tutto il mio errare

William Goode

A tutti nel villaggio pareva, senza dubbio,

che io andassi qua e là, senza scopo.

Ma qui accanto al fiume si possono vedere al tramonto

i pipistrelli dalle morbide ali svolazzare a zig-zag-

devon volare così per acchiappare il cibo.

E se avete mai perduto il cammino di notte

nel profondo del bosco accanto al guado di Miller

e infilato più strade,

dovunque la luce della Via Lattea scintillasse,

tentando di trovare il sentiero,

capirete che io cercavo la via

con lo zelo più serio,

e che tutto il mio errare

era un errare a questo scopo.

Edgar Lee Master, Antologia di Spoon River, traduzione di Fernanda Pivano, Einaudi, ed. 2009

3 Risposte a “tutto il mio errare”


  1. 1 polivalente Luglio 9, 2009 alle 2:58 am

    hai mai letto le lettere tra Pivano e Cesare Pavese sulla traduzione di Spoon River? sono bellissime!
    bello questo pezzo…
    un bacio!

  2. 3 gadilu Luglio 9, 2009 alle 6:28 pm

    A proposito di “errare”, di erranti, di migranti… Segnalo questo:

    http://sentierinterrotti.wordpress.com/2009/07/09/come-un-uomo-sulla-terra-2/


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