fra la vita e la scarpa, ha scelto di perdere la seconda.
giusto Prof?
(credo sia l’unico film della mia vita dal quale sono uscito 10 minuti prima della fine)
è probabile, pess
non credo mi si possa accusare di essere sordo ad un certo tipo di problematiche, ma forse in quel film mi si richiese troppo (o, forse, era soltanto il momento).
Grazie, avevo bisogno di vedere questa scena (anche se il mio anglo-analfabetismo di impedisce di capire cosa dice lei, e invece credo sia importante). Mi hai fatto venire la voglia di rivederlo. E comunque è vero, sì, film molto (troppo?) femminile.
Secondo me non esistono film troppo femminili, ma forse è quello che intendi anche tu. Esistono film fatti da donne che parlano di donne con occhi che per gli uomini non sono quelli abituali, lo sguardo è ovviamente diverso da quello con cui vediamo normalmente la donna al cinema. Su questo ci sono pagine molto belle di un libro di Teresa De Lauretis, Sui generis. Magari domani le posto. Ciao.
e credo che quello sguardo, finalmente uno sguardo femminile, li sconcerti o li annoi o li spaventi.
forse capirebbero di più di noi se provassero a guardarci fino alla fine del …film?
vero mauro?
allora, io non mi ricordo cosa fu a farmi alzare e andar via, ma la scena del dito tagliato (cos’era? metà film?) già aveva limato a sufficienza la mia intollerante pazienza. Odio la violenza cieca.
poi …, per carità, c’è sempre occasione per capire di più (e gli uomini e le donne).
Potrei dirti, genericamente, “femminista”, ma non mi piace questa generalizzazione eccessiva che dice tutto e nulla e rischia, di più, di tingere tutto di ideologia (non so se è chiaro, quello che intendo dire, spero almeno vagamente di sì). Se hai pazienza di aspettare, forse stasera, forse domani, ti rispondo più chiaramente, che la cosa mi interessa molto, in relazione all’immagine e all’immaginario. Ciao.
beh, sai, Angela, non è facile spiegare.
E non collima neppure con un’identità di genere,nel senso che siamo tutti attraversati da identità multiple e tutti abbiamo, in situazioni diverse, sguardi plurimi, ma esistono, a mio parere, alcune particolarità o “attenzioni” non superficiali o istinti o introspezioni che attengono ad una sensibilità femminile, in qualche modo, almeno così come è apparso il “femminile” nel tempo e nel sentire comune.
fra la vita e la scarpa, ha scelto di perdere la seconda.
giusto Prof?
(credo sia l’unico film della mia vita dal quale sono uscito 10 minuti prima della fine)
Ma dimmi te… un film così bello e tu ti perdila fine. Troppo femminile, mau? (il film, non te
…she has chosen life
Certo, una bella scelta, no?
è probabile, pess
non credo mi si possa accusare di essere sordo ad un certo tipo di problematiche, ma forse in quel film mi si richiese troppo (o, forse, era soltanto il momento).
Forse sì, ti hanno richiesto “troppo”.
Grazie, avevo bisogno di vedere questa scena (anche se il mio anglo-analfabetismo di impedisce di capire cosa dice lei, e invece credo sia importante). Mi hai fatto venire la voglia di rivederlo. E comunque è vero, sì, film molto (troppo?) femminile.
Secondo me non esistono film troppo femminili, ma forse è quello che intendi anche tu. Esistono film fatti da donne che parlano di donne con occhi che per gli uomini non sono quelli abituali, lo sguardo è ovviamente diverso da quello con cui vediamo normalmente la donna al cinema. Su questo ci sono pagine molto belle di un libro di Teresa De Lauretis, Sui generis. Magari domani le posto. Ciao.
e credo che quello sguardo, finalmente uno sguardo femminile, li sconcerti o li annoi o li spaventi.
forse capirebbero di più di noi se provassero a guardarci fino alla fine del …film?
vero mauro?
allora, io non mi ricordo cosa fu a farmi alzare e andar via, ma la scena del dito tagliato (cos’era? metà film?) già aveva limato a sufficienza la mia intollerante pazienza. Odio la violenza cieca.
poi …, per carità, c’è sempre occasione per capire di più (e gli uomini e le donne).
Ma quanno ce vo, ce vo. O no?
capita di rado
ma sono d’accordo con Mauro, limitatamente alla scena dei dito; però non ho capito cosa intendete con “femminile”
Potrei dirti, genericamente, “femminista”, ma non mi piace questa generalizzazione eccessiva che dice tutto e nulla e rischia, di più, di tingere tutto di ideologia (non so se è chiaro, quello che intendo dire, spero almeno vagamente di sì). Se hai pazienza di aspettare, forse stasera, forse domani, ti rispondo più chiaramente, che la cosa mi interessa molto, in relazione all’immagine e all’immaginario. Ciao.
beh, sai, Angela, non è facile spiegare.
E non collima neppure con un’identità di genere,nel senso che siamo tutti attraversati da identità multiple e tutti abbiamo, in situazioni diverse, sguardi plurimi, ma esistono, a mio parere, alcune particolarità o “attenzioni” non superficiali o istinti o introspezioni che attengono ad una sensibilità femminile, in qualche modo, almeno così come è apparso il “femminile” nel tempo e nel sentire comune.