese delle meraviglie e l’incazzatura postquam è solo da smaltire ed è un fatto personale. Ma non mi pare. Che tra l’altro potrebbe essere un modo per far capire che non ne possiamo più della percezione della poltrona spettante. Perchè è vera, questa storia qui, che ci aspettavamo che Rutelli avrebbe avuto comunque il suo posto. Infatti mi meravigliavo che fosse rimasto escluso da tutto, non sospettando che addirittura per lui era stato messo un segnaposto alla vicepresidenza del Senato. Onore al merito? Sarà stato anche un bravo sindaco, una brava persona come dice di se stesso un po’ indignato dal fatto che la percezione delle persone non distingue più tra buoni e cattivi. No, non si distingue più; ma ci sarà un motivo o siamo diventati tutti eversivi di destra tutto d’un colpo? o grillini? Che la classe politica di “sinistra” non funzionasse tanto bene non è per me una novità, che non mi piacessero i sottili maneggi di tanti personaggi di “sinistra” anche questo per me è cosa antica. Il male è che non l’abbiamo mai detto, dice angela e non lo diciamo ora. Ma perchè, quali possibilità abbiamo noi comuni mortali di dirlo? non andare a votare, forse, ma sappiamo bene che nel dna della sinistra questa storia dell’astensionismo fa poca breccia, per un alto senso civico, più nostro che loro a quanto pare. Anche il signor Rutelli non votava per protesta quando era radicale. Oppure le primarie, ma che siano primarie vere e non come le ultime che ci hanno proposto, per le quali sono andata a votare e non ho votato neanche uolter, che tanto si sapeva bene che avrebbe vinto, visto che davvero dalla sua parte non c’era nessuno, il vuoto. Meglio quelle per prodi, a suo tempo. Il fatto è che a me pare che per adesso questa storia delle primarie sia un fatto di sola apparenza, un’americanizzazione della politica italiana. E’ vero che è la prima volta, è vero che solo il centro sinistra, ma per favore un po’ più seria.
    Anche io ragionavo sul fatto che bene o male questa idea della poltrona è piuttosto diffusa, che poi sarebbe l’idea della casta e mi dicevo che è davvero difficile al momento distinguere i buoni dai cattivi, perchè poi in fondo in fondo rimane sempre una sensazione spiacevole: che tutti siano uguali. E’ qualunquismo, lo so, e lo combatto dentro di me, un po’ come il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà di gramsciana memoria.
    Quando all’idea di Bri, non mi pare per niente male. Io potrei parlare della giunta di firenze, che di cose da dire ce n’è. Perchè è anche vero che molto spesso anche noi cadiamo nelle rete della percezione e in realtà di quello che le persone hanno fatto durante il loro incarico ne sappiamo ben poco. ma non è questo lo scollamento tra politici e società, forse?
    Non credo poi, per finire, che ognuno non si curi di quello che è stato detto sopra, anzi. A volte sembra di no perchè nel mezzo c’è, se dio vole, una riflessione, magari non esplicitata in alcune sue parti che dà un senso di discontinuità.

  9. Angela Dice:

    @Bri, quando scrivo riferendomi a qualcuno, metto @ seguito dal nome. Ho scritto una considerazione generale e particolare :)
    Nel senso che va bene la percezione degli “altri”, però teniamo d’occhio anche la nostra. Detta in estrema sintesi.
    Però, siccome non amo particolarmente tutto ciò che è auto/critica, analisi sono d’accordo con unt, facciamoci sentire da questi (leggi politici che abbiamo eletto o votato alle primarie) Perchè è ricominciato l’andazzo, soliti nomi, solite beghe e solita opposizione.
    Basta con le votazioni per delegati (per esempio).
    Sono un pò perplessa, invece, sulla storia della percezione e di conseguenza, sui sondaggi.
    Su questo campo possiamo solo inseguire la politica berlusconiana. E perderemmo.
    Forse dovremmo partire da pochi punti, quelli che ci sono peculiari, uguaglianza, merito, solidarietà, laicismo (aggiungete o levate) e intorno a quelli costruire la nuova classe dirigente.
    E non viceversa.
    Penso a una Binetti, che ci azzecca?

  10. mauro Dice:

    Lo so che questo mio commento dispiacerà a Bri che ha appena scritto “parliamoci, teniamo conto dei commenti altrui” (e non è ch’io non ne tenga conto), ma mi sovviene quell’episodio dei Nuovi mostri in cui un claudicante Tognazzi convince ancora una volta (sarà l’ultima) l’ex pugile Bordignon a risalire sul ring.
    Finiranno ad inseguire palloncini colorati sulla spiaggia.

