La scena è questa: una piazza sul paese che si sporge sui tre mari (S.Maria di Leuca? ci sta, ci sta), un bar, seggioline di ferro, un tavolino, tanto sole. Gambe allungate, una bella bibita davanti, di quelle che durano tanto e non si sfreddano mai, un bicchierone insomma, non so, consigliatemi voi. Occhiali da sole, braccia abbandonate stancamente sui braccioli delle suddette seggioline, maglietta a mezze maniche e pantaloni di lino belli larghi. Zitta.
Ascoltare i passi di quelli, pochi, che passano, girare lentamente la testa se necessario, sospirare ogni tanto, se necessario. Con la cannuccia tirare su il liquido chiaro dentro il bicchiere, facendo il minimo sforzo. Lasciare che il corpo e la mente si prendano finalmente tutto il loro tempo. Dormicchiare, anche, per qualche minuto, chiudendo gli occhi dietro le lenti.
Il libro e il golfino per la sera stanno nella borsa appoggiata sulla sedia accanto. Il cellulare è spento. Stare lì, semplicemente, senza pensare a niente, nella completa evaporazione delle cellule cerebrali (con il sole è facile che accada). Aspettare che venga sera, che la calura si plachi, cominciare a sentire sulla pelle il fresco che viene dal mare. Non avere niente da fare.
Ma mi ci faranno stare tutto questo tempo al tavolino?

ohè, ma com’è che ultimamente sei sempre altrove?
Latte di mandorle! Detta pure orzata… ci può stare?
[condivisioni]
Tu il mare, io il lago. Volevo stare seduta a dondolare le gambe appese, e rimanere a guardare l’acqua (immota) che mutava il colore.
E mi è tornato in mente un film di parecchi anni fa “Il lago dorato”.
io ho mangiato un gelato, tempo fa, su una piazza tale e quale a quella della tua descrizione. tale e quale anche geograficamente parlando. sì le vacanze sono meravigliose e quel posto lì, pure. divertiti, se questo è un annuncio.
non scordarti i dettagli per la cena. pesce e vinello bianco.
i desideri son desideri, anzi: i sogni son desideri, ma non scherzeremo mica? Gli esami non li fai?
E tutte le scartoffie?
come libro ti consiglio notturno indiano.
)
l’ho trovato molto bello.
parla di un viaggio alla ricerca di qualcuno e la fine è… interessante. molto semplice, molto complicato, molto lento, molto serio, molto leggero.
un cocktail. te lo consiglio da bere un cocktail così.
potresti ordinarlo: una bibita molto semplice, molto complicata…:))
e il rumore ritmico del mare dove lo metti? eh???
di tre mari, poi. che meraviglia!
ciao
mi ci metto anch’io su quella sedia con un cappellino in testa (una romantica donna inglese!)
O.T. (io non riesco a commentare sul mio blog che a sprazzi, mi devo iscrivere) ma come? io? sono già iscritta.
boh.
Una risposta per ciascuno, che ciascuno trovi la sua:
Forse perchè vorrei esserlo.
Non lo faccio quest’anno.
Sì, anzi mi sa che proprio a quella pensavo.
Devo dimagrire, però.
I mari sono due, a ripensarci.
Sono stanca, ho voglia di vacanze e sono sempre qui, invece. I sogni son desideri, per l’appunto.
Notturno indiano è un libro straordinario, persino il film era decente.
Requiem sta sopra tutti, però.
Ma Tabucchi è un po’ che non si fa sentire, o siete voi a distrarmi con le vostre vacanze agognate, pensate, sognate, immaginate, rinviate…?
requiem? allora lo compro
pessima.
mi piace moltissimo il modo di scrivere di Tabucchi ma non ho letto molto. Sostiene Pereira, naturalmente e sto leggendo, oltre a notturno indiano, una magnifica scoperta, Piccoli equivoci di nessuna importanza.
un piccolo gioiello.
per il film, lo sai, mauro, che non lo conosco? quando è uscito? quanto, invece, al film lì sopra mi arrendo
troppo difficile.
ciaooo
non so perchè, ma il profilo di lui mi ricorda vincent gallo. vabè, è da un po’ che voglio chiedertelo, ma non trovo mai il modo.
Io Tabucchi l’ho conosciuto con Piccoli equivoci senza importanza, e mi è piaciuto- lì dentro- davvero molto, specie alcuni racconti. Anche Sostiene Pereira non è male, anche lì molto bello il film ( di chi?) con uno stupendissimo Mastroianni, davvero bello. Anche Notturno non è male e forse anche La testa perdutadi Damasceno Moreiro. Dopo basta, non ha scritto quasi più nientedi rilevante, secondo me, anche se per qualche tempo ho continuato a comprarei suoi libri in uscita. Bisognerebbe lo studiassi un po’,come autore, a pensarci bene.
