Questo post è stato pubblicato il Maggio 17, 2008 alle 8:36 am ed è archiviato in italia. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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(scusa pessima se usufruisco di uno spazio non mio, ma dato che qui si era partiti per interrogarci su cosa e come fare dopo le elezioni faccio una breve parentesi)
e chiedo ma…quella voglia confusa di cui si è parlato tempo fa, di “fare qualcosa” per non affondare in questa melma che ci circonda, la concretizziamo o no?
perchè sono spariti tutti (alla fine della fiera)
e capisco che leggere i provvedimenti di giunta (come avevo proposto e creare dei gruppi regionali e..) non è proprio piacevole (nemmeno per me, eh! e chi ha detto che sia piacevole e facile impegnarsi?)
e capisco che alcune proposte non piacevano e che, singolarmente, possiamo continuare ciascuno per i fatti propri, nei propri ambiti, per quello che ci compete
et cetera
ma non avevamo voglia di “fare” qualcosa insieme, noi della rete??
eppure io non ho visto/letto qui, perchè qui si era partiti, altre proposte dopo le mie e (a parte pessima che era inizialmente interessata ad impegnarsi per Firenze)
e … allora siamo certi che non siano, come al solito, come sempre, qui e là indignazioni estemporanee e parole in libertà?
eh???
Fase incazzata- si vede che alla fine come sempre restano i poveri disgraziati nel mondo a sfangarsela da soli.
(ma magari… ci stiamo pensando, vero?)
aspetto proposte alternative, cmq, ma, a questo punto, senza grande speranza.
Che dirti, bri? Il problema non è tanto che non facciamo: è che non facciamo insieme materialmente. O almeno non nel senso classico del termine. Da una parte mi pare che l’importante sia anche stare con gli occhi aperti, parlare di quello che succede, fare informazione, insomma. Dall’altra, a volte, mi piacerebbe anche agire fisicamente con altre persone. Ma non è per niente facile: ognuno di noi, bene o male, fa già tante cose, mi pare. Non voglio che sembri una rinuncia. Qualche volta è anche stanchezza, qualche volta, le indignazioni sono estemporanee ( ma non mi pare che in questo caso si siano placate). E poi: noi della rete, chi? Da marina stanno mettendo su un blog, ad esempio: ombra su ombra.
Non prendertela per questa risposta, però. A presto.
ma no, pessima che non me la prendo.
figurati .
lo so che poi ognuno fa per parte sua quello che può e che vuole, solo che mi pareva importante usare la rete per fare” insieme o perlomeno tentare di, proporre, rimescolare le carte, mettere delle idee, e invece..
mah.
è che troppe volte è successo questo e io, troppe volte ci credo, e invece, tutto si sgonfia o scoppia come una bolla di sapone o si placa.
dici, la rete chi? intanto quelli che ci stanno intorno o che, nel tempo, abbiamo conosciuto.
per quanto anche questo, mah.
se mi dai il link di questa marina vado a vedere.
grazie
se hai una mail magari è più semplice, ma non so come contattarti.
magari qualcosa si fa.
Questo è il link al blog di marina. Mi sembra che risponda alle tue esigenze, a quanto ho capito: http://ombrasuombra.blogspot.com/
La mia mail te la mando all’indirizzo che trovo sul tuo blog.
A proposito dell’osservazione .. .. “non è per niente facile: ognuno di noi, bene o male, fa già tante cose, mi pare. ..”
.. che descrive il problema più comunemente espresso da chi viene sollecitato a “fare qualcosa in rete” ..
mi sembra che il momento sia propizio per capire l’importanza di anteporre, alla voglia di far qualcosa in rete, la creazione di un contesto che faciliti tale compito .. permettendo a chi vi si riconosce .. di dialogare in modo paritetico (tecnologicamente e non solo) con interlocutori che si riconoscono in altri contesti .
Non so se mi spiego: per arrivare a farmi capire credo si possa cogliere l’occasione di sviluppare il tipo di discorso che potrebbe nascere dai commenti a questo post di Ernesto Belisario.
Anche Ernesto era al MateraCamp: con lui si potrebbe, forse, cercare di stimolare la percezione dell’utilità di fare evolvere le esperienze Barcamp come contraltare di esperienze tipo Forum PA.
