Vivere, scrivere, prendere le noci e le mandorle dal sacco delle parole, non è nulla, non è un merito. Ma la magia, la quieta e lungimirante stupidità, l’incorporamento della follia in una costruzione razionale.
ma la magia, l’incorporamento della follia in una costruzione razionale che invece forse lo sono? un merito intendo, o forse che estrarre noci dal sacco è più prossimo ad un bisogno, una necessità…del resto il merito è riconosciuto dagli altri, la magia sostanzialmente pure, è il bisogno soggettivo invece che va oltre la “presunzione” dell’esternazione.
Io non l’ho intesa così. Per me il soggetto di magia, stupidità, incorporamento della follia ecc. ecc. sono vivere e scrivere, che non sono un merito, ma…
ma la magia, l’incorporamento della follia in una costruzione razionale che invece forse lo sono? un merito intendo, o forse che estrarre noci dal sacco è più prossimo ad un bisogno, una necessità…del resto il merito è riconosciuto dagli altri, la magia sostanzialmente pure, è il bisogno soggettivo invece che va oltre la “presunzione” dell’esternazione.
Io non l’ho intesa così. Per me il soggetto di magia, stupidità, incorporamento della follia ecc. ecc. sono vivere e scrivere, che non sono un merito, ma…
ma scrivere senza magia cos’è?
Scrivere e vivere sono magia.
non c’è vita che si accompagni alla scrittura che non sia magia? questo vuoi dire?
cioè il solo fatto di scrivere rende la vita e la scrittura una magia?