vivere, scrivere

Vivere, scrivere, prendere le noci e le mandorle dal sacco delle parole, non è nulla, non è un merito. Ma la magia, la quieta e lungimirante stupidità, l’incorporamento della follia in una costruzione razionale.

Ingeborg Bachmann, Il libro Franza, Adelphi 2009

6 Risposte a “vivere, scrivere”


  1. 1 semantica Novembre 14, 2009 alle 6:35 pm

    ma la magia, l’incorporamento della follia in una costruzione razionale che invece forse lo sono? un merito intendo, o forse che estrarre noci dal sacco è più prossimo ad un bisogno, una necessità…del resto il merito è riconosciuto dagli altri, la magia sostanzialmente pure, è il bisogno soggettivo invece che va oltre la “presunzione” dell’esternazione.

    • 2 pessima Novembre 14, 2009 alle 7:06 pm

      Io non l’ho intesa così. Per me il soggetto di magia, stupidità, incorporamento della follia ecc. ecc. sono vivere e scrivere, che non sono un merito, ma…

  2. 3 semantica Novembre 14, 2009 alle 8:35 pm

    ma scrivere senza magia cos’è?

  3. 5 semantica Novembre 14, 2009 alle 9:52 pm

    non c’è vita che si accompagni alla scrittura che non sia magia? questo vuoi dire?

  4. 6 semantica Novembre 14, 2009 alle 9:58 pm

    cioè il solo fatto di scrivere rende la vita e la scrittura una magia?


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