vizi privati e pubbliche virtù

Perchè, se torno a casa dopo esserne stata fuori per circa 10 ore per lavoro e ho voglia di sentire intorno un po’ di gente mettendomi al computer, se insomma ho voglia di rientrare in contatto con il mondo, e vengo qui dentro, mi sento sola, in realtà. E allora mi viene in mente di andare su facebook: lì sì che trovo qualcuno, penso.

E’ un segnale forte, questo. Anche interessante, però. Molto interessante. La domanda che ne viene fuori è: devo creare un collegamento tra questa pagina e facebook o devo lasciare questo spazio riservato, privato, uno spazio dove scrivo le cose solo per me?  ne consegue un’altra considerazione e domanda, che mi sembra, così, a lume di naso, un po’ più corposa e interessante: ha senso che esista uno spazio solo privato?

Bada bene che non dico uno spazio privato in cui essere veri: la distinzione tra finzione e realtà, secondo me, non ha davvero più senso, ormai.

La questione è, semplice semplice, se debba esistere una dimensione privata del sè, qui dentro (intanto qui dentro, dai, poi ci allarghiamo al resto delle dimensioni). E neanche, guarda, a pensarci bene, si tratta di questo, perché, per amor di precisione, non devo decidere se, ma devo piuttosto domandarmi cosa significa – ancora? ma non è sempre la stessa domanda, scusa?-  a livello di percezione del sé vivere la propria vita qui dentro. Vale a dire, cosa comporta, per la mia mente (e per il tuo corpo?) avvertire questa idea di apertura che mi impedisce di poter considerare l’esistenza di uno spazio privato di scrittura di me. Cosa che prima era del tutto normale, ricordo.

Secondo me ti fai di qualcosa mentre sei fuori casa.

7 Risposte a “vizi privati e pubbliche virtù”


  1. 1 polivalente Luglio 10, 2009 alle 9:32 pm

    ti capisco bene invece, ambedue i personaggi della isterica chicchierata…
    peccato sia scritto in portoghese e ora non riesca a tradurlo, ma te lo prometto, appena possibile.
    bacio
    http://polivalente.wordpress.com/2009/07/03/facebook-2/

  2. 2 Giacomo Luglio 10, 2009 alle 11:15 pm

    Un privato puro sarebbe morboso, io credo: smodato. Un luogo come questo, oggi che tutti si allontanano dai blog (si deve dire così, mi pare), mi sembra la forma più accettabile (tollerabile) di privato. Sarà solo scena, ma è la rappresentazione di un’apertura, di un confronto (la ricerca di un’occasione di misura).
    E comunque nel privato in senso stretto, quello antico, quello del diario ecc., si è (era) falsissimi, credo: teatranti allo stato puro.

  3. 3 ferrugnonudo Luglio 10, 2009 alle 11:57 pm

    Secondo me, se posso, smettere di porsi domande e viversela. Come soluzione ammissibile. “La mente naturale”. Ogni tanto dovremmo farci il sacrosanto piacere di chiedere a noi stessi se ancora tolleriamo -il pensiero- di averla/conservarla, oppure no. Se “no” che sia almeno un “no” deliberato. Mi è risalito. Ciao.

  4. 4 pessima Luglio 11, 2009 alle 3:56 pm

    E’ che mi ha colpito la sensazione di entrare nel mio blog e percepirlo come una casa vuota di gente, mentre se entro su facebook non ho la stessa sensazione. Ma su questo direi di leggere anche il post che mi appresto a scrivere che riporta un articolo letto oggi sul Manifesto, perchè mi sembra che abbai una qualche attinenza. Saluti a voi, comunque

  5. 5 mauro Luglio 11, 2009 alle 4:29 pm

    Beh se preferisci FB…. :-(
    … torno al mio noioso Tour

  6. 6 pessima Luglio 11, 2009 alle 5:06 pm

    Noioso, vero, quest’anno? anche io non riesco a vederlo. Ma non preferisco FB, dai: era solo un tentativo di riflettere su certe sensazioni… :-(

  7. 7 ferrugnonudo Luglio 11, 2009 alle 6:12 pm

    sai per me la differenza tra blogs e fb sta in questo. e cioè la procedura. ad esempio. di fb proprio non tollero il fatto di dover “chiedere l’amicizia” per poter essere ammesso entro determinati “circuiti”. banalmente, ad affascinarmi del mondo dei blogs, quando ho deciso di provare a metterci il naso dentro, è stata l’impressione, perchè forse di un’impressione si è trattato, di apertura che mi davano. poi magari, anzi di sicuro era così, si è trattato solo di un’impressione ipocrita e fasulla. ma no. fb, con tutte quelle domande e il teatrino che si porta dietro mi costringe a pensarci troppo, mi toglie spontaneità e leggerezza dunque mi inibisce. salut.


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