Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
che succhio minerali e amore di mamma
così che ogni Marzo io possa brillare di foglie,
e non sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che suscito gridi di meraviglia,
non sapendo che perderò presto i miei petali.
Confrontato a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma più svettante,
e io non ho dell’uno la longevità e dell’altra l’audacia.
Stasera, nell’infinitesima luce delle stelle,
gli alberi e i fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci cammino in mezzo, ma nessuno di loro ci fa caso.
Qualche volta penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo più perfetto-
con i miei pensieri nebbiosi.
E’ più naturale, per me, stare sdraiata.
Allora il cielo e io siamo in aperta conversazione,
e io sarò utile quando sarò sdraiata finalmente:
allora finalmente gli alberi potranno toccarmi, e i fiori avranno tempo per me.
(Silvia Plath, da Crossing The Water, in Lady Lazarus e altre poesie, Mondadori, 1998

0 Risposte a “I am vertical”