dissociati e non
Personalmente, non mi dissocio.
Ora, non che Travaglio sia diventato improvvisamente un eroe nazionale, ma certo fa un po’ riflettere che non sia possibile (come d’altra parte è sempre stato, quindi forse l’indignazione è fuori tempo) alla televisione di stato prendersi la responsabilità di affermare - in quanto giornalisti- che la nostra classe politica, un bel gruppo di quelli che sono in parlamento, non per scelta del “popolo sovrano” ma con decisione unilateralmente presa dalle segreterie dei vari partiti, ha avuto a che fare con la giustizia o ha avuto (e ha?) amicizie di dubbia onestà.
Francamente a me sembra che l’episodio sia grave e che sia falsamente democratico invocare l’assenza di contraddittorio come segno della mancanza di correttezza politica da parte di chi sostiene che Schifani, seconda carica dello stato italiano, ha frequentato e ha avuto come soci in affari persone che hanno a che fare con la mafia.
Falsamente democratico perchè in realtà è proprio dal contraddittorio che ci si è sottratti e ci si sottrae di continuo in questi anni a suon di querele, che altro scopo non hanno che quello di evitare un qualsiasi confronto publico, bloccando sul nascere ogni possibile discussione sull’argomento, prontamente deviato e sepolto ( il confronto) tra le carte e i faldoni delle procure e delle preture ( non so di diritto, ditemi voi). Di modo che non se ne sappia più nulla per qualche anno, prima che ci avvertano che il Travaglio di turno non solo è stato assolto, ma addirittura risarcito.
Grave perchè mi pare davvero che in Italia la possibilità di fare opposizione si stia riducendo rapidamente al lumicino di una candela da tenere accesa in una stanza dai vetri opportunamente oscurati. E che ci vengano a dilettare con la stroia del governo ombra mentre girati di spalle tendono prontamente la mano al “nostro avversario politico” che a sua volta tende la sua, preparandosi all’inciucio, è cosa che ci dà la misura del rincoglionimento a cui questo paese è arrivato. Non tutti, ma una larga parte di noi, laddove con noi intendo noi “popolo”, impegnato a guardare la tv mentre nell’altra stanza si decide in tutta tranquillità, tanto c’è la baby sitter che guarda i bambini, vieni amore che facciamo il nostro comodo.
Ma visto che personalmente non mi ritengo del tutto rincoglionita, d’ora in avanti vi darò del voi, dissociandomi in questo caso, nella speranza che qualcun’altr* lo faccia.
Quindi, se poi qualcuno attraverso lo stesso schermo scintillante che fissate imbambolati attratti dalle grazie debordanti di Antonellina Clerici o dai balletti sul ghiaccio delle sorelle Carlucci o dalle varie corride, pacchi, paccotti e contropacchi, milionari e plastici, matrimoni di giovani rampanti spose e divorzi di nobili casati, vi avverte improvvisamente che il re è nudo, ecco che, a differenza della favola - ma si sa non è più tempo di favole e i bambini hanno perso da tempo la loro innocenza- tutti i commensali si alzano repentini dalle sedie indignati e si mettono ad urlare che è uno scandalo inaudito, che certe cose non si devono dire, che certe parole, come la merda di luttazziana memoria, non possono più essere pronunciate in tv.
“Qui si vuole la rissa!”, tuonano minacciosi, sbattendo i tovaglioli sul tavolo e guardandosi intorno gonfi di bile, mentre intanto dalla finestra della sua stanza quell’altro ne approfitta per invocare e pregare che si ricucia la “ferita aperta” dalla legge 194.
“Qui si cerca la rissa!”, come se su questi argomeenti, scritti e pubblicati da anni, non fosse possibile, anzi fosse del tutto sconveniente discutere e confrontarsi o come se la discussione tra parti che politicamente sono diverse ( dovrebbero, qui sta il punto, ahinoi) facesse male alla tanto invocata e ricercata governabilità. E intanto Fini, delfino di Almirante, è presidente della camera e Alemanno, genero di Rauti, è sindaco di Roma. E’ la governabilità, baby. Basta con le vecchie ideologie, i muri sono caduti, siamo moderni, alla buon’ ora! Come dici? che stanno costruendo altri muri? Vabbè, ne parliamo un’altra volta.
Fa bene Vauro, sul Manifesto di oggi a disegnare un Marco Bavaglio, riccioluto e imbavagliato.
State attenti pure voi o finiamo tutti così, più o meno consenzienti.