Resto a disposizione per tentare di spiegarmi meglio, naturalmente
Per quanto mi riguarda sono piuttosto ignorante in materia, anche se ho capito il discorso che fai. Ma prima di tutto: che differenza tra Barcamp e forum PA? E soprattutto: cos’è un forum PA?
Mi sembrerebbe ottima cosa. Devo capire però se resta a livello individuale o come invece diventa collettiva. Ci studio su. Grazie laura, come sempre attenta.
Per “dire” la mia opinione su Barcamp … Forum PA .. Openpolis ho scritto un paio di commenti al (chilometrico) post di Catepol su Barcamp in Italia: intervista quadrupla agli organizzatori. Il secondo commento è in attesa di moderazione mentre scrivo questo.
Concordo con l’ottima pessimesempio sull’opportunità di prendere un approccio condiviso alla potenzialmente grande utilità di Openpolis
Anche lui, sì. Della serie “dare voce”. Sto leggendo un suo libro e più vado avanti più sono con gli occhi spalancati per tutte quelle cose che non ricordavo già più e che invece bisogna ricordare. E lui sta facendo questo lavoro di archivista: perchè non dargli la parola?
Sì, certo.
Ma non è a lui che manca la parola / le parole …., le tribune.
Non è a lui.
(E poi, ricorda, anche se non si vede, il suo cordone ombelicale è sempre quello che lo lega(va) a Montanelli)
Non è a lui che manca la parola, d’accordo. Ma questo non vuol dire che possono levarla anche a lui. Quanto a Montanelli, mi sembra che abbia tranquillamente dichiarato che il cordone è quello. Non vedo il problema, francamente. Dici che sono preda di un inganno?
Mannò, siamo tutti dentro lo stesso inganno.
Ci fu quel momento che si perdette la bussola (in senso non metaforico), che lui lasciando Il Giornale per fare La Voce riuscì a far dimenticare di colpo l’anticomunista trinariciuto ch’era sempre stato.
Quella volta che lui disse (ai suoi amici borghesi) di turarsi il naso e votare Dc, te lo ricordi, no? Secondo me lui ha lasciato un sacco di “figli” in giro per le redazioni, anche “figli” che apparentemente non si somigliano come Facci e Travaglio.
Certo che me lo ricordo e non credo che davvero sia riuscito a far dimenticare il suo anticomunismo. Ma a me pare che il discorso, oggi, sia un po’ diverso: è che non si riesce a trovare, all’interno della classe politica, rappresentanti che diano la chiara impressione di non essere in qualche modo collusi con qualche interesse. C’è chi sostiene che chi fa politica non può non sporcarsi le mani e che la politica è l’arte del compromesso, ma a me ’sta cosa non mi convince tanto.
Sporcarsele è un conto, secondo me l’essenziale è che non ti rimanga nulla di attaccato, alle mani. Ed è una piccola ma bella differenza, credo.
Ma oggi sono poco attendibile, oltre al consueto problema della salute di mia madre, ho visto anche il “mio” spagnolo in difficoltà sul passo Giau. Chissà come se la caverà sulla Marmolada.
Scusa, sono andato decisamente fuori tema, vero?
Gentile signora, se ti riferisci a quello organizzato a Ronchi di Marina di Massa, certamente no. Ma allora ci sono un sacco di cose che non son più quelle di una volta
Questo è fin troppo equilibrato, poco pathos.
Maggio 17, 2008 alle 12:58 pm
(scusa pessima se usufruisco di uno spazio non mio, ma dato che qui si era partiti per interrogarci su cosa e come fare dopo le elezioni faccio una breve parentesi)
e chiedo ma…quella voglia confusa di cui si è parlato tempo fa, di “fare qualcosa” per non affondare in questa melma che ci circonda, la concretizziamo o no?
perchè sono spariti tutti (alla fine della fiera)
e capisco che leggere i provvedimenti di giunta (come avevo proposto e creare dei gruppi regionali e..) non è proprio piacevole (nemmeno per me, eh! e chi ha detto che sia piacevole e facile impegnarsi?)
e capisco che alcune proposte non piacevano e che, singolarmente, possiamo continuare ciascuno per i fatti propri, nei propri ambiti, per quello che ci compete
et cetera
ma non avevamo voglia di “fare” qualcosa insieme, noi della rete??
eppure io non ho visto/letto qui, perchè qui si era partiti, altre proposte dopo le mie e (a parte pessima che era inizialmente interessata ad impegnarsi per Firenze)
e … allora siamo certi che non siano, come al solito, come sempre, qui e là indignazioni estemporanee e parole in libertà?
eh???
