C’è aria di smobilitazione, in giro. Da qualsiasi parte girelli trovo più o meno gli stessi post e qualche commento qua e là degli irriducibili. Io stessa non ho più la voglia che avevo qualche mese fa, di raccontare, parlare, spiegare, arrabbiarmi. Mi trascino un po’ stancamente qui davanti e provo a battere con le dita sui tasti per vedere se viene fuori qualcosa di sensato. Fa caldo, fuori, dice che ieri son morti sei anziani per la temperatura estiva. Ieri sera sui lungarni tutti accalcati a vedere i fochi . Ho deciso di fermarmi con la bicicletta prima del fiume e l’ho fissata all’impalcatura di una casa. Davanti al portone una ragazza si lamentava, stringeva al petto una borsa di pelle logora un po’ fuori moda, aveva denti radi e rovinati, diceva di aspettare da due ore il suo uomo che non arrivava : “Aiutatemi, per favore, aiutatemi. Voglio il mio uomo”. E’ arrivata un’ambulanza, sono scesi quattro volontari che la stavano cercando e giravano la testa in qua e in là con agitazione e smarrimento in mezzo a tutta quella folla che avanzava verso il fiume e si muoveva lenta. Le macchine e i motorini ingorgavano le strade. Abbiamo indicato la ragazza sul portone. Eccola, è là, ha gridato una di loro. Dopo due ore erano ancora davanti al portone, due medici vestiti con le tutte rosse e bianche, lei con i guanti di lattice e lui sorridente e abbronzato, ogni tanto venivano fuori sul marciapiede e si appoggiavano alle transenne a chiacchierare con quelli dell’ambulanza. La porta dell’appartamento a piano terra era aperta, si vedeva una luce rossa soffusa sulle pareti: aspettavano che si addormentasse. Non capisco come mai non si addormenta, con tutti i farmaci che ha preso, ha detto una delle volontarie, un po’ grassoccia, biondo tinta e evidentemente stanca. L’ambulanza era rimasta bloccata dal gran traffico di macchine e se ne stava lì asepttando che la gente sfollasse. Aiutatemi, per favore, aiutatemi.
Giugno 25, 2008 alle 7:53 pm |
non c’è avvenimento più noioso e simile al precedente, eppure tutti vanno a vedere i fuochi (per temperatura e densità di folla il tuo san Giovanni somigliava al mio).
Forse perchè i botti assordano, ottundono, sclerotizzano i timpani e non c’è rischio di sentir chiamare: aiuto!