La scena è mia, questo teatro è mio,
io sono la platea, sono il foyer,
ho questo ben di dio, è tutto mio,
così lo voglio, vuoto,
e vuoto sia. Pieno del mio ritardo.
(Patrizia Cavalli, da La notte palombara, in Sempre aperto teatro, Einaudi, 1999)
La scena è mia, questo teatro è mio,
io sono la platea, sono il foyer,
ho questo ben di dio, è tutto mio,
così lo voglio, vuoto,
e vuoto sia. Pieno del mio ritardo.
(Patrizia Cavalli, da La notte palombara, in Sempre aperto teatro, Einaudi, 1999)
Attendere che si sia in ritardo, per gustare uno spettacolo del genere, oppure arrivare parecchio prima, e vedere quei posti lentamente popolarsi?
Chissà…forse la prima ipotesi, l’arrivo della gente a volte è superfluo, dannatamente fastidioso.
Adonai
Apo
Il pubblico a volte è davvero dannatamente fastidioso, ma come faremmo- in ogni occasione- senza pubblico?
grazie della visita e del commento.
Il pubblico è indispensabile, vero. Ma che sia un buon pubblico, attento, caloroso e sincero…
Adonai
Apolide