Non ha avuto paura che cambiare così tante volte registro, alternando il tradizionale tono romanzesco a quello fiabesco a quello didascalico, che lei usa per le sue lunghe digressioni mediche, potesse stordire i suoi lettori e metterne a dura prova l’attenzione?
No, mi sono preoccupato soltanto di scrivere un libro che piacesse a me. Il fatto è che crescere insieme a Internet e all’esplosione di una molteplicità di media ha determinato la strutturazione stessa della mia esperienza della realtà, e di conseguenza la mia idea di finzione. Dunque, per me è del tutto normale accedere a più registri contemporaneamente e a più finestre sul mondo, farle sovrapporre e permettere che si intersechino: trovo l’incrocio di questi media un luogo eccitante da frequentare.
(dall’intervista di Francesca Borrelli a Stefan Merrill Block sul suo libro Io non ricordo, Neri Pozza)
Appena comprato: non guarirò mai da questa malattia. A parte che l’intervista mi ha ricordato una vecchia intervista della Borrelli con Wallace ( e quindi prevedo qualcosa del genere, non così matto, ma vicino).

di David Foster Wallace ho letto “La ragazza dai capelli strani ” e mi è così piaciuto da consigliarlo a mezzo mondo.
invece mi sono arenata con Infinite jest, ma era perchè l’avevo preso in prestito in biblioteca a sapevo che non l’avrei finito in tempo.
Forse o forse perchè era incredibilmente strano e difficile da seguire.
non l’ho più comperato, però e quindi un motivo ci deve essere.
Assieme a Franzen, ma lui (Wallace) di più, due piccoli geni letterari americani.
invece io ho cominciato “le correzioni” tempo fa. l’ho divorato fino ad arrivare quasi in fondo, poi, il fato ha voluto che lo perdessi scordandomelo su qualche treno dei miei. per quel che ne ho letto, l’ho trovato un libro splendente a partire dal titolo. che titolo meraviglioso. poteva anche rimanere bianco, per me. nel senso che il titolo già da solo mi aveva dato molto. è da un po’ che penso di ricomprarlo per poterne finire la lettura, ma qualcosa dentro di me, mi suggerisce di rimanere così: con questo eterno sospeso.
le correzioni di Franzen
un grande libro
Grandioso libro (sono tornata da questo abbozzo di vacanza). va bene anche l’eterno sospeso, ma dalla fine, dalle ultime parole io ho capito il senso del titolo (magari sono solo un po’ tarda).
sì oddio magari “l’eterno sospeso” di cui sopra è un tantinello esagerato, ma sai è mia prerogativa “farmi dei film” (meravigliosi) da sola. comunque credo che, esagerazioni a parte, lo comprerò e lo finirò. e via, sù. salut