Che poi mi piacerebbe sapere come mi immaginate, voi: alta/bassa; magra/grassa; irascibile, scontrosa, sorridente, severa, triste? Occhi? mani? Insomma, che immagine diamo di noi attraverso la scrittura ( e tutto quello che la circonda qui dentro, intendiamoci, perché non c’è solo la scrittura che crea la nostra immagine al mondo) ? E quanta differenza c’è tra ciò che siamo e ciò che (non) vogliamo ?

Giugno 9, 2008 alle 3:11 pm |
bè, intanto per dirne una: con gli occhiali.
Grassa no, perchè vai in bicicletta (mai vista Luciana Turina in bici).
scontrosa…, forse un pelino.
Giugno 9, 2008 alle 3:17 pm |
Ma che ci fai sempre in giro, te?
Gli occhiali sì, ma da presbite. Scontrosa più di un pelino, grazie per la cortesia.
Giugno 9, 2008 alle 3:27 pm |
Perchè quel “ma”?
(aspettavo l’antennista, ma è arrivato un altro temporale…)
Giugno 9, 2008 alle 3:33 pm |
Non lo so, mi pare che si dica così, no? Ma cosa vuoi, ma cosa fai, ma che ci fai…. e via dicendo. Anche io sono qui che girello, ansia da docente che ha finito la scuola e non sa come occupare il suo tempo. Che vergogna.
Giugno 9, 2008 alle 3:43 pm |
No, c’è una lieve differenza fra scrivere: “gli occh. sì, ma da presbite” e scrivere: “gli occh. sì, da presbite”. Li sopporti male?
[io: presbite, astigmatico e, col tempo, forse anche un po' mope !]
Il blog non basta, Ivan Della Mea sul giradischi, un’incerta voglia di fare una compilation da ascoltare in macchina fra un’ora quando ripartirò per scuola.
voglia di chiacchierare.
Giugno 9, 2008 alle 3:49 pm |
Molto male, sono una che legge anche le etichette delle acque minerali, dover sempre mettere e levare e poi rimettere è dura. Anche io astigmatica e pure ipermetrope. ‘Na traggedia. Io voglia di chiacchierare non tanta, avrei voglia di leggere, ma nel cervello, al momento, c’entra poca roba.
Giugno 9, 2008 alle 3:54 pm |
Io ti immagino come l’avatar, l’hai messo apposta, no?
A parte gli scherzi: non sono domande peregrine, chissà perché si associano tratti somatici a parole, a me sono capitate delusioni gravissime incontrando persone conosciute in internet, sarebbe quasi da evitare (? boh)
Comunque, saperti insegnante mi dà una certa direzione, però non saprei ben figurarti…
Giugno 9, 2008 alle 3:59 pm |
Certo, sono io quella, che credevi? Lo so che la parola insegnante ti manda tutta da una parte, ma voltati indietro, te lo consiglio: io sono dall’altra parte (0 forse con una zampa di qua e una di là). Sulle conoscenze da internet, io ho una sola vera esperienza: non male, direi, anzi.
Giugno 9, 2008 alle 4:00 pm |
Per mauro: tu presbite, astigmatico, forse miope, e con qualche problema con la i nella tastiera…

A bientot.
Giugno 9, 2008 alle 4:29 pm |
L’hai letto, giusto, “Perché non sarò mai insegnante” di tal Giovannone (mi pare)? Laddove i ragazzi parlano dell’aspetto degli insegnanti…Dall’ancor poco che ho visto, non sempre hanno tutti i torti. Per quanto la categoria mi sembri aperta a spaziare, dalle vorrei-aver-sedici-anni-come-questi-che-ho-davanti allo stile di mia zia in carriola.
L’idea comunque era del tipo: business woman = tailleur aggressivo, donna bene moglie di = minigonna e tacchi anche quando porto in giro il pupo per i vialetti della città, ecc. ecc. C’è un granello di verità anche negli stereotipi.
Se mi sforzo, penso a uno stile sobrio, forse persino un po’ rigoroso, perché sì, ti immagino non esattamente piaciona. Ma non è un demerito, a me le piacione non piacciono molto. Altro non dico perché potrei dire piacevolissime scemenze
Giugno 9, 2008 alle 5:17 pm |
No, sobria non è aggettivo che si addice a pessima.
no tailleur aggressivo, niente minigonna, ma una che spalanca il giornale in sala docenti, al mattino, non può definirsi sobria.
[almeno mi piace pensarlo]
Giugno 9, 2008 alle 6:27 pm |
Tailleur, mai. Volevamo i pantaloni, noi, ce li siamo messi e non li abbiamo più tolti. Minigonne, men che mai, mai avute, credo. Casual-sportiva, direi. Attenta ai colori, questo sì, agli abbinamenti.