Filed under: italia |
Tags: travaglio

neppure io.
io ho ascoltata la trasmissione da Fazio e Travaglio non ha fatto che riportare, in tivvù, quanto aveva già scritto nel libro, documentato. Credo che un giornalista abbia il diritto di prendersi la responsabilità di quanto dice, e Travaglio lo fa, e di metterci la faccia.
certo che la tivvù è più pericolosa di un libro.
eh!
Mi ha deluso molto Fazio, doveva dissociarsi, altro che leggere le “scuse” altrui.
da qualche tempo mi chiedevo se ci è o ci fa.
credevo, il suo, un modo intelligente e scherzoso di “tenersi fuori” stando, invece “dentro”, e invitando persone di qualità, che, altrimenti non ascolteremmo mai nè vedremmo.
adesso mi sembra che voglia proprio stare “fuori” da un bel po’ di cose e coltivare le sue rose, e .. quanto è bella la Bruni.. e Che magnifica città Parigi e la Francia, e… questo libro è “straordinario”
mah.
speriamo abbia un soprassalto di orgoglio.
Splinder ha imbavagliato pure me: non capisco perchè (gli altri splinderiani riesco ad aprirli, ma il mio blog no) così approfitto di questo spazio per manifestare il mio entusiasmo per quella passione che abbiamo in comune.
Abbiamo in comune anche l’indignazione che emerge dalle parole che hai scritto qui sopra (mattinata fruttuosa: mentre io digitavo i programmi di fine anno per la relazione del 15 maggio, tu hai prolungato quel commento di una sola riga che avevo letto stamene).
A me Travaglio non piace ( se splinder me lo avesse consentito avrei scritto su di lui stamane, meglio così per la scuola), mi ricorda Robespierre, anzi, peggio: Saint Just.
Ma il punto non è questo, la questione è la reazione della Finocchiaro (della Sereni e degli altri) Intanto non venitemi più a raccontare la favola del “diverso modo di essere” delle donne in politica. Secondo: facciamo un “governo ombra” che più ombra non si può, era scritto da qualche parte che dovevamo fare la fotocopia del Berlusconi 4°? Sacrificando, per es., il ministero della Salute, o accettando la “porcata” del ministero della Semplificazione?
Ma il problema adesso è la RAI, abbiamo una paura fottuta che ci caccino fuori. “Ci caccino chi”? Abbiamo forse percepito una RAI migliore con Sandro Curzi e Petruccioli? Manco per idea, e allora?
E allora è un problema di accordi, di posti, di strette di mano (viscide e sudaticce), di “prego si accomodi”, “tocca a lei, l’hanno votata”…
Siamo tornati all’onorevole Trombetta, solo che Travaglio non ha la maschera ghignante di Totò, lo sberleffo di Grillo, ma soprattutto sta in televisione…, giusto: i libri, ma chi li legge i libri?
Peggio: siamo tornati a Tognazzi che toglie la sedia a Vianello: via, cacciati, fuori, indegni…
Ah! la RAI; c’eravamo ridotti ai programmi finto-colti di Fazio e Dandini, alla striscia di Augias, al Minoli notturno (equilibrato da uno storico convertito come Paolo Mieli), continueranno i comici: l’inefficace Crozza, la “pestifera” Littizzetto e la sua “jolanda”; Report chiuderà per l’estate e si vedrà, nel frattempo, dove mandare i suoi giornalisti, mentre a Ballarò lo studio sarà sempre simmetricamente suddiviso attorno alla bisettrice del sorriso eterno del suo conduttore.
Il “papa-re” meriterebbe un altro film, ma Gigi Magni ha già dato e agli altri, forse, interessa soprattutto il contributo ministeriale che non si nega(va) più a nessuno.
C’è stato un tempo, quando eravamo opposizione per via del fattore K, in cui puntavamo sulla cultura per vincere, censuravano Brecht e Brancati (per citare i primi due dell’alfabeto), ora neppure la censura ad un giornalista (chiunque egli sia) ci scompone più.
Davvero viviamo in tempi tristi!
[scusa lo spazio rubato]
Sono davvero preoccupata, non tanto che la destra urli quello che ha sempre urlato, ma che la sinistra gli dia ragione e che Fazio chieda scusa… Scusa di che? scusa perchè ha paura di essere sbattuto fuori, ma allora perchè non scendono in piazza, non ci chiamano, non fanno qualcosa… Sì Ha ragione Vauro siamo imbavagliati e piano piano arriva l’assuefazione.
Se ci domandiamo a che cosa ancora credimao forse facciamo fatica a dirlo, perchè la delusione, la frustrazione ci toglie anche la volgia di pensare. Giulia