Il film si intitola Onde,mi sa che l’hanno visto in tre in Italia, io esclusa ( perchè non l’ho visto) .Ma la scelta era per lei, Anita Caprioli.
Faenza il regista, uomo daI film diversissimi.
Io per la verità mi riferivo al Tabucchi commentatore, ma anche il “narratore” ha scritto altro dopo LA TESTA PERDUTA.
@BRI Notturno indiano, invece, dev’essere uscito già una decina d’anni fa…, forse 20, dio mio come corre il treno!
grazie mauro -corre corre …aiut.
vincent gallo, sara, lo sai che non l’ho presente? mamma mia perdo colpi a non finire
;(
pessima *anita caprioli me la ricordavo da film di Verdone, quello in cui era la studentessa anoressica.
molto brava e molto bella.
sono andata a scorrere gli altri suoi film e ne ha fatti moltissimi.
qui dove sarà?
Qui è in un film recente, di quest’anno, italiano (lei mi sa prevalentemente film italiani). Indovina, dai…
Fa l’allenatrice dei delfini, nel film.
Sostiene Pereira di Faenza, è vero: regista particolare, mai molto amato in Italia. Sarà per un vecchio film sulla DC, dal titolo anticipatore, Forza Italia ? Un film incredibile, anzi a dire il vero neanche film, visto che era fatto tutto da spezzoni di telegiornali con le facce dei notabili dc: Leone, mi ricordo, Rumor, Taviani, Piccoli. Che brividi.
Bri, dovessi dirti che film ha fatto, non saprei. però nel 2001 comprai un suo cd. si era messo anche a cantare e non erano male, secondo me, le sue canzoni. molto rilassanti. ma chi era alla fine, l’uomo nell’header?
Lui? uno sconosciutissimo Ignazio Oliva. Però nel film pare ci fosse anche Filippo Timi, altro tipo particolare.
Curiosità: Titolo del CD di Faenza ?
Pessima, avesse continuato con quel tipo di documentari, io credo sarebbe stato più apprezzato.
Gli piacciono le tematiche psicoanalitiche (dottor Grassler, il film su Jung, I Vicerè) e questo mi incuriosisce, però…
Ora che ci penso. Ma quella che addestrava delfini non sta nel film di Ferrario?
Se non è quello, è un altro che ho visto.
[Si ripropone il quesito: Mauro, di cos'è fatta la tua memoria - che pure è solida, una delle cose di cui vai fiero - se quella visiva non è così eccezionale? ]
No, niente Ferrario. Non ricordo un altro film dove si addestravano i delfini. Diciamo che più che addestrarli li accudisce.
Quanto alla memoria, la tua non so: la mia è fatta di immagini, come uno scanner, mi pare, nel senso che quello che ricordo ha la stessa grana di un’immagine del genere. Dei libri, ad esempio, spesso ricordo le copertine o le costole, addirittura, oppure la casa editrice ( e di conseguenza l’aspetto). Idem per i dischi ( quelli di vinile, intendo). Per le persone ricordo in genere l’immagine che mi è più cara (e a quella rimango attaccata, fossero anche diventate nel frattempo emerit* stronz*).
Molto bello il tuo post, Alessandra.
Di Notturno Indiano (libro che anch’io ho molto amato) mi piace ricordare il dialogo tra il protagonista e quel membro della società teosofica di Madras. Il protagonista gli chiede se lui conosce Pessoa, il teosofo (mi pare) dice di no, oppure divaga. Ma quando si salutano gli cita (in inglese, se non ricordo male) proprio dei versi di Pessoa.
sì. quella parte è molto bella.
étranger
l’incanto della sorpresa.
i versi della poesia di Pessoa citati in inglese, sì. ma nel libro li scrive in italiano.
e poi c’è anche il postino di Filadelfia che un giorno davanti a un murale che rappresenta il mare, decide di partire e si porta dietro solo l’elenco telefonico di Filadelfia e, poi, continua a ripetere. “prova ad indovinare, dai!”
C’è Mastrandrea nel film.
Bravo mauro. Lei vince un’orzata. Filmetto leggero, ma niente male, direi. Irrinunciabile la battuta di lui che dice alla madre: Ma non stavamo così bene quando ci dicevamo tutte quelle belle bugie? Mio figlio l’ha adottata quando sono in vena di confidenze.
Stasera invece vado a vedere L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza. Poi vi dico. ( che io vada tanto al cinema dipende dalla tessera che ho fatto a natale: €100, entro gratis a tutte le programmazione di un circuito di cinema per un anno. Non male: mi fa uscire di casa e vincere la pigrizia)
Ho commentato senza inviare, probabilmente.
Niente constatavo questo nostro comune interesse per il cinema italiano, anche piccolo, anche poco conosciuto. E’ una bella scoperta.
Rimane incerta la qualità della mia memoria.
Niente, constatavo…
stanchino oggi eh!