(ma tutto questo parlar di me quasi mi imbarazza, adesso) Sulla sobrietà, però, una volta una cara amica disse che le ricordavo una canzone di Tanika Tikaran, quella che dice ad un certo punto “non riuscirai mai ad entrare nella mia sobrietà” o qualcosa del genere. Ma era tanto tempo fa, forse lo ero un po’ di più. L’ho aggiunta al post, se non si vedesse. “Erano bei tempi”, disse la proff con un filo di nostalgia.
Giugno 9, 2008 alle 6:38 pm |
Mi rendo conto che non sono molto brava a commentare, di solito evito, son proprio una schiappa. Quando dicevo del tailleur o della minigonna intendevo “tipologie di donna” altre rispetto a quello che penso delle insegnanti (penso io, eh…).
QUindi no, mai mi sarei sognata Pessimesempio in tailleur o mini. Casual-sportiva sì, me la vedevo, se non altro per la bici
Ma allora con sobria ci ho azzeccato un pochino?
Giugno 9, 2008 alle 6:47 pm |
Diciamo che fa parte del personaggio.
(sul tailleur avevo un sospetto).
Giugno 9, 2008 alle 7:01 pm |
Quindi al ritratto si può aggiungere che ti piace questo genere di musica?
(un po’ da mattino della domenica d’inverno pigramente nel letto, o da ultima sigaretta della sera in una stagione di mezzo?)
Giugno 9, 2008 alle 7:10 pm |
Io purtroppo ho la pessima abitudine (dettata da una memoria totalmente assente) di legare ai nomi immagini e colori. Fin da quando ti ho conosciuta ti ho subito avvicinato alla Fallaci [PERDONAMI!!!]. Fuori di ogni idea politica o altro; tosta, scura di crire, pallida di viso e palluta ma, anche, fragile, sincera e avec un charme ineguagliabile. Non sono mai riuscito a legarti alla scuola ed al paesaggio toscano, però. Io, ogni giorno quando leggo i tuoi posts, ti percepisco come in una giornata uggiosa, sulle dune della Cornovaglia (Downderry?) con innanzi un mare blue profondo ed un vento autunnale; addosso un maglione verde muschio di lana grezza ed avvolta in una enorme cappa/mantella fumé.
Ma io ti faccio il filo da non so quanto, e quindi non conto…
Fubar/ 080609
Giugno 9, 2008 alle 8:26 pm |
se hai la voce del video sei stupenda!!
)
tra parentesi… chi canta? chiusa parentesi
Giugno 9, 2008 alle 9:08 pm |
Niente a che fare con la Fallaci, mio caro Fubar, ma la descrizione di me che ti appare leggendo i miei post mi piace assai e quindi sei perdonato per l’accostamento illecito ( a parte la mantella per il resto ci siamo, al come eravamo).
Per mauro: sì, mi piace quel genere di musica, ma non sono molto ferrata nell’argomento e spazio da un genere all’altro senza molte remore. Sigarette non ne fumo più da qualche anno, purtroppo. (purtroppo perchè, come per tutte le cose, prima si stava meglio, quando si fumava, nonostante le tossi invernali).
Per bri: non ho quella voce lì, ci mancherebbe. Lei è Tanika Tikaram.
Giugno 9, 2008 alle 10:18 pm |
Sei piacevole, ne sono certo. Nè sciatta né strafica. Poi credo che tu sia “variabile”: a giorni leggermente trasandata a giorni curata (io sempre trasandato-ma-non-troppo).
Sguardo triste, credo. Mi piacciono gli sguardi tristi (direi che fregano).
Ha saputo dirti niente, sopporta(mi)
ciao
Giugno 10, 2008 alle 8:52 am |
l’ho messa nella mia colonna di Musica.


è una canzone bellissima
penso che tu sia una prof di lingue
(inglese) ?
poi penso non molto alta e con quel filo di riservatezza che non guasta. un po’ defilata in sala prof.
nostalgica.
un po’ triste, con improvvisi furori, quindi, per niente fredda.
attenta ai ragazzi che ti svuotano, forse, un po’.
capelli scuri? o castani, non lunghi, non corti.
un bel sorriso?
sportiva.
Giugno 10, 2008 alle 9:30 am |
Oh che bella domanda! ora la importo anche sul mio blog, anche se mi sa che quasi tutti mi conoscono
grazie per avere scritto su anobii, così ti ho scoperta
io ti immagino così, come la foto che apre il blog
elena petulia
Giugno 10, 2008 alle 9:48 am |
in realtà la faccina dovrebbe rappresentare lo stupore.
mi chiedo se sia la virtualità a implicare la disattenzione o se sono io ad essere troppo esigente
Giugno 10, 2008 alle 11:33 am |
Scopro il giochino via Petulia… Ma in sintonia col tuo blog, leggo e taccio
Giugno 10, 2008 alle 2:30 pm |
Signora Petulia, la ringrazio, ma mi sa che tra me e la foto c’è una certa qual distanza, che non riuscirò mai a colmare, anche perchè dovrei essere un gambero e camminare all’indietro, invece che avanti. Mi circondo di belle donne per vanità.