  11. untitled io Dice:

    io alle primarie ho votato la bindi sperando che vincesse (e non perché “tanto vince veltroni lo stesso”), ma siccome c’era (e c’è) una certa “percezione della bindi”, ha vinto veltroni. La bindi in politica è più rivoluzionaria della finocchiaro, ve ne siete accorti? se non si fosse presentata lei per prima, non avremmo avuto tre o quattro candidati quanti ne erano, ma uno solo.
    niente, era una notazione.

  12. Angela Dice:

    Anch’io ho votato la Bindi e trovo che sia più brava della Finocchiaro (che ha perso, malamente – eufemismo- in Sicilia) Finocchiaro che mi hanno rimesso come capogruppo al senato!!!
    Mbè, siamo già in due fuori dalla percezione ;)
    Però, anche un mio amico trentino ha votato la Bindi, “perchè sicuramente Veltroni vince, ma non lo facciamo stravincere” Ah, lui è un ex funzionario di partito!

  13. bri Dice:

    *per angela. Infatti, mi ci sono messa in mezzo quanto a manchevolezze e quanto alle caratteristiche a noi peculiari, ma lo sono ancora? (forse il punto è questo)
    :)
    * per mauro, sì è vero che il rischio è di andare per farfalle, ma se già tra noi ci ignoriamo, siamo a posto (naturalmente ciascuno coglie quello che ritiene interessante da sviluppare e tiene presente il resto)
    :)
    *per pessima è un’idea in effetti, fare le pulci al potere del posto in cui siamo. dare informazione.’ ma anche ricominciare dall’impegno sul territorio.
    io ho partecipato per anni alla sezione pc, ds…del mio paese e l’età media era 75 anni. Io ero la “giovane” tanto per dire e allora che facciamo? ad un certo punto me ne sono andata e forse ho fatto male.
    quanto alla poltrona in effetti,la percezione era quella.
    *unts alle primarie ho votato anch’io la Bindi
    poi anche penso che noi siamo in una democrazia rappresentativa e noi dovremmo eleggere semplicemente chi ci “rappresenta” e delegare ad essi i compiti a loro assegnati. Solo che non ci crediamo più che li svolgano a dovere e allora “controlliamoli” ma come?

  14. pessimesempio Dice:

    Anche io bindi. E anche io per una scelta precisa, legata alla persona, o se preferite alla percezione di questa persona. Secondo voi vorrà significare qualcosa che la nostra scelta è andata lì, oppure no? Perchè a volte il mio problema è: percepisco bene o percepisco quello che una costruzione di immagine mi vuol fare percepire? anche qui forse è solo un problema mio o forse mi faccio troppi giri. di testa.

  15. mauro Dice:

    Adesso provoco.
    Ma se non avessero ammazzato Bachelet, la Bindi sarebbe lì, secondo voi?

  16. Angela Dice:

    pessima, percepiamo bene :)
    mauro, e che provocazione è… ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto canta/va il Nostro

  17. caracaterina Dice:

    anche la Bindi in lista per “il posto spettante”? ma ad ogni modo meno male che la bindi c’è. la votai anch’io.
    com’è che ci ritroviamo tutti quanti qui? e poi, insomma, chi l’ha votato a veltroni?

    p.s. scusatemi, non sto facendo un intervento serio, non si arrabbi bri o chi per caso legge e dissente. solo per dire che ci sono e vi leggo con interesse e rifletto, caso mai fosse un’informazione rilevante.

  18. giulia Dice:

    Anche io ho scelto Bindi…

  19. untitled io Dice:

    Detto questo, chi è che manda il link di questa discussione al sito del pd?

  20. bri Dice:

    *caracaterina, io, ogni tanto mi arrabbio, sì, ma non tanto spesso eh!! :)
    sono un’anarchica giocattolona, alla fin fine , ma eccomi!
    io ci sto a mandare tutto e anche di più se volete pescando un po’ di qua e di là, (secondo me bisogna radunare un po’ di materiale sparso) ne avete?
    devo confessare che al sito del pd non sono mai andata e non so assolutamente se permette che possano essere postati contenuti esterni, voi ne sapete qualcosa?
    ma poi, anche,
    perché ?
    - non facciamo dei gruppi regionali formati da bloggers, che si impegnino ciascuno per le questioni che lo interessano e considera rilevanti a relazionare brevemente tutti gli altri sulle cose che succedono?
    perché non creiamo un blog specifico per questo?
    magari potremmo cominciare dai governatori delle regioni e dalle delibere significative delle varie giunte.

