dalla scuola, dall’università, dalla gente
(Firenze, piazza S.Spirito, nei giorni scorsi, assemblea in piazza degli studenti di una scuola superiore)
Comunicato stampa dell’assemblea d’ateneo della Sapienza
“L’università non pagherà la vostra crisi!!”
Questa mattina all’Università la Sapienza di Roma si è tenuta l’assemblea d’ateneo che ha visto la partecipazione di diecimila studenti per chiedere al Rettore Luigi Frati il blocco dell’anno accademico come forma minima di protesta contro la legge 133. Alla risposta negativa del Rettore l’assemblea ha deciso di muoversi in corteo per uscire fuori nelle strade della città e per raggiungere il Ministero dell’Economia. Al rifiuto del Ministro Tremonti di confrontarsi con gli studenti, il corteo ha continuato a praticare il blocco della viabilità, fino ad arrivare alla Stazione Termini, dove sono stati occupati i binari. Nel pomeriggio durante l’assemblea che si è tenuta a Lettere si è decisa l’occupazione della facoltà, per costruire un laboratorio in preparazione dello sciopero di domani. La partecipazione e la determinazione espressa nella giornata di oggi mostra come il dissenso contro la dismissione dell’università pubblica sia diffuso alla Sapienza come in tutti gli atenei italiani. Durante l’assemblea si è ribadito il carattere autonomo e indipendente del movimento, che non accetta strumentalizzazioni né da parte di sigle sindacali né da parte dei partiti.
Assemblea d’ateneo della sapienza
Esimio Presidente della Repubblica,
in qualità di nonna di una nipotina che ancora non va a scuola ma che ci andrà presto, Le chiedo perchè la sua scuola dovrà essere come la mia, negli anni ‘50. Lei saprà che allora noi bambini tornavamo a casa alle 12,30, i disabili erano nelle classi differenziali e nostra madre era casalinga. Vogliamo far tornare le nostre figlie in casa?
Mia figlia ha avuto un asilo nido, una scuola materna, una scuola elementare e media, sempre a tempo pieno. E io ho potuto fare il mestiere per cui mi ero laureata con i sacrifici dei miei genitori. Pagavo le tasse e avevo asilo, scuole, e assistenza sanitaria.
Oggi mia figlia (che guadagna molto meno di me alla sua età, anche se ha studiato come e più di me) deve tornare a fare la casalinga come sua nonna per mandare sua figlia in una scuola che somiglia a quella della sua bisnonna?
Lei pensa che sia giusto?
O pensa che dobbiamo pagare, per una scuola privata, una cifra quasi uguale a quella che guadagna mia figlia?
Eppoi nessuno vuole che mia nipotina sia educata in una scuola privata: mia figlia stava a New York. E’ tornata in Italia quando ha avuto la bambina PER IL SOLO MOTIVO – VALIDISSIMO – che la scuola italiana è meglio: si impara meglio ed è pubblica. DEVO RICREDERMI?
E’ vero che Lei non può fare niente?
E’ vero che una legge non può essere rifiutata più di una volta, ma penso anche se fossi al Suo posto piuttosto che firmare una cosa ingiusta mi dimetterei. Not in my name.
In fede,
Lucia Berardi

Ottobre 18, 2008 at 6:31 pm
ho mandato in giro una mail con l’ appello di scrivere al presidente della Repubblica di non firmare questa legge. Penso di averla spedita pure a te. Dicono che lui ha risposto che non è suo compito. Probabilmente lo può fare solo se le norme che sono da firmare sono incostituzionali.
ma un segnale, Dio mio, un segnale per dire state attenti a quello che fate non lo può dare?
sono molto perplessa.