Il mio amore per te, dice lei, è un’onda. Potrei dirti anche VENTO. Ma direi solo scompiglio, e foglie alzate da terra nel parco dove tu cammini col corpo proteso a tagliarlo, il vento. Dico ONDA, dice lei. Che si ritrae che ti ha appena sfiorato le dita. Gode in silenzio la vampa del viso. Ma poi, poi che è stato lontano ritorna sicuro e implacabile avanza e sposta la gente di lato e arriva vicino e avvolge con gli occhi e stringe. Poi di nuovo va via. Così è il mio amore per te, dice lei.
Quando ero piccola c’era un bambino che mi piaceva. Avevo otto anni e lui aveva la mia età. Si chiamava James Crawford. Credo che fosse un bambino molto timido. Prlava solo con gli altri bambini e evitava di mescolarsi alle bambine. Aveva i capelli molto scuri e gli occhi marroni. Portava sempre i pantaloni corti, anche quando gli altri bambini iniziarono a mettere e pantaloni lunghi. La prima volta che parlai con lui, mi è tornato in mente da pochissimo, non lo chiamai James, ma Jimmy… Mi sono vista che dicevo a Jimmy, ho visto il mio sorriso, il volto serio di Jimmy Crawford, il branco di bambini, le loro schiene, l’ondata repentina che ristagnava nel cortile, ho visto le mie labbra che avvertivano quel bambino della sua dimenticanza, ho visto la gomma da cancellare, o forse era una matita, ho visto con gli occhi che ho adesso gli occhi che avevo in quell’istante, e ho sentito ancora una volta il mio richiamo, il timbro della mia voce, l’estrema cortesia di una bambina di otto anni che chiama un bambino di otto anni per avvertirlo di non dimenticare la gomma, ma che non può farlo chiamandolo per nome o per cognome, james o Crawford, come si usa a scuola, e preferisce, consapevolmente o inconsapevolmente, ricorrere al diminutivo, Jimmy, che denota affetto, un affetto verbale, un affetto personale, perchè solo lei, in quell’istante che è un mondo, lo chiama così, e in qualche modo cambia veste all’affetto e all’attenzione impliciti nel gesto di avvertirlo, non dimenticare la gomma, o la matita, che in fondo era soltanto l’espressione, verbalmente povera o verbalmente ricca, della felicità.
( Roberto Bolano, 2666, La parte dei critici, Adelphi, 2007)
Where The’y Lived
Everywhere he went that day he walked
in his own past. Kicked through piles
of memories. Looked through windows
that no longer belonged to him.
Work and poverty and short change.
In those days they’d lived by their wills,
determined to be invincible.
Nothing could stop them. Not
for the longest while.
In the motel room
that night, in the early morning hours,
he opened a curtain. Saw clouds
banked against the moon. He leaned
closer to the glass. Cold air passed
through and put its hand over his heart.
I loved you, he thought. Ti amavo, pensò.
Loved you well. Ti amavo tanto.
Before loving you no longer. Prima di non amarti più.
(Raymond Carver, Blu oltremare, Minimun fax, 2003)
…
Si alzò contorta
pensò al suo dovere
di donna coerente
attendendo chi colga
come acerba melodia
la sua stella cadente.
Circondata da voglie
più o meno distorte
tremava un momento
oscurava le forze
e pesava il silenzio
alla continua ricerca
di una briciola di bacio raffermo.