Sistemo ordinatamente le mie cose.
Il pigiama lo acchiappo per le spalle con due dita,
lo tiro su, lo piego,
lo metto nello spazio tra la coperta e lo schienale del letto,
qui, dove si crea
un incavo
e sopra ci starà il cuscino.
Col palmo della mano passo
lentamente
sopra la coperta:
che nessuna piega rimanga visibile.
Mi muovo per la stanza
e silenziosamente
ordino le mie cose.
C’è sempre qualcosa che avanza:
un frammento di foglio già scritto,
una matita mangiucchiata
di traverso sul libro
custodie di occhiali
il giornale sul letto,
un gomitolo di polvere e peli del gatto che
silenziosamente
compare da un angolo.
Come in un tangram
ricompongo
la mia figura, ne accosto
gli angoli o i lati,
cerco un’improbabile
combinazione.
Silenziosamente tento
un ordine,
la forma della stanza
e della vita.

Peccato che sui blog non ci sia il pollice su, come su facebook.