Per mauro: non ho capito il tuo commento- Disattenzione? esigente? rispetto a cosa? Alla mia bellezza che non avevi apprezzato appieno?
Per bri: lettere, lettere italiane (ma laurea in linguistica, italiana anche quella, anzi in dialettologia).
Per remo: molto vicino, sguardo però non sempre triste. Diciamo tendente al melanconico.
Per ottantacento: ringrazio per il tacere.
E ora che avete scoperto quasi tutto, che ne sarà di me? Già rimpiango di essermi infilata in questa storia. E questo è un altro tratto del mio carattere, andare avanti e indietro.
Giugno 10, 2008 alle 4:18 pm |
no, pensavo che una frequentazione piuttosto assidua del tuo blog fosse sufficiente a sapere che insegni lettere.
ma sì, sono troppo esigente.
C’è un ultimo passo da fare: pubblica una foto stile Ava Gardner inseguita dai paparazzi in via Veneto (senza Walter Chiari, ché quello mena!) e poi passiamo oltre.
)
Giugno 10, 2008 alle 9:10 pm |
Una cosa così?
Giugno 11, 2008 alle 12:15 pm |
Io ho volutamente trascurato di leggere tutte le risposte qui, per vedere, dopo, chi ti immagina come ti immagino io. Ti ho sempre vista bionda e…giunonica…che non significa grassa, ma grande, con un corpo importante. Poi una notte ti ho sognata. Avevi i capelli brizzolati, forse un ciuffo, ma di sicuro, quello lo ricordo bene, portavi degli occhiali con una montatura nera.
Un altro giorno in treno da Firenze verso casa, c’era davanti a me un’insegnante con i propri figli. Aveva i capelli brizzolati, lunghi e sciolti sulle spalle. Parlava lentamente ai figli di compiti e faccende domestiche ed aveva un vestito lungo tutto colorato. Sembrava un po’ una figlia dei fiori e aveva un’aria giovanile anche se sembrava piuttosto affaticata. Io ho pensato, secondo me è lei. Non so perchè. Mi sforzo sempre di immaginare fisicamente chi è che scrive dietro questo inutile coso, così come mi piace immaginare le case. E’ il mio esercizio preferito “qui dentro”. L’unico per cui spesso non resisto, mi connetto e vengo a “scuriosare” qui dentro.
Giugno 11, 2008 alle 12:26 pm |
L’insegnante un po’ “strappona” è scesa a Empoli. Dubito che tu- fossi -lei, ma da allora io ti “visualizzo” così.
Giugno 11, 2008 alle 12:37 pm |
Il corpo importante credo di sì, anche se prima pensavo di essere una donna alta e oggi invece mi accorgo che le donne più giovani sono tutte molto alte e mi superano. Non ho i capelli lunghi, però e dubito di sembrare una figlia dei fiori, anche se una volta vestivo un po’ così. E’ che ora mi vergogno un po’, ma sono stupidate, magari trovo di nuovo il coraggio. L’aria affaticata ci sta, specie in alcuni periodi di abbattimento. Il tragitto del treno potrebbe anche essere, ma non sto a Empoli.
E un ciuffo, bianco, ce l’ho davvero, sul lato destro della testa: mi è venuto dopo il secondo figlio.
Te ti immagino come una che non vuole farsi notare e che osserva la gente, quindi poco appariscente per scelta, nel vestire e nel muoversi. Un poco sfuggente, delicata, con i capelli neri, mossi, non lunghi, occhi grandi e scuri. Ordinata, rigorosa con se stessa, troppo forse. Tormentata, certe volte. Ma mi sa che vado oltre. Ciao, grazie delle visite.
Giugno 11, 2008 alle 12:57 pm |
E gli occhiali?
Io sono come immagini fino a “un poco sfuggente”. Capelli grigio topo, occhi castani, maldestra e disordinata. Rigorosa sì, con me stessa e gli altri.
Sono contenta di averti vista, un po’.
Giugno 11, 2008 alle 1:11 pm |
il mio blog fa i capricci e non riesco a risponderti di là.
per il carattere non so. ( credo di essermi descritta io, in pratica)
io ti ho indovinata solo per i capelli non lunghi, mi pare , sportiva?
quanto ai colori, del mio acquerello, beh, almeno quelli!
sai come quando di una donna si dice … ha begli occhi…
;(