  21. caracaterina Dice:

    Sarà che proprio non ci sono tagliata, io, per le delibere (mai voluto fare il verbale del consiglio d’istituto, per dire, tranne un anno che è stato un incubo) ma questa specie di controinformazione non fa per me. Non fa per me il linguaggio di questa narrazione. Perchè di linguaggio e di narrazione si sta parlando, in realtà : cioè nei fatti. Che la gente “percepisca” è un fatto e tutti noi siamo “gente” . Credo che ci fosse questo alla base del discorso di unts. Il discorso è troppo complicato per le mie forze, almeno adesso. Spero almeno adesso. Mi limito a mettere qui il link al post della lipperini che ricopia la recensione di Girolamo De Michele (Liberazione di oggi) al libro di Aldo Bonomi “Il rancore”, di cui leggo parecchio in giro in questi giorni (chissà come mai!). Ci sono commenti che condivido:

    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/04/30/il-rancore/

  22. caracaterina Dice:

    Ah, anche l’articolo di D’Avanzo su Repubblica di oggi a proposito delle borgate rosse romane trovo che sia molto interessante.

  23. pessimesempio Dice:

    Si ritorna sempre lì, a quanto pare, al che fare. Che poi mi sembra sia anche la stessa cosa che domandarci, come ci ha chiesto unts qualche post fa, che ci stiamo a fare qui, perchè tutto questo lavoro. Questo è il domandone, non altri. E su questo io mi impiglio, perchè da una parte c’è lo slancio verso la dimensione pubblica, dall’altra il bozzolo della dimensione privata, facilitata dal relativo anonimato che la rete concede. Mi spiego meglio: quello che chiede bri è un’azione pubblica e comune. Ora, è proprio questo che manca, che è venuto meno, mi sembra, o che forse per alcuni di noi non è neanche esistito finora e ora che non c’è più (che ci dicono che non c’è più) se ne sente la mancanza, anche se non ci siamo mai stati dentro. Anche io sono un po’ restia a fare cose del genere, tipo andarmi a spulciare le delibere e via dicendo, perchè non riesco, in questo momento, a capire a cosa può servire, la vedo come un’azione un po’ fine a se stessa e al nostro/ mio/ vostro bisogno di fare qualcosa purchè sia. Le aggregazioni si creano, mi pare, intorno ad un nucleo di interesse e forse è su questo che ci si dovrebbe interrogare. Perchè noi il nostro interesse l’abbiamo ed è (anche?) qui dentro.

  24. pessimesempio Dice:

    Rettifica: non il nostro interesse è qui dentro, ma questo, questo che sto facendo adesso, lo scrivere qui sopra, non è solo il mezzo per compiere una determinata azione. fa parte dell’azione stessa ( dio, che incartamento!)

  25. temporalia Dice:

    Mi accodo a ” Quelli che la Bindi…”.
    Il mio tandem preferito è Bindi- Bersani, fate un po’ voi. Ruvidi entrambi, ma proprio per questo…
    Finocchiaro defunta da un bel po’, da quando, pur reduce da un appassionato discorso all’ultimo congresso dei Ds, se n’è infischiata degli applausi e ha ceduto ancora una volta il passo ai compagni maschi del partito, che l’hanno immolata in Sicilia e lei c’è stata.
    Che fare? Non ho letto tutte le risposte, ammetto. Reagisco solo alla parola “scuola”, perché è lì, a scuola, che, credo, si debba partire. Almeno io ci provo, proprio da lì. Sono stata sempre veemente lì, ma da qualche giorno ho intensificato il senso del mio far lezione e, nel mio piccolo, agisco. Circondata da quello che mi sembra un mare, un oceano sconfinato di piccoli individualismi, indifferenti alle sorti comuni: matrimoni di figli, confettini, silenzi culturali, mancanza di scambi. E’ lì, nel chiuso delle aule, che i silenzi fatti altrove diventano parole per gli alunni. Ma quali parole? Nessuno le sa , se non sono dette anche altrove. E forse son parole pericolose.

  26. pessimesempio Dice:

    La stessa strategia che sto utilizzando io. Quello che manca è, come al solito, il collante tra esperienze che vanno in solitaria sulla stessa parete.

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