è però non mi avete detto il titolo
;(
Apposta per te, bri
Oggi c’è allegria: ultimo giorno.
hai cambiato template’
bello.
azzardo: Non pensarci?
ma cmq dove li proiettano ’sti film che qui non si vedono mai?
ciao
e dire che quasi tutto il film è ambientato su di là
siiii… 2007 per la regia di gianni zanasi
non pensarci
wow
E’ tipo un circuito d’essai, una cosa del genere. Comunque i film sono in normale programmazione, è che io li vedo prima degli altri ( sai che soddisfazione…) o a volte vedo film che non vengono programmati a lungo.
Sul template, ho ancora qualche dubbio, troppo bianco: il bianco ammoscia, si sa.
Dimmi te! Mi sforzo per capire come si fa l’occhiolino e poi faccio una parentesi e viene fuori. allora è così che si fa?
perchè “ammoscia” il bianco? io ad esempio quelli su base nera o a colori non riesco a leggerli, mi fanno bruciare gli occhi. invece quelli in bianco, li trovo più gradevoli. non so, mi piacciono quelli senza tanti fronzoli e colori. il punto è che i template che i vari wordpress etc mettono a disposizione dell’utente, in genere non mi piacciono e, secondo me, sono di scarsa qualità. sarei felice di riuscire a farne uno personalizzato, ma non ne sono capace. poi penso che se ne dovessi fare uno, lo farei senz’altro bianco. come una pagina bianca. magari un giorno o l’altro ci provo. però questa storia del template per me è importante anche se spesso confondo il disagio che provo per i (il mio) template con il disagio per i (miei) contenuti.
vabè, la smetto.
ad esempio, spesso, mi dà fastidio la spezzatura dei discorsi, giorno dopo giorno, la lagna dei titoli. l’incapacità (mia) di gestire il mio spazio in modo più sintetico senza la lungaggione del post che segue l’altro post. da un po’ penso che mi piacerebbe avere, sul mio spazio, un unico post quello del giorno o quello ,tra quelli già scritti, che mi sta meglio e verso il quale provo meno disagio. non so, sono i soliti discorsi alla rinfusa, però spesso non so come affrontare la rigidità della scrittura in rete.
Anche a me piacciono più quelli senza fronzoli e senza colori, però leggo meglio con lo sfondo nero. Quanto alla scarsa qualità sono perfettamente d’accordo. All’inizio ero su splinder: lì potevi anche modificare il template, non come qui che lo modifichi solo ” a ppago”, però la mia competenza in materia è piuttosto scarsa. E poi ormai mi sono trasferita qui, anche se prima o poi mi sa che cambio. Ogni tanto ci penso, ma mi fa un po’ fatica, devo dire, ricominciare un’altra vita, già mi basta questa.
Sono d’accordo, pensa un po’ !, anche sul fatto dello spezzettamento dei post e sulla difficoltà di dialogo che questo comporta. Come in questo caso, a volte è più facile continuare a parlare, anche di argomenti più diversi, sotto uno stesso post che frammentare l’attenzione su cose che cambiano di giorno in giorno. Infatti mi piace molto, da questo punto di vista, la storia che ha messo su untitled, il commentario che è indipendente dal blog vero e proprio e forse il fatto che sia senza commenti è in sè una cosa positiva. Se voglio, posso commentare di lato, diciamo, altrimenti che commento a fare? per dire brava (come capita spesso da altre parti)?
mah, sai per il template anch’io preferisco quelli semplici e lo sfondo chiaro. il nero mi affatca, ma credo possa corrispondere a personalità forti, calienti, dense….calde, anche un po’ oscure (infatti
) io credo che anche la scelta del template ci corrisponda.
)
una volta l’avevo messo nero, tanto per provare, e giù tutto un coro di noooo… non sei tu…che hai fattooo..ecc. e allora, vedi.
quanto ai discorsi in rete. Non so bene neppure io. Tanta volte vorrei starmene zitta, mi sembra che tutto sia stato già detto e molto meglio di me e in giro e nei libri e negli articoli… e allora mi chiedo… che dico a fare? un pensiero originale? eh, fosse semplice.
e allora da un po’ non scrivo quasi più niente. Mi esprimo in altro modo. commento, magari, disegno, posto canzoni.
e, poi, forse diamo troppa importanza a questo spazio.
qui si deve scegliere con chi stare, secondo me, e si sceglie chi ti ascolta, chi ti fa star bene… con le dovute eccezioni che sono la nostra condanna…a volte, ma si spera sempre di trovare una risposta cmq.
e magari non viene e magari non c’è o sei fraintesa.
è faticoso, ma, in che altro modo avrei potuto “conoscerti” “conoscervi “se non qui?
ciao
laura
quanto al cinema sono iscritta da una vita ai circuiti d’essai (cineforum-filmstudio ecc. )
è l’unico modo per vedere altro
appena ho un po’ di tempo ti scrivo una lista dei film che mi sono piaciuti di più negli ultimi anni.
anzi la posto, dai!