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Si ritorna sempre lì, a quanto pare, al che fare. Che poi mi sembra sia anche la stessa cosa che domandarci, come ci ha chiesto unts qualche post fa, che ci stiamo a fare qui, perchè tutto questo lavoro. Questo è il domandone, non altri. E su questo io mi impiglio, perchè da una parte c’è lo slancio verso la dimensione pubblica, dall’altra il bozzolo della dimensione privata, facilitata dal relativo anonimato che la rete concede. Mi spiego meglio: quello che chiede bri è un’azione pubblica e comune. Ora, è proprio questo che manca, che è venuto meno, mi sembra, o che forse per alcuni di noi non è neanche esistito finora e ora che non c’è più (che ci dicono che non c’è più) se ne sente la mancanza, anche se non ci siamo mai stati dentro. Anche io sono un po’ restia a fare cose del genere, tipo andarmi a spulciare le delibere e via dicendo, perchè non riesco, in questo momento, a capire a cosa può servire, la vedo come un’azione un po’ fine a se stessa e al nostro/ mio/ vostro bisogno di fare qualcosa purchè sia. Le aggregazioni si creano, mi pare, intorno ad un nucleo di interesse e forse è su questo che ci si dovrebbe interrogare. Perchè noi il nostro interesse l’abbiamo ed è (anche?) qui dentro.
- Questo in realtà era un commento ad un post ed è rimasto anche al suo posto, più sotto. Solo che nel frattempo, su questo argomento, ho trovato qui ( è il terzo intervento della giornata) un post che in qualche modo mi sembra collegato a qualche discorso fatto in questi ultimi tempi e allora sposto il commento e lo faccio diventare post. In realtà, anche unts ne parla, alla sua maniera, o almeno io l’ho letta così.
- E in fondo anche io ne parlo, alla mia maniera, nel post che precede.
- Però mi chiedo: e tutto ’sto parlare? Che non sia tutto un cercare di parlare ?
(e ancora a proposito di blog, di alemanno e di elezioni leggetevi questa storia qui)

Maggio 3, 2008 alle 10:05 am |
Ho pensato, a lungo, che il web fosse un nuovo luogo, più aperto, più democratico. Ora non ne sono più così convinta. Da quella fucina di idee, da quel crocevia di scambi, mi pare diventato il muro del pianto. Forse per questo ce lo lasciano. Per farci sfogare. Fuori di qui, loro, agiscono e preparano il futuro, anche il nostro. Su una cosa concordo: la domanda è ancora e sempre quella. Che fare?
Maggio 3, 2008 alle 10:12 am |
E’ un nuovo luogo, ma non credo di aver pensato che potesse essere più democratico. Ci sono entrata troppo tardi, credo, per averlo visto come fucina. Ancora forse non so bene cosa è, a volte mi pare solo un passatempo. Oppure una perdita di tempo, ma vorrei non essere così pessimista, non sempre. Comunque è un posto dove la gente si può parlare, se lo vuol fare e lo sa fare, che non è detto. Fuori preparano il nostro futuro, dici? Ma fuori o dentro mi pare sia lo mondo, non c’è una differenza così netta. Noi siamo dentro e fuori. Il problema, però, è sempre il che fare. Che a volte non sia quello che facciamo già una risposta? ( della serie “contraddizione vivente”)
Maggio 3, 2008 alle 11:12 am |
http://materacamp.org/?p=32
Maggio 3, 2008 alle 4:06 pm |
è questo il pezzo che ci segnalavi, pessima, nel blog di Debiase?
nel post intendo.
L’ha detto molto bene. E mancano i fatti a fronte di tante parole. Forse dovremmo pensare di più a tutto questo.
“Una tentazione. Qualcuno non sa resistere. Creare in rete piccoli circoli chiusi. Gente che si parla solo con gente che apprezza e dalla quale è apprezzato. Avviene a destra e a sinistra. I piccoli network sociali sono facili e soddisfacenti. Ma la rete è anche esplorare, ascoltare lo sconosciuto, discutere e spesso non capirsi. Fa soffrire. Ma lo scopo è sempre regalare il proprio tempo nella speranza che questo serva a rinsaldare una società che ha bisogno di pace. La condizione: rispettarsi.
L’oscurantismo è guardare all’appartenenza di gruppo ed escludere gli altri. Tentare di cancellarli, con la microconflittualità, la micropolemica. La goccia estenuante. L’oscurantismo è il branco culturale. E’ credere, o non credere, senza ascoltare e senza dimostrare con i fatti.”
Maggio 3, 2008 alle 4:40 pm |
Sì, ma qui a me non pare di far branco. Almeno non è nelle mie intenzioni, tutt’altre. Piuttosto, per il lato propositivo, annamose a guarda’ il link di unts “) (ora ho imparato l’occhiolino. C’è sempre un passo avanti.)
Maggio 3, 2008 alle 6:14 pm |
non dicevo che il tuo blog fosse di quel tipo, pessima.
mi chiedevo se era questa parte di cui ti interessava parlare e dicevo che era interessante.
Il post di panna “autoreverse” mi sembrava che ponesse altre questioni, però, ma ognuno vede cose diverse, non è vero?
ciao
p.s Isabella Rossellini e David Lynch? ( su lei sono sicura, su lui non del tutto)
Maggio 3, 2008 alle 6:18 pm |
e a proposito di “fare” vi metto il link di aitan.
http://aitanblog.splinder.com/
Maggio 4, 2008 alle 4:04 pm |
Entrambi, bri. Anche se lei non mi è per niente simpatica, troppo finta raffinata. e allora la tolgo subito.