non è successo niente

Dice: ho voglia di trovare un libro che mi prenda, che mi attiri in una specie di vortice da cui non riesco più a uscire di modo che la mia mente, quella che noi chiamiamo mente o cervello usando in entrambi i casi dei termini che non soddisfano affatto la percezione fisica che abbiamo di questo vuoto/pieno di immagini parole suoni emozioni che abbiamo nella calotta cranica, si dis-tragga, eviti di pensare al presente, non perché il presente di questi giorni  non mi piaccia, dice,  o mi piaccia meno degli altri giorni, non credo proprio che sia possibile stabilire una graduatoria del genere, di solito i giorni qui sono tutti uguali da anni e ormai mi ci sono così abituata che a parte qualche attimo di sbandamento, come li chiamo io, dice, in cui mi sento che la mia vita è proprio uno schifo e mi incupisco e passo le giornate a rimuginare sullo schifo che è la vita che faccio da qualche anno, a parte questi momenti, dice, so che il presente è come deve essere, non può più essere migliore, e non c’è da lamentarsi, mi fanno rabbia le persone che si lamentano, non è di nessuna utilità e non fa che peggiorare le cose. D’altra parte io non sono una che si lamenta, ho scelto di essere una persona che non si lamenta da diversi anni e non sopporto più neanche le persone che stanno sempre a lamentarsi della loro condizione, del marito dei figli del tempo dei colleghi del lavoro del traffico del troppo sporco per le strade. Ma in particolare, dice, non sopporto le persone che si lamentano della loro vita come se per loro come per tutti non ci fosse mai stata un’altra occasione, come se nel corso degli anni non ci fosse stato mai un momento in cui sarebbe stato possibile cambiare, solo che tutte queste persone che ora si lamentano non hanno voluto, hanno avuto paura di cambiare, hanno esitato troppo a lungo, come me del resto, dice, e il momento è finito.

Quando sono in vena di fare la  filosofa, dice, mi immagino che gli incontri con le persone, che alcuni di questi incontri siano come porte che appaiono di fianco a noi e si aprono verso mondi che scorrono l’uno accanto all’altro come nastri trasportatori e io sono in tutti e due questi mondi, posso guardarmi vivere in un altro modo, per via del tempo leggermente sfalsato. Quando si coglie un’occasione è come aprire quella porta e cambi vita, sei sempre tu, il mondo intorno a te è quasi lo stesso tranne piccoli impercettibili cambiamenti ed è per questi cambiamenti minimi che la vita è del tutto diversa e diverse sono le persone con cui viverla, a volte.

Spesso alla gente capita di non accorgersene in tempo che il momento è quello, basterebbe essere sempre molto presenti a se stessi e pensare sempre a quello che si desidera davvero perché, ne sono convinta, dice, sappiamo sempre dentro di noi cosa vogliamo davvero, solo che spesso non diamo ascolto a quello che sentiamo, non abbiamo abbastanza fiducia nelle nostre capacità di capirci, purtroppo, dice. E così lasciamo perdere oppure stiamo a lungo a chiederci se la nostra eventuale scelta, quella che potrebbe diventare la nostra scelta, sia davvero quella giusta e ce lo chiediamo per così tanto tempo che il mondo che ci era apparso di lato e la persona che eravamo in quel mondo parallelo ma leggermente diverso da quello in cui siamo a pensare se la scelta sarà giusta, si allontana lentamente fino a che non riusciamo a vederlo più e capiamo, forse allora capiamo, che abbiamo perso il momento ancora una volta.

Dopo qualche anno ci sembra, dice, che la stessa occasione si stia per ripetere ma nella maggior parte dei casi è un’illusione, nasce dal rimpianto di quello che non abbiamo fatto allora e stiamo lì ad ascoltarci, tesi nello sforzo di capire se si tratti di nuovo di un momento come quello che stupidamente, ci diciamo, ci siamo lasciati sfuggire, ma non sentiamo niente, solo un movimento di superficie che per un attimo, un attimo troppo breve, ci fa smuovere e pensare: ci siamo di nuovo, ma quando proviamo a insistere, quando ci capita di fermarci un momento nei nostri lavori quotidiani e ci mettiamo a pensare a quella che potrebbe essere, se la riconoscessimo finalmente, la nostra nuova occasione, ci accorgiamo che non è così, che l’apertura in cui avevamo di nuovo sperato si è richiusa da sola. Per qualche giorno, ogni tanto, in momenti in cui non abbiamo molto da fare, ci scopriamo a tendere l’orecchio al rumore del cuore, dice, ma non è successo niente, è ancora lo stesso.

2 Risposte a “non è successo niente”


  1. 1 Giacomo Ottobre 2, 2009 alle 5:45 pm

    C’è da dire che anche quelli che ci passano accanto non tendono mai la mano per tirarci nel mondo parallelo: sono sempre molto presi e compresi, molto affaccendati… – ma immagino che abbiano gli stessi problemi nostri. (E poi questo assomiglia a un lamento…)

    Ah, due libri-vortice sono stati per me, di recente, Il comunista di Morselli e L’erede di Montezuma di Coccioli. (Ma quest’ultimo si trova solo usato… E dunque, guarda un po’, si rischia di perdere l’occasione anche coi libri…)

  2. 2 pessima Ottobre 3, 2009 alle 8:02 pm

    Confermo: hanno i nostri stessi problemi. Anche perché nel mio immaginare, ognuno di noi viaggia sul suo binario, incrociandone a volte altri.


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