Fase incazzata- si vede che alla fine come sempre restano i poveri disgraziati nel mondo a sfangarsela da soli.
(ma magari… ci stiamo pensando, vero?)
aspetto proposte alternative, cmq, ma, a questo punto, senza grande speranza.
Maggio 17, 2008 alle 2:50 pm
Che dirti, bri? Il problema non è tanto che non facciamo: è che non facciamo insieme materialmente. O almeno non nel senso classico del termine. Da una parte mi pare che l’importante sia anche stare con gli occhi aperti, parlare di quello che succede, fare informazione, insomma. Dall’altra, a volte, mi piacerebbe anche agire fisicamente con altre persone. Ma non è per niente facile: ognuno di noi, bene o male, fa già tante cose, mi pare. Non voglio che sembri una rinuncia. Qualche volta è anche stanchezza, qualche volta, le indignazioni sono estemporanee ( ma non mi pare che in questo caso si siano placate). E poi: noi della rete, chi? Da marina stanno mettendo su un blog, ad esempio: ombra su ombra.
Non prendertela per questa risposta, però. A presto.
Maggio 17, 2008 alle 3:38 pm
ma no, pessima che non me la prendo.

figurati .
lo so che poi ognuno fa per parte sua quello che può e che vuole, solo che mi pareva importante usare la rete per fare” insieme o perlomeno tentare di, proporre, rimescolare le carte, mettere delle idee, e invece..
mah.
è che troppe volte è successo questo e io, troppe volte ci credo, e invece, tutto si sgonfia o scoppia come una bolla di sapone o si placa.
dici, la rete chi? intanto quelli che ci stanno intorno o che, nel tempo, abbiamo conosciuto.
per quanto anche questo, mah.
se mi dai il link di questa marina vado a vedere.
grazie
se hai una mail magari è più semplice, ma non so come contattarti.
magari qualcosa si fa.
Maggio 17, 2008 alle 10:55 pm
Questo è il link al blog di marina. Mi sembra che risponda alle tue esigenze, a quanto ho capito: http://ombrasuombra.blogspot.com/
La mia mail te la mando all’indirizzo che trovo sul tuo blog.
Maggio 18, 2008 alle 7:35 am
grazie

Maggio 20, 2008 alle 8:49 am
A proposito dell’osservazione ..
.. “non è per niente facile: ognuno di noi, bene o male, fa già tante cose, mi pare. ..”
.. che descrive il problema più comunemente espresso da chi viene sollecitato a “fare qualcosa in rete” ..
mi sembra che il momento sia propizio per capire l’importanza di anteporre, alla voglia di far qualcosa in rete, la creazione di un contesto che faciliti tale compito .. permettendo a chi vi si riconosce .. di dialogare in modo paritetico (tecnologicamente e non solo) con interlocutori che si riconoscono in altri contesti .
Non so se mi spiego: per arrivare a farmi capire credo si possa cogliere l’occasione di sviluppare il tipo di discorso che potrebbe nascere dai commenti a questo post di Ernesto Belisario.
Anche Ernesto era al MateraCamp: con lui si potrebbe, forse, cercare di stimolare la percezione dell’utilità di fare evolvere le esperienze Barcamp come contraltare di esperienze tipo Forum PA.
Resto a disposizione per tentare di spiegarmi meglio, naturalmente
Maggio 20, 2008 alle 10:43 am
Per quanto mi riguarda sono piuttosto ignorante in materia, anche se ho capito il discorso che fai. Ma prima di tutto: che differenza tra Barcamp e forum PA? E soprattutto: cos’è un forum PA?
Maggio 20, 2008 alle 11:07 am
E contribuire a questo?
