rassegna stampa

Piccole notizie del giorno.

Stamani mi sono commossa. Non è una grande notizia, lo so, specie per una della mia età, che comincia ad avere la lacrima facile in certe situazioni, ma quando le due ragazzine, molto per bene, quasi da sembrare due catechiste, mi hanno avvicinata in piazza e mi hanno chiesto se potevo dare qualche spicciolo per l’autogestione della loro scuola ( un liceo classico vicino a casa), mi sono venute le lacrime agli occhi. E ancora non so spiegarmi perchè.

Stamani mi sono incazzata. Quando ho letto sui giornali che, non contenti di farmi mettere il grembiule e di tagliarci in qua e in là, non contenti di darci dei fannulloni, vogliono anche proibire il diritto di sciopero. Dice Sacconi, ex militante nelle file del defunto PSI, che è necessario porre mano ad una riforma che intende prevenire il conflitto attraverso forme di conciliazione e di arbitrato  e che renda obbligatorio un referendum consuntivo preventivo ( bisogna fare un referendum prima di fare sciopero?)     e obbligatoria l’adesione individuale allo sciopero dei singoli lavoratori, in modo che gli utenti siano informati circa il livello di adesione allo sciopero . E perchè tutto questa fretta?  Perché, ci dice il solerte Sacconi, che vuole anche lui mettersi in mostra un pochino, che diamine mica solo quel Brunetta lì,  anche lui ex-socialista, guarda il caso maligno come si diverte alle volte, li rimette tutti in fila uno accanto all’altro ’sti socialisti,    strumentalmente troppo spesso si annunciano scioperi che poi si revocano all’ultimo minuto facendo in modo che il danno è stato fatto senza pagare il pegno della perdita del salario.   Ma non contento di queste belle parole, il solerte di turno dà anche un bel consiglio ai lavoratori che volessero da qui in poi scendere in piazza ma dimostrarsi al tempo attenti ai bisogni della patria: Bisogna favorire lo sciopero virtuale, che si può fare con un fazzoletto al braccio, in modo che io sono in stato di agitazione, perdo il salario ( e che pensavate di no?) però  il  datore di lavoro paga una cifra congrua per ogni lavoratore che si astiene virtualmente dal lavoro.          Hai capito il signor Sacconi, nonché ministro del lavoro? Tu lavori e scioperi contemporaneamente, sei visibile e quindi la tua causa ci guadagna, il tuo datore di lavoro è contento perchè ci perde un pochino meno e, con la recessione che un giorno sì un giorno no è alle porte- quella povera Emma Marcegaglia non sa più se c’è la crisi o no in Italia, le fate fare una figuraccia, che un giorno dice una cosa il giorno dopo un’altra-  insomma, di questi tempi tutto fa brodo.  Non ci guadagni tu per quel giorno, ma questo mi pare marginale.  

Stamani mi sono decisa. Qui a scuola continua l’occupazione, con questi ragazzi che educatamente entrano in sala computer dove i docenti si sono asserragliati- quelli che sanno usare il pc e non sono molti- per chiedere se c’è qualcuno che li può aiutare o per scrivere un articolo da mandare ai giornali. Mi sono decisa ad aiutarli un po’, anche io timidamente, bussando alla  porta e dando qualche piccolo consiglio: un numero di telefono di un quotidiano, l’idea di fare un po’ di volantinaggio al bar vicino alla scuola, un dvd con un film da vedere nel pomeriggio. Loro, alcuni di loro, vanno e vengono e fanno e propongono e discutono tra loro. Non so se sono più convinta io questa volta, ma mi sembra che le cose siano diverse dal solito e che in alcuni ci sia davvero la voglia, forte, di fare qualcosa, di darsi da fare.  C’è una gran tranquillità in questi giorni, un clima sereno, senza forzature nè esagerazioni. Anche i docenti, tranne qualche caso di isteria da perdita momentanea del ruolo e dello scettro, se ne stanno buoni e calmi, facendo le loro cose in mezzo agli studenti, partecipando alle loro assembleee e agli incontri. Ieri, in mezzo ad una cinquantina di studenti del triennio, ho letto su un pianerottolo della scuola l’articolo di D’Avanzo di cui parla caracaterina.  Che sia questa la scuola?

Stamani sono contenta: Mike Buongiorno ha detto che voterà Obama.

3 Risposte a “rassegna stampa”


  1. 1 mauro Ottobre 15, 2008 alle 12:55 pm

    seee, la realtà è vuol liberarsi di Fiorello e sta cercando un altro partner per gli spot pubblicitari.
    Giù, dai templi Acherontei, hanno chiamato Filippo Turati e Andrea Costa, vogliono l’indirizzo di Brunetta e di Sacconi (magari anche quello di Cicchitto)… non credo sia per gli auguri di Natale. ;-)

  2. 2 mauro Ottobre 15, 2008 alle 5:02 pm

    Sicuramente c’è di meglio (ma ci va tempo e più memoria), però quell’immagine della prof che arringa gli studenti dal pianerottolo mi ha suggerito questo

  3. 3 pessimesempio Ottobre 15, 2008 alle 7:31 pm

    Pure a mme me sa che non lo so ffà l’onorevole. :-)


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