Openpolis.it
Maggio 20, 2008 alle 1:10 pm
Mi sembrerebbe ottima cosa. Devo capire però se resta a livello individuale o come invece diventa collettiva. Ci studio su. Grazie laura, come sempre attenta.
Maggio 20, 2008 alle 2:40 pm
E’ un wiki, quindi “collettivo” per eccellenza.
Io ho chiesto di poter adottare Renato Brunetta, quel gran mattacchione…
Grazie a te. A presto.
Maggio 21, 2008 alle 12:08 am
OT. Ti ho rubato l’immagine che apre questo post. Era perfetta per dire una cosa che mi stava a cuore. Grazie.
Maggio 21, 2008 alle 11:43 am
Per “dire” la mia opinione su Barcamp … Forum PA .. Openpolis ho scritto un paio di commenti al (chilometrico) post di Catepol su Barcamp in Italia: intervista quadrupla agli organizzatori. Il secondo commento è in attesa di moderazione mentre scrivo questo.
Concordo con l’ottima pessimesempio
sull’opportunità di prendere un approccio condiviso alla potenzialmente grande utilità di Openpolis
Maggio 22, 2008 alle 12:50 pm
Anche Marco Travaglio?
mannò, dai!
Maggio 22, 2008 alle 6:30 pm
Anche lui, sì. Della serie “dare voce”. Sto leggendo un suo libro e più vado avanti più sono con gli occhi spalancati per tutte quelle cose che non ricordavo già più e che invece bisogna ricordare. E lui sta facendo questo lavoro di archivista: perchè non dargli la parola?
Maggio 23, 2008 alle 11:59 pm
Sì, certo.
Ma non è a lui che manca la parola / le parole …., le tribune.
Non è a lui.
(E poi, ricorda, anche se non si vede, il suo cordone ombelicale è sempre quello che lo lega(va) a Montanelli)
Maggio 24, 2008 alle 8:22 am
Non è a lui che manca la parola, d’accordo. Ma questo non vuol dire che possono levarla anche a lui. Quanto a Montanelli, mi sembra che abbia tranquillamente dichiarato che il cordone è quello. Non vedo il problema, francamente. Dici che sono preda di un inganno?
Maggio 25, 2008 alle 12:00 am
Mannò, siamo tutti dentro lo stesso inganno.
Ci fu quel momento che si perdette la bussola (in senso non metaforico), che lui lasciando Il Giornale per fare La Voce riuscì a far dimenticare di colpo l’anticomunista trinariciuto ch’era sempre stato.
Quella volta che lui disse (ai suoi amici borghesi) di turarsi il naso e votare Dc, te lo ricordi, no? Secondo me lui ha lasciato un sacco di “figli” in giro per le redazioni, anche “figli” che apparentemente non si somigliano come Facci e Travaglio.
Maggio 25, 2008 alle 2:14 pm
Certo che me lo ricordo e non credo che davvero sia riuscito a far dimenticare il suo anticomunismo. Ma a me pare che il discorso, oggi, sia un po’ diverso: è che non si riesce a trovare, all’interno della classe politica, rappresentanti che diano la chiara impressione di non essere in qualche modo collusi con qualche interesse. C’è chi sostiene che chi fa politica non può non sporcarsi le mani e che la politica è l’arte del compromesso, ma a me ’sta cosa non mi convince tanto.
Maggio 25, 2008 alle 2:41 pm
Sporcarsele è un conto, secondo me l’essenziale è che non ti rimanga nulla di attaccato, alle mani. Ed è una piccola ma bella differenza, credo.
Ma oggi sono poco attendibile, oltre al consueto problema della salute di mia madre, ho visto anche il “mio” spagnolo in difficoltà sul passo Giau. Chissà come se la caverà sulla Marmolada.
Scusa, sono andato decisamente fuori tema, vero?
Maggio 25, 2008 alle 2:44 pm
Vedo, vedo. Ma anche il giro non è più quello di una volta, signore mio.
Maggio 25, 2008 alle 9:17 pm
Gentile signora, se ti riferisci a quello organizzato a Ronchi di Marina di Massa, certamente no. Ma allora ci sono un sacco di cose che non son più quelle di una volta
Questo è fin troppo equilibrato, poco pathos.